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Canale 90
Rigettato dal Tribunale Superiore alle Acque Pubbliche il ricorso del Comune contro l'autorizzazione regionale alla costruzione della centralina idroelettrica di via Pusterla: partito il cantiere. L'amministrazione Pavan impugna la sentenza, ma...
Pubblicato il 05 nov 2019
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Siccome talvolta voglio farmi un po' del male, giornalisticamente parlando, oggi voglio nuovamente scrivere della centralina idroelettrica di via Pusterla a Bassano.
Ovvero, per dirla giusta, dell'opera di iniziativa privata denominata “centralina idroelettrica e riutilizzo delle opere di derivazione esistenti sul fiume Brenta”. Occuparsene vuol dire infatti addentrarsi in una delle vicende amministrativamente e giuridicamente più complesse degli ultimi decenni in città. Roba da auto-fustigazione a colpi di carte bollate. Ma non preoccupatevi: cercherò di scriverne in termini comprensibili. Ed è l'attualità a spingermi a farlo, visto che dallo scorso 26 ottobre è partito il cantiere per la costruzione dell'impianto nell'area dell'isola Pusterla, sul canale di derivazione Arcon, a due sputi di distanza - come noto - dal Ponte Vecchio.
Non pochi cittadini sono rimasti sorpresi dall'improvvisa novità, confermata dall'affissione sul cancello di ingresso dell'isolotto del cartello di cantiere e della notifica preliminare di avvio cantiere inoltrata all'Ulss e alla Direzione Provinciale del Lavoro dal responsabile dei lavori Antonio Bortoli, contitolare della società committente della centralina Belfiore 90 di Nove. Una sorpresa motivata più che altro dalle poche e confuse notizie riguardanti lo “stato dell'arte” del discusso progetto, al centro di una reiterata opposizione a colpi di ricorsi giudiziari da parte dell'amministrazione Poletto.
Foto: Alessandro Tich
Meglio dunque, a questo punto, chiarire e rivelare alcune cose.
Prima però di passare all'oggi, devo per sommi capi ricordare che cosa è successo ieri.
E ne sono successe di tutti i colori. Iniziato ancora nell'anno 2000, l'iter della centralina ha attraversato negli anni ogni sorta di vicissitudini politico-amministrativo-burocratico-giuridiche, in particolare dal 2015 in poi. Ve le risparmio perché in fondo vi voglio bene. Basterà dire che la questione ha continuato a ruotare attorno a un incessante ping pong di perizie e pareri tecnici, istituzionali e politici (tra cui il parere contrario al progetto espresso dal consiglio comunale di Bassano il 4 giugno 2015; il parere prima negativo e poi favorevole al progetto, con prescrizioni, da parte della Soprintendenza paesaggistica di Verona tra l'aprile e il giugno dello stesso anno), in una sorta di vita parallela e inter-connessa con il contemporaneo iter di validazione del progetto esecutivo per il restauro del Ponte. La Centralinanovela è poi andata in onda con puntate di ogni tipo.
Tra queste: una segnalazione di Italia Nostra per indagini storico-archeologiche da compiere nell'isolotto, scavi archeologici nell'area imposti alla ditta da Roma e da Venezia (senza trovare alcunché), approvazione e sospensione dell'approvazione del progetto da parte della giunta regionale, ricorso della Belfiore contro la sospensione al T.S.A.P. - Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, ordine del T.S.A.P. alla Regione di riprendere il procedimento di autorizzazione visto l'esito negativo delle indagini archeologiche e ancora atti di opposizione e diffide varie. Altro che Dallas o Dynasty.
Il nodo di tutta questa storia è però l'atto cruciale della lunga vicenda.
Vale a dire la Conferenza dei Servizi decisoria convocata a Venezia dalla Regione Veneto il 26 ottobre 2016, con la quale - nonostante il “no” espresso dall'amministrazione comunale di Bassano - la ditta Belfiore 90 viene autorizzata alla costruzione e all'esercizio della centralina, con contestuale approvazione del progetto definitivo, con la dichiarazione di “pubblica utilità, indifferibilità e urgenza” dell'opera e con delega al Genio Civile per la supervisione esecutiva.
Ed è a questo punto, egregi lettori, che l'estenuante vicenda si trasferisce definitivamente dalla riva sinistra del Brenta alle aule dei tribunali. Avete a portata di mano le pillole contro il mal di testa? Bene, allora procediamo.
Il 9 gennaio 2017 l'amministrazione Poletto, assieme a un residente confinante con l'area di progetto, impugna il decreto regionale di autorizzazione alla costruzione e all'esercizio della centralina presentando ricorso al T.S.A.P.
In più, il 20 marzo 2017, il Comune di Bassano presenta un ulteriore ricorso “per motivi aggiunti” innanzi al T.S.A.P. contro il decreto di espropriazione, emesso dalla Provincia, delle aree dell'isola Pusterla di proprietà della società Infotrade, interessate ai lavori della centralina.
Ma non è tutto: perché in corso di causa, la ditta Belfiore 90 deposita in Tribunale il progetto esecutivo dell'impianto, validato dal Genio Civile di Vicenza. Per il Comune di Bassano la documentazione è “immotivatamente autorizzata” e il 23 gennaio 2018 da via Matteotti parte così un terzo ricorso al T.S.A.P., sempre “per motivi aggiunti”, contro la validazione del progetto esecutivo.
A questo punto il giudice, vista la somma dei ricorsi della giunta Poletto, decide di stralciarli in due procedimenti separati. Il primo riguarda unitamente il ricorso contro la Regione per l'autorizzazione alla centralina e il ricorso contro gli espropri.
Nel frattempo, però, quest'ultimo non tiene conto della nuova situazione venutasi a creare dopo il “compromesso storico” siglato il 31 marzo 2017 tra la ditta Belfiore '90 e il Comune di Bassano, con la prima che concede al secondo l'uso del canale e di parte della spiaggetta dell'isolotto per due anni, per consentire (due mesi dopo la firma del contratto con Vardanega) la costruzione delle ture per il restauro delle prime due stilate del Ponte.
Il secondo procedimento presso il T.S.A.P. riguarda invece il ricorso aggiuntivo contro il progetto esecutivo. Scusate un attimo: mi prendo un Moment, poi proseguo.
E arriviamo finalmente ai nostri tempi più recenti, dopo il cambio della guardia dell'amministrazione comunale. In data 26 settembre 2019 arriva come un fulmine a ciel sereno la sentenza del T.S.A.P., Tribunale Superiore alle Acque Pubbliche, che rigetta il ricorso del Comune di Bassano contro l'autorizzazione regionale alla costruzione e all'esercizio della centralina idroelettrica di iniziativa privata.
È l'atto che dà il via libera giudiziario alla partenza del cantiere. Cosa che è effettivamente avvenuta dallo scorso 26 ottobre. Ma anche qui, ahinoi, non manca il capitolo azzeccagarbugli. L'amministrazione Pavan, con delibera di giunta del 24 ottobre, decide infatti di impugnare la sentenza del T.S.A.P., presentando a sua volta ricorso.
Attenzione, però: il ricorso non riguarda “la meritevolezza o meno della realizzazione della centralina”, su cui il governo cittadino si dichiara “lungi dal discernere su valutazioni di merito”, ma una pura questione giuridico-formale che con l'iter autorizzativo della centralina non c'entra nulla. La stessa sentenza del T.S.A.P. ha dichiarato infatti “inammissibile perché tardivo” il ricorso “per motivi aggiunti”, inserito nello stesso procedimento, contro gli espropri decretati dalla Provincia. Una storia di allegati presentati in ritardo, evidenziata nella sentenza e segnalata al Comune dallo stesso legale difensore dell'ente pubblico avv. Pierfrancesco Zen che la definisce “un palese errore” da parte del Collegio giudicante.
Morale della favola: l'impugnazione della sentenza da parte dell'amministrazione Pavan “risponde alla sola opportunità di far chiarezza sulla tempestività o tardività del ricorso per motivi aggiunti”. Nuova costituzione in giudizio del Comune, dunque, e nuovo incarico al legale per un impegno di spesa di 4.456,12 euro.
Ma c'è anche un risvolto da Libro Cuore: l'avv. Pierfrancesco Zen, visto l'inghippo accaduto, si è obbligato con nota scritta ad anticipare e sostenere tutte le spese per la somma di cui sopra, le quali “saranno corrisposte dal Comune solo in caso di buon esito del giudizio di revocazione”.
Dunque, alla fine della fiera, le cose stanno così.
Il Tribunale Superiore alle Acque Pubbliche ha rigettato il ricorso del Comune di Bassano contro l'autorizzazione alla centralina e il cantiere della centralina è quindi partito.
Anche su insistenza dei competenti uffici della Regione, che dopo le due proroghe concesse in due anni e mezzo per consentire l'allestimento delle ture del Ponte hanno sollecitato la ditta Belfiore '90 a iniziare i lavori, che per legge vanno avviati entro un anno dall'autorizzazione a costruire.
Il Comune ha impugnato la sentenza del Tribunale ma per un mero aspetto procedurale e in caso di rigetto a pagare tutto sarà l'avvocato. Se questo nuovo ricorso venisse invece accolto, ciò non avrà ripercussioni sul cantiere di via Pusterla perché nel frattempo i contenuti dei “motivi aggiunti” sugli espropri sono già superati, essendo ora ultimati i lavori sul lato sinistro del Ponte.
Resta ancora pendente il terzo ricorso sul progetto esecutivo (una nuova udienza è fissata domani, 6 novembre), per il quale il giudice ha applicato il “principio di precauzione” disponendo un'ulteriore verifica affidata al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che dovrà esprimersi - in particolare a riguardo della sicurezza delle persone e dei luoghi - entro il 26 febbraio 2020. Se anche il ricorso sul progetto esecutivo venisse accolto, ciò si tradurrebbe in eventuali prescrizioni tecniche esecutive e non certamente nel blocco del lavori. In ogni caso - in attesa della verifica del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici - la Belfiore 90 in questa prima fase sta effettuando le opere propedeutiche di pulizia dell'area e di sistemazione del cantiere, lasciando le opere strutturali ad un momento successivo, nel rispetto di un cronoprogramma che prevede l'esecuzione dell'impianto in 11 mesi, per un ammontare complessivo presunto dei lavori di 900.000 euro.
“Da 19 anni Belfiore 90 sta perseguendo questa iniziativa imprenditoriale, approvata da 15 enti senza nessuna obiezione, salvo il Comune di Bassano del Grappa - commenta il progettista della centralina idroelettrica e direttore dei lavori arch. Piercarlo Comacchio -. Finalmente è arrivata ad essere cantierizzata e porterà solo benefici ambientali all'area di via Pusterla e di tutto il contesto.” “Non ci sarà nessun “impatto devastante” come sostenuto da alcuni - conclude il progettista -. È un normalissimo impianto idroelettrico su un luogo deputato, almeno dal 1500, allo sfruttamento dell'acqua del Brenta a fini energetici.” Così parlò, dunque, il referente della committenza dell'opera privata certamente più “sofferta” di Bassano, su cui la giunta Pavan ha opposto impugnazione ma senza opporsi nel merito del progetto. E a proposito di fini energetici: dopo tutte le cose scritte in questo articolo, datemi un ricostituente che è meglio.
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