Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 23-12-2020 18:28
in Attualità | Visto 1.867 volte

Un goccio di Grappa

Dopo otto anni e dopo lunghe trafile burocratiche, arriva finalmente a compimento la donazione dell'appezzamento di terreno sul Monte Grappa omaggiato nel 2012 dalla famiglia Eger al Comune di Bassano del Grappa

Un goccio di Grappa

Il terreno di proprietà del Comune di Bassano al 13° tornante del Grappa, oggi coperto dalla neve

“Bassano sul Grappa”. Intitolavo così un mio articolo nel quale riferivo della cerimonia con la quale l'imprenditore Gino Eger donava al Comune di Bassano del Grappa un appezzamento di terreno di 100 metri quadri, che era di proprietà della sua famiglia, al 13° tornante della strada Cadorna sul Monte Grappa. Quella “cessione di proprietà” con la quale la città del Grappa veniva omaggiata di un fazzoletto di terra del Monte che nobilita il suo nome veniva così a colmare una singolare lacuna geografica: fino allora, tra i vari Comuni che estendono i loro territori sul Massiccio del Grappa, Bassano del Grappa non c'era.
La nostra città, cioè, avrà anche il Chilometro Quadro in centro storico ma non possedeva neanche un centimetro quadro di suolo sul Massiccio. Grazie a quell'atto di donazione, Bassano entrava così in possesso di un “suo” goccio di Grappa, benché quell'appezzamento regalato dalla famiglia Eger ricada formalmente nel territorio del Comune di Borso del Grappa. A quella cerimonia intervenne uno stuolo di autorità, compresa una rappresentanza del Comune di Borso, a suggello di un'operazione promossa e fortemente voluta dal “Comitato Celebrazioni Storiche nel nome del Grappa 1918-2018”, che era allora presieduto dal grande Nino Balestra.
Vorrei tuttavia concentrare la vostra attenzione sulla data in cui ho pubblicato quell'articolo: 8 luglio 2012. Vale a dire otto anni e mezzo fa. A Bassano governava l'amministrazione del sindaco Cimatti, il tema del momento era l'inutile battaglia per la difesa del Tribunale di Bassano e già fervevano i preparativi per le celebrazioni del centenario della Grande Guerra dal 2015 al 2018, poi rivelatesi nella nostra città un buco nell'acqua.
Non avrei mai pensato che a distanza di così tanto tempo sarei tornato ad occuparmi di questa cosa. Da allora non se ne è sentito più parlare e per me era assodato e pacifico che quell'area erbosa (in questo periodo, per la verità, nevosa) sul declivio del 13° tornante fosse da allora, anche se con valore simbolico, un riconosciuto e riconoscibile “pezzetto di Grappa” del Comune di Bassano. Apprendo invece, con un comunicato stampa trasmesso oggi in redazione dal collega giornalista Giandomenico Cortese a nome e per conto del Comitato per le Celebrazioni Storiche del Grappa, che la questione si è trascinata fino ai giorni nostri ed è finalmente giunta a conclusione. Quel fazzoletto di terra appartiene cioè a Bassano, ma è rimasto per lungo tempo un'area senza vita e senza riferimenti. E questo perché, come spiega il comunicato, “lunghe trafile burocratiche, stop inattesi, hanno complicato le procedure”.
In quel giorno assolato del 2012 il passaggio di proprietà del terreno tra la famiglia Eger e il Comune di Bassano avvenne con la consegna al vicesindaco dell'epoca Carlo Ferraro di una pergamena che sanciva l'atto di donazione. Ma in Italia, a quanto pare, le pergamene non bastano. Due anni dopo, e cioè nel 2014, la famiglia Eger, con atto firmato davanti al notaio Todescan, aveva consentito formalmente di donare alla città di Bassano il terreno identificato per la posa di tre cippi commemorativi. “Nonostante l'adesione anche della giunta Poletto - informa la nota stampa del Comitato -, solo oggi, e finalmente, con l'avallo dell'amministrazione di Elena Pavan si è potuti arrivare al completamento delle procedure e alla realizzazione del progetto.” “L'ultimo adempimento, a fine agosto 2020 - prosegue il testo -, ha permesso di completare i lavori sull'area, seguiti sempre con grande passione da Aurelio Bizzotto, per l'intero comitato promotore.”
Adesso sulla ristretta “enclave” di Bassano del Grappa sopra il 13° tornante della strada Cadorna - noto all'epoca della Grande Guerra come “il giro della morte”, martoriato com'era dalle cannonate austroungariche su un passaggio obbligato per le truppe e salmerie nella loro salita alle linee del fronte - sorge un piccola area monumentale.
È stato posto in opera un muro di contenimento, fatto naturalmente con pietre del Grappa, e sono stati prediposti i cippi commemorativi che riportano scritte in quattro lingue (italiano, tedesco, francese e inglese), dominate dallo stemma della Città di Bassano.
“A primavera 2021 - conclude il comunicato - l'inaugurazione ufficiale, e da allora Bassano, orgogliosamente potrà dirsi, a pieno titolo, Città del Grappa.”
Otto anni in Grappa per arrivare dal primo atto di passaggio di proprietà alla conclusione del progetto di sistemazione dell'area e all'effettivo compimento della donazione: al confronto, “Sette anni in Tibet” impallidisce.

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