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Alessandro TichAlessandro Tich
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Il virulento

Non c’è uno senza due. Da Barcellona ci scrive ancora Francesco Celotto a commento del comunicato della senatrice M5S Guidolin sul Decreto Cura Italia del governo: “Andiamo in guerra col fucile di carta”

Pubblicato il 19-03-2020
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In via del tutto eccezionale, non c’è uno senza due. Appena l’altro ieri avevamo pubblicato una lettera al direttore, molto cliccata dai nostri lettori, trasmessa dal bassanese “expat” Francesco Celotto che da Barcellona, dove vive, ha voluto dire la sua sui nuovi scenari internazionali, politici ed economici, che si stanno delineando a seguito della corona-crisi.
A quanto pare, tuttavia, in questi giorni la tastiera di Celotto sta ribollendo. Ieri è arrivata infatti in redazione una sua seconda lettera al direttore, in commento al comunicato stampa, da noi pubblicato in giornata, della senatrice del Movimento 5 Stelle Barbara Guidolin, la quale ha presentato in toni altamente positivi il Decreto Cura Italia emesso dal governo (leggasi il nostro articolo “La cura”). Celotto - che in passato, lo ricordiamo, era stato un esponente di spicco del M5S di Bassano del Grappa per poi rompere col Movimento grillino - anche questa volta non le manda a dire e prende spunto dall’intervento della parlamentare rosatese per mettere a confronto (confronto “impietoso”, scrive) lo stanziamento deciso dal governo italiano per le imprese e le famiglie con quelli ben più sostanziosi di altri Paesi, Spagna compresa, come leggerete di seguito. Anni fa, intervistandolo, per la maniera in cui è solito trattare le questioni di politica, economia e attualità avevo definito Celotto “il rompiscatole”.
Adesso, per l’aggressività con cui continua a sostenere le proprie tesi, non posso che definirlo in modo più aggiornato: “il virulento”.

La Sagrada Família di Barcellona chiusa per emergenza virus (fonte immagine: tg24.sky.it)


LETTERA AL DIRETTORE

Andiamo in guerra col fucile di carta?

Egregio direttore,

non posso esimermi dall'intervenire nuovamente per trasmetterle tutto il mio disagio di cittadino italiano, anche se residente all'estero, dopo aver letto la nota apparsa oggi su Bassanonet della senatrice Guidolin del Movimento 5 Stelle nella quale afferma che “Oggi a tutti i cittadini vicentini posso dire che il Decreto va incontro a tante loro difficoltà”.
La senatrice che da quanto mi dicono non è particolarmente attiva (ricordo anche un suo pezzo in merito qualche mese fa) sul territorio riemerge oggi dal suo letargo per dire che sì, il suo governo c'è!! Incredibile la faccia tosta dei politici cui la signora Guidolin si è prontamente adeguata. Davvero la faccia tosta dei nostri politicanti non conosce colore quando si tratta di farsi belli (si fa per dire) approfittando per farsi un po di gratuita pubblicità, atteggiandosi a rappresentanti del territorio.
Guardiamo ai numeri: il governo italiano ha stanziato complessivamente 25 miliardi di aiuti alle imprese e alle famiglie. Oggi il governo spagnolo (Paese nel quale risiedo) ha stanziato la somma “monstre” di 200 miliardi di euro ovvero otto volte tanto, l'esecutivo inglese ha stanziato 330 miliardi (oltre 350 miliardi di euro ). Sempre oggi Trump ha promesso 850 miliardi di aiuti.
Nei giorni scorsi il governo tedesco aveva predisposto un piano di 550 miliardi di euro a favore delle imprese.
Ovviamente si potrebbe dire che Germania, Stati Uniti e Inghilterra hanno maggiori risorse finanziarie e un debito pubblico più contenuto, ma che dire della Spagna che ha un pil del 20% inferiore a quello italiano, un debito leggermente più basso ma mette sul piatto in aiuti e sostegno quasi il 20% del pil contro la miseria dell'1,5% del nostro Paese?
Come mai il nostro governo non mette sul piatto ben altro?
Continuo con gli (impietosi) confronti: la generalitat di Catalogna, ovvero la regione con capitale Barcellona dove io vivo, stanzierà a favore dei lavori autonomi (le classiche partite Iva) un aiuto una tantum pari a 2000 euro contro i 600 euro a favore dei lavoratori autonomi italiani.
Cara Guidolin serve coraggio, servono ben altro che mance per venire incontro alla sventura economica che ci aspetta. Evidentemente la Guidolin vuole mandare in guerra la gente con i fucili di carta!
Gli altri esecutivi stanno capendo la magnitudine del disastro, invece i nostri politicanti balbettano, giochicchiano, baruffano, incapaci di lanciare davvero un piano ambizioso di aiuti per superare questa che ogni giorno di più sembra la terza guerra mondiale.
Se avessero le palle i ministri del governo di cui fa parte il Movimento 5 Stelle (nelle cui fila la signora Guidolin è “cittadina portavoce eletta”) farebbero una mossa più intelligente, l’unica che andrebbe fatta per tentare di non far affondare il nostro Paese: un piano, come già ho scritto nel pezzo di ieri, da almeno 400/500 miliardi. Se i tedeschi non ci stanno, tanto sono loro che comandano e impongono i diktat a tutti, minacciamo concretamente la uscita dall'euro e l’emissione di una moneta parallela. L'Italia è, come dicono gli americani, “too big to fail”.
Se falliamo noi falliscono pure i crucchi. Vale la pena di giocare l'azzardo.
Signora Guidolin, trasmetta al premier Conte e al suo pacioso ministro Gualtieri questa volontà. O facciamo qualcosa di forte o davvero tantissime nostre imprese falliranno.
È il tempo del coraggio e di tirare fuori gli attributi. L’alternativa è la morte economica.
Per una volta i politici facciano qualcosa per noi. Cara Guidolin, se ci sei tu e tutti i tuoi colleghi battete davvero un colpo.

Francesco Celotto

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