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Sono passate le 23 quando quando parte la discussione dell'ultimo punto all'ordine del giorno del consiglio comunale di Bassano del Grappa: la mozione presentata dalle minoranze che chiede il conferimento della cittadinanza onoraria di Bassano del Grappa alla senatrice Liliana Segre, al centro dei noti fatti di queste settimane, che considero risaputi e che non è quindi il caso di ripercorrere.
Tuttavia la discussione non verte sulla mozione così come è stata presentata e protocollata dalle opposizioni in blocco, ma su un emendamento - e cioè su una nuova versione del documento - rielaborato dalla maggioranza. L'emendamento della maggioranza impegna la giunta “ad invitare nella nostra Città medaglia d’oro al valor militare la senatrice Liliana Segre, e altri sopravvissuti dei campi di concentramento, in occasione dell’anniversario della Giornata della Memoria il 27 gennaio 2020, nonché Egea Haffner e altri sopravvissuti della tragedia delle Foibe e dell’esodo forzato degli istriani, fiumani e dalmati, in occasione dell’anniversario del Giorno del Ricordo il 10 febbraio 2020, ad un pubblico incontro per trasmettere alla Città, ma soprattutto alle giovani generazioni, la loro testimonianza di perseguitati, finalizzata ad una riflessione sui valori fondanti di una società civile, per un agire quotidiano responsabile e senza odio alcuno”.
Il documento riscritto invita quindi la giunta “ad avviare l’iter per offrire, e quindi istruire nella apposita Commissione Consiliare prima ed in Consiglio Comunale poi, la delibera di una proposta di conferimento della cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre in rappresentanza di tutti i sopravvissuti ai campi di concentramento nazisti, e a Egea Haffner, esule giuliana, in rappresentanza di chi fu costretto a scappare dalla propria terra per non venire ucciso nelle foibe”. “Entrambe - prosegue il testo - saranno proposte per questa onorificenza in ricordo di tutti i perseguitati del mondo, sia del passato che del presente, di ogni razza, cultura, religione, ideologia e pensiero.”
La maggioranza vota e approva l'emendamento mentre la consigliera Anna Taras è l'ultima a lasciare i banchi di minoranza (foto Alessandro Tich)
Sì, dunque, all'avvio di un iter che possa sfociare nel riconoscimento della cittadinanza onoraria a Liliana Segre, ma a condizione che lo stesso riconoscimento venga tributato a Egea Haffner, nata a Pola nel 1941 e oggi residente a Rovereto, il cui padre, Kurt Haffner, sparì dopo essere stato prelevato dai titini il 1 maggio 1945 e presumibilmente infoibato quella stessa notte nell'abisso carsico di Pisino d'Istria.
Shoah e Foibe: due tragedie e due ferite ancora aperte, che continuano ancora oggi a dividere e che hanno diviso gli animi anche in sala consiliare. Fonti dirette della maggioranza mi riferiscono che la mozione originaria, così come presentata dalle opposizioni, era già destinata ad essere respinta dalla Lega. L'emendamento ha rappresentato quindi una sorta di compromesso della maggioranza intera per evitare che ciò accadesse.
Va sottolineato che il testo dell'emendamento, oltre alla richiesta del riconoscimento parallelo a Segre e a Haffner, ha anche cambiato sensibilmente alcuni punti-chiave del testo della mozione. Nella parte in cui il documento ricorda che Liliana Segre, in quanto ebrea, venne espulsa dalla scuola nel 1938 in seguito alle leggi razziali del regime fascista, è stata cancellata la continuazione del periodo, che recitava così: “con l'intensificarsi dell'odio razziale e delle misure atte a concretizzarlo venne poi arrestata”. La nuova versione si limita a dire: “e successivamente arrestata”.
Riguardo poi ai fatti di questi giorni, il testo originale della mozione scriveva: “Purtroppo invece odio e razzismo sono ancora presenti e prendono impunemente forma esplicita nelle numerosissime minacce (...)”. La nuova versione del testo è la seguente: “Purtroppo invece nelle ultime settimane è stata soggetta a numerose minacce (...)”.
E ancora: “I recenti rigurgiti di odio e razzismo che hanno come destinatario la Senatrice medesima (...)” (testo originale) è diventato “Le recenti minacce rivolte alla Senatrice medesima (...)” (testo emendato). Infine dalla frase “Liliana Segre (…) può essere considerata la rappresentante simbolica dei sopravvissuti a tutti i campi di concentramento e di sterminio (...)” (testo originale), il testo emendato ha tolto le parole “e di sterminio”.
Insomma: un colpo di lima di qua e un colpo di raspa di là, per smussare gli angoli.
La discussione in aula consiliare non si sviluppa più quindi sull'opportunità di riconoscere a Liliana Segre la cittadinanza onoraria di Bassano, ma sull'opportunità di mettere Shoah e Foibe sullo stesso piano e nello stesso documento.
Dai banchi di minoranza c'è chi - come Bruno Trevisan dei 5 Stelle e Paola Bertoncello del PD - apre alla possibilità di un riconoscimento storico agli infoibati, ma con un documento distinto e separato dalla vicenda di Liliana Segre e di ciò che rappresenta.
Giovanni Cunico, di Italia Viva, riferisce di un incontro nella scuola delle sue figlie con un anziano sopravvissuto ai campi di concentramento. “Nessuno del comitato genitori ha detto: “Eh no, bisogna parlare anche delle foibe” - dice Cunico -. I cittadini di Bassano sono più avanti di questa amministrazione.” E se per Anna Taras di Bassano Passione Comune “è errato mettere sullo stesso piano le due persone”, Oscar Mazzocchin di Bassano per Tutti propone il ritiro della mozione emendata. “Non mi sento di votare un emendamento così”, dichiara. La proposta di Mazzocchin viene messa i voti e la maggioranza la boccia: l'emendamento deve essere votato.
È questo il preciso momento nel quale tutti gli esponenti della minoranza prendono in mano borse e cappotti e se ne vanno via dall'aula per protesta, lasciando i loro scranni deserti. Ed è estremamente significativa la foto che riesco a scattare col telefonino e che vedete pubblicata sopra: la maggioranza che vota e approva per alzata di mano, non funzionando il sistema a pulsanti, il testo emendato della mozione mentre la consigliera Anna Taras esce per ultima dall'aula dai banchi di minoranza. Probabilmente avrà fatto in tempo a sentire la battuta pronunciata un secondo dopo al microfono dal sindaco Pavan: “Questa foto ce l'avrà solamente Alessandro Tich!”
Chissà se il nome di chi vi scrive, figlio di esuli fiumani, finirà nei verbali del consiglio comunale.
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