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Tu chiamale, se vuoi, emozioni
Il resoconto del vostro umile cronista dell'imperdibile prima cerimonia di San Bassiano dell'amministrazione Pavan
Pubblicato il 19 gen 2020
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“Scommetto che nel suo discorso la prima cosa che dirà la sindaca sarà: “È la prima volta, sono emozionata”...”. Mancano pochi minuti all'inizio della cerimonia di San Bassiano in sala Da Ponte, la prima dell'amministrazione Pavan, e la battuta che ho riportato sopra viene pronunciata dalla mia vicina di poltrona. “Lo dice sempre, la Pavan, che è emozionata”, rincara la dose la pungente signora. La previsione non si avvera alla lettera perché la prima frase del discorso del sindaco è: “gentili cittadine e cittadini, autorità tutte presenti, non nascondo la profonda gioia che mi accompagna in questo momento...”. Comunque possiamo dire che si tratta dello stesso concetto. Ma più avanti, parlando degli Alpini della sezione ANA Montegrappa che quest'anno festeggerà i suoi 100 anni dalla fondazione, la Pavan dichiarerà: “Solo pochi giorni fa ho preso parte alla presentazione del viaggio che le penne nere bassanesi hanno intrapreso in queste ore e che le porterà sulle orme della storia, in marcia per 150 km dal fiume Don a Nikolajewka e non ho potuto non emozionarmi a pensare al valore di questa esperienza che costò la vita a migliaia di giovani.” Secondo round in un passo del discorso dedicato ad Antonio Canova: “Giovedì mi trovavo a Roma e, dopo gli impegni lavorativi, ho voluto visitare la mostra “Canova, eterna bellezza” per vedere i prestiti del nostro museo. È stato emozionante sentirsi un po' a casa anche lì.” Insomma: tu chiamale, se vuoi, emozioni.
Per me, e per vari motivi, questa è una cerimonia di San Bassiano imperdibile.
Non solo perché è la prima celebrazione del Patrono della nuova amministrazione comunale, ma anche per i tanti nodi che riguardano la politica culturale cittadina di cui mi sto intensamente occupando nell'ultimo periodo e che in qualche modo - in questo che è il più importante incontro civico e culturale della città - dovrebbero arrivare al pettine.
Foto: Alessandro Tich
Quest'anno decido di prendere il mio posto in sala nelle retrovie, quelle delle poltrone non riservate, dove siedono i “loggionisti”, quei cittadini che amano la loro città senza avere peli sulla lingua e senza fare sconti a nessuno. E, come avete visto, mi è capitato di sedere accanto a una loggionista di prima categoria. Non ho neanche problemi a trovare un posto perché quest'anno, incredibilmente, alcune decine di poltrone in sala sono vuote.
Nei tanti San Bassiani a cui ho partecipato, mai vista una cosa del genere.
Tra le “autorità tutte presenti” citate all'inizio del discorso del sindaco, la parte del Leon la fanno ovviamente gli esponenti politici della Lega, Nicola Finco in primis, che non possono certamente mancare al primo San Bassiano leghista della storia.
La cerimonia è anche il ballo delle debuttanti per la nuova supersegretaria del sindaco in quota Lega Giada Scuccato, chiamata come tutti gli altri membri dello staff a sovrintendere agli aspetti logistici della manifestazione e calorosamente salutata (ma va'?) prima dell'inizio della serata dai vari onorevoli, consiglieri regionali e sindaci del suo stesso partito. Tra questi c'è anche l'EuroMara, alias Mara Bizzotto, che ha scelto San Bassiano per una delle sue rare apparizioni nella nostra città.
Il canovaccio pensato per questa edizione della cerimonia è emozionante: all'inizio della celebrazione, e negli intervalli tra un momento del programma e l'altro, vengono suonati brani al pianoforte, eseguiti dal bravo maestro Luigi Ferro. Del resto, in questo che si preannuncia come un autentico show, un po' di musica non guasta.
Alla cerimonia di San Bassiano c'è sempre qualcuno che deve rompere il ghiaccio.
E quest'anno, non essendoci il tradizionale intervento di apertura dell'assessore alla Cultura (ruolo incorporato dal sindaco), l'incombenza spetta a Chiara Casarin, presentata come “Direttore artistico dei musei”. E qui mi fermo, perché - in questa fase di vacanza della Direzione dei Musei Civici di Bassano del Grappa e di concorso sospeso per la nuova nomina - potrei scrivere tre cartelle piene solo su questa cosa.
Il discorso della Casarin traccia un bilancio del 2019, che lei definisce “un anno di intensa attività, alcune novità e grandi cambiamenti”. È stato predisposto “un programma espositivo ed editoriale dedicato alla valorizzazione del patrimonio cittadino e delle sue tradizioni (la mostra di Albrecht Dürer che ha avuto quasi 20.000 visitatori da tutta Italia; l’incisione e la grafica con la tradizionale Biennale e la mostra di Valentina; la ceramica con l’opera in Chiostro di Pol Polloniato)”.
Vengono poi citati gli artisti contemporanei che si sono “confrontati con le collezioni permanenti del Museo” e inoltre, tra le altre cose, “le 11 mostre durante il 2019 a cui il Museo di Bassano ha partecipato (tra cui Napoli, Roma, Amburgo, Milano, Vicenza e Firenze) con il prestito di più di 80 opere”. “Il 2020 - aggiunge - si presenta ancora una volta con una programmazione che alterna lo studio e l’esposizione delle collezioni museali, anche le meno conosciute, alle proposte di approccio all’arte contemporanea e alle nuove ricerche internazionali.” Sarà anche l'anno dedicato al 300simo anniversario della scomparsa dello scultore Orazio Marinali (in che modo sarà celebrato a Bassano non viene però anticipato). Il Museo Civico darà spazio in primavera a due artisti contemporanei (Alberto Scodro e Silvano Tessarollo); a Palazzo Sturm la mostra di Albrecht Dürer lascerà spazio a quella di Giambattista Piranesi e in autunno, alla Galleria Civica, sarà la volta della mostra dedicata all'opera grafica di Mario Sironi.
Particolare interessante: in tutta la sua concisa esposizione Chiara Casarin nomina Canova una volta sola, ricordando la pubblicazione del volume “Atelier Canova” che “raccoglie e riordina gli studi relativi al cavallo colossale dei depositi di Palazzo Bonaguro”.
Per il resto - alla luce delle incalzanti notizie che la riguardano in questi primi giorni del 2020 -, niente. La cosa che tuttavia mi colpisce di più - e che colpisce anche altre persone, come dalle stesse confermatomi alla successiva visita al Museo Civico - è il modo in cui la Casarin si pone sul palco. La direttrice artistica legge infatti il suo intervento con grande freddezza. La sensazione è quella di un relatore che non vede l'ora di ritornarsene in platea. Doveva rompere il ghiaccio, ma di ghiaccio rimane lei. Emozioni zero.
Non si disturba neppure - come faceva invece regolarmente il suo predecessore, Giuliana Ericani - a leggere l'elenco delle donazioni e comodati dell'ultimo anno al Museo Civico e anche alla Biblioteca, compito affidato a Irene Alberti. E fra i tanti beni donati dai privati di buon cuore alle nostre istituzioni culturali, va senz'altro segnalata la donazione alla Biblioteca Civica, per volere degli eredi, dell'immenso patrimonio librario del compianto professor Vittorio Andolfato, premio Cultura Città di Bassano 2015, scomparso nelle scorse settimane. San Bassiano è anche l'occasione privilegiata per scoprire il vero volto della Bassano che fa cultura e che sa fare comunità, e questo nobile gesto ne è l'ennesima conferma.
Dopo un altro giro di pianoforte, dopo la consegna dei premi riservati ai giovani (Premio Virgilio Chini al dott. Stefano Andreaggi dell'Università di Padova; Premio Valentino Baccin alla dott.ssa Petra Mocellin dell'Università di Bonn e Premio Antonio Alban all'ITIS Fermi di Bassano) e dopo la proiezione di un video dedicato all'edizione 39 di Operaestate Festival, è finalmente il momento del primo discorso di San Bassiano del sindaco Elena Pavan. Per motivi di spazio e di pazienza non ve lo riporto integralmente, se volete lo leggerete nei quotidiani di domani. Ma ve ne riferisco, inevitabilmente, per sommi capi.
La prima cosa che va notata è che il sindaco inizia il suo intervento, e soffermandosi anche a lungo, parlando proprio di Operaestate. Ricorda il progetto Dance Well, le residenze artistiche lungo tutto il corso dell'anno, il CSC-Centro per la Scena Contemporanea e sottolinea come quella di quest'anno sarà l'edizione del quarantennale.
E nell'esprimere il suo “sentito ringraziamento alla direzione artistica nella persona di Rosa Scapin” fa finalmente scattare il primo applauso della serata in corso di intervento da parte della platea. Agli esperti di lettura tra le righe lascio il compito di analizzare tale affermazione. Poi inizia la parte “politica” dell'intervento. “Abbiamo iniziato da pochi mesi: lasciatemi ringraziare la squadra che mi accompagna in questa avventura amministrativa - dice Pavan -. Gli assessori, in primis, ma anche i consiglieri: quelli di maggioranza come le minoranze, con cui auspico si possa instaurare un clima migliore di quello venutosi a creare nei primi mesi di mandato. Sul superamento delle barriere architettoniche, per esempio, mi auguro che la collaborazione bipartisan nata in queste settimane continui senza paletti politici.” Attimo di gelo, nuovamente, in platea. Ma poi si prosegue.
Il caffè coi cittadini, il bilancio (quello delle torte) reso “più semplice e trasparente”, la viabilità (“I cambiamenti non spaventano i bassanesi: è accaduto qualche anno fa con le nuove modalità di raccolta differenziata. Dovremmo farlo anche con la mobilità utilizzando maggiormente mezzi alternativi all’automobile come la bicicletta o i mezzi pubblici o scegliendo, ove possibile, percorsi alternativi, evitando così le zone critiche”); la rimodulazione della Ztl serale che scatterà dal 1 febbraio.
Sono solo alcuni dei temi compresi nel discorso della Governante. Sul fronte sicurezza, contributi ai cittadini per l'acquisto di sistemi di allarme, ricorso alla vigilanza privata attuando il protocollo del Ministero degli Interni “Mille occhi sulla città”, sei nuovi agenti per il Comando di Polizia locale. E a proposito del progetto della Polizia locale sovracomunale da trasferire alla Comunità Montana, afferma: “Non ci sarà alcun aumento di spesa per le tasche dei cittadini.” Seguono altre varie ed eventuali. Come il Sociale, le Opere pubbliche con l'ascensore in Parco Ragazzi del '99 e con la nuova passerella sul Brenta, il Centro Storico (“È qui che vogliamo partire per rivitalizzare Bassano”), il Turismo (senza alcun accenno al Marchio d'Area) e la big news in tema di artigianato e produzione enogastronomica: “Non posso ancora rivelarne il contenuto, ma stiamo costruendo un festival che parte proprio dalle peculiarità del territorio, un momento di grande richiamo a livello nazionale”. E...la Cultura? Eccola qua, sta arrivando.
Il sindaco-assessore rivela che “sta seguendo passo dopo passo l’avvio dell’iter di due progetti fondamentali per Bassano del Grappa”. Il primo è il bicentenario di Canova nel 2022: “Stiamo lavorando per celebrare la ricorrenza al meglio con le altre istituzioni del territorio.” Il nome “Possagno” non viene mai pronunciato, ma a buon intenditor...
Il secondo aspetto è costituto dai Musei Civici che “resteranno naturalmente il cuore pulsante della vita culturale bassanese”. Caspita, vuoi vedere che il sindaco Pavan ci annuncia qualcosa di interessante in merito al nodo-direzione? Macché: niente di tutto ciò.
“È arrivato il momento di dare una svolta - dichiara -, perché c'è una parte di lavoro che sta evidentemente sotto gli occhi di tutti, ma ce n'è un'altra che non è considerata dal grande pubblico, ma è fondamentale per un polo museale come quello bassanese. Parlo della parte scientifica, di conservazione e ricerca. Dopo anni ho deciso di sbloccare uno stallo e prendere una decisione che ritengo non più demandabile. Il nostro impegno formale è quello di assumere un conservatore, per dare nuovo slancio alla parte scientifica e di ricerca del nostro polo museale.”
Che sia una soluzione per alleviare da tali incombenze la direttrice artistica? Scusate l'inciso, ma è una domanda che sgorga spontanea dal moscone che è in me.
La parte finale dell'intervento del sindaco, sempre sul fronte Cultura, riguarda l'intenzione di acquisire il Teatro Astra. “Dal giorno successivo al mio insediamento - afferma - ho iniziato le trattative con la proprietà, a cui do atto di aver avuto un approccio costruttivo. Posso dirvi che la discussione prosegue e sono stati fatti dei passi in avanti. Per togliere ogni dubbio sulla nostra volontà di portare a termine il progetto abbiamo stanziato nel piano triennale delle opere una cifra importante per l’acquisto e il relativo restauro.” “Siamo convinti che presto saremo in grado di darvi delle notizie positive”, conclude la Pavan con tanto di dita incrociate sopra il leggio.
Arriva finalmente il momento più atteso della cerimonia, con la consegna dei riconoscimenti ai premiati di quest'anno: Rino Piccoli (Premio Un Gesto per la Città); Flavia Casagranda, Associazione Culturale Pediatri Da Ponte, Francesco “Checco” Fontana e Luciano Giunta (Premi San Bassiano); Miki Biasion (Premio Città di Bassano del Grappa) e il Liceo ginnasio statale “G.B. Brocchi” (Premio Cultura Città di Bassano).
Di seguito tutti al Museo Civico, per la visione in anteprima della nuova sezione della Storia della Città, incubata dall'amministrazione precedente e curata dalla dottoressa Giuliana Ericani. Si archivia così un altro San Bassiano, che - per certi versi - non ha deluso le attese. E la battuta più terribile della serata è sempre e ancora della mia vicina di poltrona, che riferendosi alla supersegretaria del sindaco Giada Scuccato mi dice: “Pensavo che facesse lei il discorso al posto della Pavan.”
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