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L'amministrazione a Bassano, gli accordi elettorali, il diktat di Finco all'ingresso di FdI in consiglio comunale: intervista al leader provinciale di Fratelli d'Italia Vincenzo Forte. “Per Bassano è il momento di fare delle scelte coraggiose”
Pubblicato il 24 giu 2020
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Forte e chiaro. Vincenzo Forte, leader provinciale di Fratelli d'Italia, è uno che di solito dice pane al pane, vino al vino e Lega alla Lega. Non si nasconde, cioè, dietro alle formule del “politichese”. Attualmente il suo ruolo di coordinatore di FdI per la provincia di Vicenza è sospeso, a norma di statuto del partito, in quanto ha dato la propria disponibilità a candidarsi alle imminenti elezioni per il rinnovo del consiglio regionale del Veneto, sostituito ad interim nell'attività di coordinamento dall'on. Tommaso Foti di Piacenza.
Ma sui temi politici del territorio rimane una figura di riferimento. Anche e soprattutto in questi giorni, nei quali il clima dei rapporti con gli alleati della Lega nella coalizione che governa la città di Bassano del Grappa è a dir poco surriscaldato.
L'ultima miccia è stata accesa dalle dichiarazioni sulla stampa del capogruppo leghista in Regione Nicola Finco, padrino politico della candidatura a sindaco di Elena Pavan, che nella veste che potremmo definire di “portavoce” dell'amministrazione Pavan ha inteso rispondere al comunicato stampa sul primo anno di mandato amministrativo comunale, ricco di osservazioni critiche, del referente del Circolo di Bassano di FdI Nicola Giangregorio.
Vincenzo Forte: “La posizione della Lega ci meraviglia e ci rammarica”
Finco, nell'occasione, ha rilasciato al quotidiano locale una serie di dichiarazioni sintetizzate dal titolo dell'articolo: “FdI non deve entrare in consiglio comunale”.
L'anatema finchiano è direttamente collegato alle manovre in corso in questi giorni per il rimpasto della giunta Pavan. E la situazione ve la spiego io. Tra i nomi più vociferati per un eventuale nuovo ingresso in giunta c'è quello del consigliere della civica #Pavan Sindaco Claudio Mazzocco, già assessore alla Sicurezza col sindaco Bizzotto, che potrebbe subentrare nella guida dello stesso assessorato alla leghista Tamara Bizzotto.
Ma l'ingresso di Mazzocco nella giunta comunale libererebbe un posto, tra i banchi di maggioranza, per il gruppo #Pavan Sindaco. E il primo dei non eletti della civica pavaniana, che entrerebbe pertanto in consiglio comunale, è Gianluca Pietrosante: nome ormai notissimo della giovane destra bassanese, nel frattempo iscrittosi a Fratelli d'Italia.
Ed è questa l'eventualità sulla quale, a quanto pare, la Lega bassanese ed il proprio referente a Venezia stanno vedendo i sorci verdi. Di Pietrosante è riconosciuta l'autonomia di pensiero, soprattutto sui temi della cultura, ed è stato proprio lui assieme a Giangregorio a firmare diversi comunicati stampa del Circolo di Bassano di Fratelli d'Italia, diffusi nei mesi scorsi, di dura critica sulla politica culturale del sindaco e della sua amministrazione.
Ma questo è solamente il casus belli, ufficialmente non compreso nelle dichiarazioni sulla stampa, di un più generale attacco di Finco nei confronti di Fratelli d'Italia, partito da lui accusato di avere “l'unico interesse” a “raccogliere qualche incarico da consigliere o da assessore”. Ma la controparte che ne pensa?
Vincenzo Forte: a Bassano dopo un anno il clima appare abbastanza teso, non solo in seno alla maggioranza ma anche, in ambito di coalizione, tra la componente Lega e Fratelli d'Italia. Anche perché voi non le mandate a dire coi vostri comunicati e poi c'è chi replica a nome dell'amministrazione comunale, e non sempre si tratta un componente dell'amministrazione stessa. Da dove nascono questi attriti?
Dobbiamo fare un attimo un excursus generale sulla questione delle amministrative di Bassano del Grappa dell'anno scorso e della presenza di Fratelli d'Italia.
Come FdI noi abbiamo sostenuto sin dall'inizio la candidatura di Elena Pavan. Addirittura all'epoca ero io il coordinatore provinciale e quindi colui che era il tenutario del simbolo e si poneva sul tavolo delle trattative per fare le scelte sulle amministrative di Bassano, ovviamente d'accordo con il Circolo locale che è guidato da Nicola Giangregorio.
Mi ricordo che fu proprio Finco a proporre a Fratelli d'Italia e a proporre a me la candidatura della Pavan dichiarando che era una professionista in gamba, capace, tutte caratteristiche e qualità che noi abbiamo riconosciuto sin dall'inizio ad Elena Pavan. Quindi non avevamo fatto alcuna difficoltà ad accettare questo invito che ci era stato rivolto proprio da Nicola Finco. Questo ha portato a sederci al tavolo delle trattative e a dichiarare da subito che avremmo dato sostegno al candidato che aveva proposto la Lega, quindi ad Elena Pavan.
Abbiamo invitato tutte le altre forze di centrodestra, sia partitiche che civiche, a sostenere quella candidatura che avrebbe visto comunque l'appoggio di FdI e della Lega per evitare di disunire il centrodestra. Perchè noi riteniamo che il centrodestra unito è una formula vincente, e questo è stato dimostrato poi dai fatti.
Quindi quella candidatura nasce anche grazie al supporto fondamentale e determinante di Fratelli d'Italia. Nel momento in cui ci siamo posti in maniera determinata a sostegno della Pavan, le altre forze politiche hanno dovuto in qualche modo cedere e convergere su quella candidatura anche se erano state manifestate diverse perplessità, sia dalle liste civiche che da Forza Italia. Abbiamo fatto poi una campagna elettorale intensa, FdI era nata da poco a Bassano del Grappa proprio su mia volontà, e per un soffio non siamo riusciti ad eleggere un nostro consigliere comunale. Ma sin da subito abbiamo dichiarato quale sarebbe stato il ruolo di FdI all'interno della compagnie amministrativa di Bassano. Noi ci siamo posti sin da subito come pungolo e stimolo all'amministrazione per fare in modo che venissero rispettati gli impegni assunti con gli elettori, perché questa per noi è una cosa fondamentale.
E quindi?
Quindi abbiamo detto: abbiamo condiviso la responsabilità di indicare la Pavan come candidato sindaco, ne abbiamo condiviso la battaglia elettorale, abbiamo permesso grazie al nostro supporto che diventasse sindaco di Bassano del Grappa. Non ci è stato permesso di condividere l'azione amministrativa all'interno delle sedi istituzionali, perché il sindaco non ha ritenuto opportuno coinvolgere Fratelli d'Italia all'interno dell'amministrazione, magari con un assessorato esterno, e quindi togliendo la componente di destra all'amministrazione di centrodestra. Ma questo non ci ha minimamente turbati perché il nostro obiettivo era quello di dare risposte alle esigenze concrete dei cittadini. Per cui sin dall'inizio ci siamo posti come pungolo e come sezione locale di FdI siamo sempre intervenuti su questioni e su temi strettamente amministrativi. Non ne abbiamo mai fatto una questione di diatriba politica tra partiti o liste civiche. Semplicemente le uscite che sono state fatte dalla sezione locale di FdI, che ovviamente ha avuto sempre il mio avallo e il mio sostegno, sono state tutte in punta di principio e concentrate su questioni puramente amministrative.
Sul diktat della Lega circa un vostro ingresso in consiglio comunale cos'ha da dire?
Da questo punto di vista ci meraviglia, dopo aver chiarito qual è stato il ruolo di FdI, che il problema a Bassano del Grappa sia l'eventuale ingresso di Fratelli d'Italia all'interno del consiglio comunale. Ci meraviglia e ci rammarica anche per un'altra serie di motivi, primo fra tutti perché l'ingresso di FdI in consiglio comunale si basa fondamentalmente sulla possibilità che entri un soggetto che è stato candidato all'interno della Lista Pavan, che in quel momento è stato bene accolto dalla Lista Pavan e ha contribuito al successo elettorale della Lista Pavan e che nel tempo è passato con Fratelli d'Italia e quindi sarebbe lui il soggetto che andrebbe a rappresentare FdI in consiglio, a seguito di un eventuale rimpasto di giunta.
Quindi ci meraviglia ancor di più il fatto che oltre a preoccuparsi dell'ingresso di un alleato che è sempre stato leale ed è sempre stato dalla stessa parte, a destare preoccupazioni magari per i vertici regionali della Lega sia un soggetto che hanno per primi sponsorizzato e del quale hanno avuto comunque il consenso elettorale. Questa è una cosa un po' sui generis, che ci fa riflettere.
Perché secondo lei a rispondervi ultimamente non è un componente dell'amministrazione comunale, ma dell'amministrazione regionale, e cioè Nicola Finco?
Spero che non sia così, ma io credo che sia un modo di collegare la partita delle prossime elezioni regionali a questa partita delle amministrative di Bassano e di un eventuale rimpasto, che deriva dal fatto che a un anno dalle elezioni il famoso slogan #Si Cambia non è stato pienamente concretizzato nei fatti, cosa che come FdI abbiamo sottolineato più volte e stimolato su diversi temi: sicurezza, sociale e quant'altro. Abbiamo stimolato questo cambiamento che finora non si è propriamente visto. Quindi non vorrei che la circostanza che a intervenire sulle questioni amministrative bassanesi siano alcuni alti vertici della Lega derivi dal fatto che il dibattito rischia di essere inquinato dalle prossime elezioni regionali.
Perché quando si discute di amministrazione noi dobbiamo concentrarci sul dare risposte ai cittadini di Bassano e non coinvolgere l'amministrazione, che nulla c'entra con le questioni elettorali o delle diatribe tra partiti, in queste vicende che rischiano di bloccare l'amministrazione stessa e di creare poi dei problemi che non si riescono a risolvere.
Dico questo perché, tornando sul punto della questione delle dichiarazioni che ha fatto Finco, Finco dice che è la Pavan a decidere, ma pone delle ipoteche così importanti dal punto di vista politico che fondamentalmente legano le mani al sindaco. Ed è una cosa che risulta strana anche perché noi abbiamo un grandissimo rispetto nei confronti del sindaco e del suo ruolo.
Quindi il dibattito politico-amministrativo non dovrebbe essere inquinato o minato da questioni che non riguardano strettamente la capacità di dare risposte dal punto di vista amministrativo.
A proposto di diatribe tra partiti, è di questi giorni la diatriba relativa all'autonomia tra voi e la Lega...
Questa è una diatriba che per quanto ci riguarda la rispediamo al mittente. È una questione che viene sollevata dalla Lega, evidentemente perché dopo tanti anni di battaglie per l'autonomia i risultati concreti ancora non sono riusciti ad ottenerli.
Quindi io posso comprendere che nell'avvicinarsi della scadenza elettorale loro abbiano bisogno di riavvicinare in qualche modo e ricompattare su una battaglia ideale un elettorato che finora non ha visto risposte concrete. Però è una provocazione su un tema importante, come quello dell'autonomia, per mettere a punto una strumentalizzazione a fini elettorali.
In questo campo noi non vogliamo scendere, perché come Fratelli d'Italia abbiamo chiarito sin da subito qual è la nostra posizione sull'autonomia.
Io voglio ricordare che il 22 ottobre 2017, quando è stato celebrato il referendum, che nel quesito referendario prevedeva maggiori forme di autonomia nel rispetto dell'articolo 116 della Costituzione, FDI ha aderito convintamente a quel referendum. Abbiamo invitato militanti, dirigenti, iscritti e simpatizzanti ad andare a votare per quel referendum.
Io stesso su Facebook avevo postato il famoso tagliando per il voto. Quindi come Fratelli d'Italia non abbiamo mai avuto alcun dubbio sulla bontà dell'autonomia, nel rispetto dell'articolo 116 e quindi nel rispetto di quel valore che per noi è inestimabile che è l'unità nazionale.
Ci troviamo veramente di fronte a una diatriba che ha il sapore dello scontro pre-elettorale. Noi ci rifiutiamo di trattare e di trasformare un tema fondamentale come quello dell'autonomia in un argomento da diatriba elettorale. Anche perché come Fratelli d'Italia non solo abbiamo aderito a quel referendum, ma soprattutto abbiamo sostenuto il programma elettorale del 4 marzo 2018, con cui il centrodestra unito si presentò alle scorse elezioni politiche, che prevedeva in un capitolo il rafforzamento delle autonomie locali, inserite in un sistema di federalismo responsabile. Pertanto l'autonomia è un tema che Fratelli d'Italia sostiene già a livello nazionale.
Torniamo, per finire, in città. Come vede il futuro dell'amministrazione comunale di Bassano del Grappa?
Io credo che debba fare delle scelte coraggiose. Perché dopo un anno di mandato, nel momento in cui ci si è resi conto che quello slogan non si è pienamente concretizzato, credo che sia il momento di fare delle scelte coraggiose. E quindi credo che il sindaco debba essere messo nelle condizioni di fare queste scelte. Noi come Fratelli d'Italia abbiamo grande rispetto per Elena Pavan e siamo a disposizione realmente per poterla aiutare a gestire anche questa fase di cambiamento, anche all'interno della giunta che ormai sembra prossimo.
Perché su alcuni temi abbiamo bisogno di risposte concrete, fra tutti la sicurezza, e sappiamo che ci sono anche dei soggetti che hanno già gestito quel settore e che possono magari dare un contributo importante. Però bisogna fare delle scelte coraggiose, bisogna mettere mano sicuramente a una giunta che evidentemente non ha dato le risposte che si pensava potesse dare, per poter affrontare il resto del mandato con uno slancio diverso e dare realmente risposte alle esigenze dei bassanesi.
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