Alessandro Tich
bassanonet.it
Pubblicato il 03-11-2019 19:48
in Attualità | Visto 1.427 volte
 

Il fantasma del Louvre

Tutto quello che avreste voluto sapere sul concorso di selezione pubblica per il nuovo direttore dei Musei Civici di Bassano, sospeso dall'amministrazione Pavan, ma non avete mai osato chiedere

Il fantasma del Louvre

Foto: Alessandro Tich

Direzione dei Musei Civici di Bassano del Grappa: riassunto delle puntate precedenti.
Il 26 febbraio 2019 l'amministrazione Poletto approvava la delibera sul “Piano triennale dei fabbisogni di personale 2019-2021” nella quale si disponeva anche l'attivazione della procedura selettiva per l'assunzione a tempo determinato del nuovo direttore dei Musei Civici. L'incarico di direzione di Chiara Casarin scadeva infatti alla scadenza del mandato del sindaco Poletto. L'avviso di selezione pubblica, pubblicato sull'albo pretorio online del Comune, fissava la scadenza del 29 aprile 2019 entro la quale presentare le candidature.
La tempistica era pensata in modo tale che il nuovo direttore dei Musei Civici, prescelto dalla selezione pubblica, potesse entrare regolarmente in carica con l'avvio della nuova amministrazione comunale a seguito del voto amministrativo del 26 maggio 2019.
Come disposto dall'avviso di selezione pubblica per l'assunzione a tempo determinato di uno specialista “Direttore scientifico dei Musei della città”, i candidati ammessi - in possesso dei requisiti richiesti e che avessero superato “l'eventuale fase preselettiva” - sarebbero stati sottoposti alla valutazione di una apposita Commissione presieduta dal segretario generale del Comune Antonello Accadia, sulla base dei curricula dei concorrenti e mediante colloquio. La selezione avrebbe dovuto svolgersi subito dopo la scadenza del termine per la presentazione delle candidature. Ma essendo ormai entrati nel mese di maggio 2019, l'amministrazione Poletto aveva deciso di non procedere con i colloqui, in quanto prossimi alla scadenza elettorale.

In sostanza, era stato tutto predisposto affinché la nuova amministrazione comunale, qualunque essa fosse stata, potesse subito procedere - non appena insediatasi - alla nomina del nuovo direttore dei Musei Civici, secondo i passaggi previsti dall'avviso di selezione pubblica: svolgimento dei colloqui, selezione del candidato vincitore in base ai titoli e al colloquio, un periodo di prova della durata di un mese e quindi l'incarico definitivo con assunzione a tempo determinato.
La nuova amministrazione di Bassano ha invece congelato la procedura già avviata e uno dei primi atti del neo eletto sindaco nonché assessore alla Cultura Elena Pavan è stato quello di prorogare per due mesi l'incarico della direzione dei Musei Civici a Chiara Casarin. Scaduto il quale, in data 31 luglio 2019, la direzione dei Musei è diventata vacante. Nonostante ciò, il 1 agosto 2019, veniva pubblicata sulla pagina Facebook dei Musei Civici di Bassano la famosa foto del brindisi del sindaco Pavan con l'ex direttore Casarin, con l'annuncio: “I progetti e le iniziative future dei Musei Civici di Bassano del Grappa manterranno la direzione di Chiara Casarin; i nostri spazi continueranno ad essere luoghi vivi e di incontro tra arte antica e contemporanea”.
Nessuna specificazione sull'inquadramento amministrativo di questa annunciata ulteriore proroga dell'incarico e nessun accenno al vigente concorso pubblico per la nomina del nuovo direttore, rimosso ormai di fatto dalla memoria collettiva.
Ciò che era stato comunicato in quel momento dal Comune era che “non essendo conseguente a un bando di gara, l'incarico sarà ratificato per affidamento diretto, previe le opportune valutazioni d'ufficio sulla congruenza tra gli obiettivi da raggiungere e la proposta economica della diretta interessata”. Ma un incarico vero e proprio di “Direttore scientifico dei Musei della città” da allora non è stato più ufficializzato, anche perché sarebbe andato in palese conflitto con l'avviso di selezione pubblica ancora in vigore.
Si arriva quindi alla famosa delibera di giunta comunale del 30 settembre 2019, che ha rovesciato tutti i termini della questione.

Con quella delibera, la giunta Pavan decide di sospendere l'efficacia del bando selettivo per il nuovo direttore dei Musei Civici e di lanciare una nuova procedura di affidamento diretto di incarico esterno. La decisione è clamorosa, ma in quanto alla sospensione del concorso è comunque prevista dallo stesso avviso di selezione pubblica, il quale prevede che “l'amministrazione si riserva di modificare, sospendere temporaneamente, prorogare o riaprire i termini, nonché revocare il presente avviso di selezione con provvedimento motivato”.
La delibera di giunta del 30 settembre sospende il concorso “per motivazioni di pubblica utilità”. Vale a dire per la necessità di “valutare la fattibilità di una collaborazione con soggetti gestori di istituzioni museali o di beni culturali, al fine di valorizzare, ampliandola ed integrandola, l'offerta culturale”. Si manifesta così per la prima volta l'intenzione del governo Pavan di inserire i Musei Civici di Bassano in una “rete museale” costituita assieme ai musei e alle istituzioni culturali di altri territori.
Nel testo ufficiale delle Linee programmatiche del sindaco Pavan per il quinquennio 2019-2024, alla voce “Cultura”, la gestione “di rete” dei Musei Civici in sinergia con altri enti museali viene comunque e in qualche modo delineata nella prospettiva di alcuni importanti appuntamenti tra cui il Bicentenario dalla morte di Antonio Canova (2022) e il Tricentenario dalla morte di Orazio Marinali (2020). “All’uopo - scrive il testo - si creeranno iniziative culturali in rete e sinergia con altre amministrazioni e le loro realtà museali al fine di realizzare percorsi non solo locali e regionali, ma anche nazionali ed internazionali, capaci di valorizzare ed attrarre appassionati e visitatori.”
Nasce così l'inedito concetto del Museo di Bassano e non solo.

La conseguente idea meravigliosa uscita dal cappello a cilindro dell'amministrazione Pavan e sancita dalla delibera del 30/9, oltre alla sospensione del concorso, è quella di individuare “un operatore economico” esterno “con maturata esperienza nell'ambito della valorizzazione delle collezioni museali del territorio” che “tramite la figura giuridica dell'appalto” avrà un incarico di 6 mesi (ottobre 2019-marzo 2020) per “compiere uno “studio di fattibilità” relativo al convenzionamento con altri gestori di musei o beni culturali in chiave di valorizzazione congiunta del patrimonio culturale e direzione artistica delle attività museali”.
Costui (ma già all'epoca si intuiva che sarebbe stata una costei) avrebbe avuto anche l'incarico di affiancamento al dirigente del settore Cultura del Comune nella “direzione artistica delle attività museali”, dando così nel semestre di appalto “continuità alla programmazione culturale delineata dal direttore del Museo (...) il 24.05.2019”.
Quindi, il 18 ottobre 2019, viene pubblicato l'atto dirigenziale n. 1748/2019 che stabilisce la “determina a contrarre” per l'affidamento del servizio sopra descritto nella persona della dott.ssa Chiara Casarin. La quale dunque succede a se stessa per un periodo di 6 mesi, non però nella figura giuridica di “Direttore del Museo” ma di appaltatore esterno seppure con le medesime mansioni di prima, oltre a dover eseguire lo “studio di fattibilità” sul convenzionamento con altri musei per la “valorizzazione congiunta del patrimonio culturale”.

Fin qui, egregi lettori, il riassunto delle puntate precedenti della Museonovela.
Una storia che nel marzo dell'anno prossimo, alla scadenza dei 6 mesi di contratto di appalto con la professionista esterna Casarin, dovrà trovare nuove soluzioni per la continuità della gestione dei Musei Civici di Bassano ancora formalmente senza Direttore scientifico. In tutto questo minestrone mancava però un ingrediente interessante, rimasto fino ai giorni scorsi nel limbo delle cose ignote e venuto finalmente alla luce grazie a una richiesta di accesso agli atti da parte delle minoranze in consiglio comunale.
E si tratta della “risposta” dei concorrenti all'avviso di selezione pubblica per la direzione dei Musei, attualmente sospeso fino a nuovo ordine.
Tra gli operatori della cultura che hanno voluto partecipare al concorso vi è innanzitutto la stessa Chiara Casarin, con domanda inoltrata il 24 aprile, e che assieme al curriculum allega anche una lettera di motivazione nella quale, tra le altre cose, scrive: “Portare a compimento piccoli e grandi progetti che sono il nutrimento dei musei sarà uno dei compiti più importanti nella gestione delle attività e della programmazione culturale i cui focus saranno sempre le collezioni e gli strumenti saranno sempre i nuovi linguaggi, anche quelli del contemporaneo.” L'aspirante successore di se stessa scrive anche che “le reti sono l'ossigeno della valorizzazione ma anche della conservazione” e che “è ora necessario consolidare queste dinamiche in vista di una futura auto sostenibilità della programmazione (se non, nel migliore dei casi, anche della gestione)”.
Parole quasi profetiche rispetto alla “politica di rete” in campo museale instaurata dall'amministrazione Pavan. Ma la dott.ssa Casarin non è stata l'unico candidato di spicco a rispondere all'appello.

Tra le richieste di partecipazione alla selezione pubblica c'è anche quella di Monica Preti, milanese residente a Parigi, storica dell'Arte Moderna formatasi a Firenze, dal 2006 direttrice dei programmi di Storia dell'Arte e Archeologia dell'Auditorium del Museo del Louvre, che nella domanda inoltrata il 26 aprile motiva la sua manifestazione di interesse con il fatto di sentire “la necessità di tornare in Italia per mettere il mio bagaglio di esperienze al servizio del mio Paese dopo molti anni all'estero, dove ho ricoperto e continuo a ricoprire incarichi di prestigio e soddisfazione”. Nel 2019 è già stata selezionata fra i dieci candidati di eccellenza ammessi al colloquio finale per la direzione delle Gallerie dell'Accademia di Venezia.
Residente in Francia da oltre vent'anni, dove ha lavorato anche per l'Institut National d'Historie de l'Art di Parigi, “collaborando attivamente alla concezione e alla realizzazione del programma scientifico dell'Istituto”, la dott.ssa Preti pone tra gli obiettivi del suo incarico a Bassano, qualora prescelta e forte delle sue esperienze e competenze maturate negli anni, anche quello della “apertura nazionale e internazionale, anche stringendo rapporti di partenariato con grandi musei europei”.

Un'altra domanda di partecipazione è arrivata il 26 aprile da Beatrice Avanzi, veronese, curatore dal 2002 al 2012 del Mart di Rovereto e successivamente conservatore responsabile della Pittura Simbolista e delle Scuole straniere al Musée d’Orsay di Parigi. Nominata nel 2015 dal Ministero della Cultura francese Chevalier des Arts et des Lettres e curatrice di mostre in Italia, Francia e Spagna, dal 2017 al 2018 è stata inoltre Direttrice della Programmazione culturale per Culturespaces, società che gestisce le esposizioni per il Musée Jacquemart-André e il Musée Maillol di Parigi e per il Centre d'Art Caumont di Aix-en-Provence.
“Vi invio la mia candidatura - ha scritto la dott.ssa Avanzi al Comune di Bassano - nella speranza di poter svolgere un servizio utile per la valorizzazione nazionale ed internazionale di un museo di straordinaria ricchezza per la sua storia e le sue collezioni.”
Si segnala inoltre la candidatura presentata il 24 aprile da Denis Ton, padovano, storico dell'Arte, con attività di didattica svolta all'Università di Padova e di ricerca presso il Metropolitan Museum di New York, attuale conservatore a tempo indeterminato dei Musei Civici di Belluno. A Belluno ha curato il riallestimento delle collezioni storico-artistiche presso la nuova sede di Palazzo Fulcis, dove ha curato anche le mostre ivi allestite. “I Musei Civici - ha scritto il dott. Ton nella sua domanda - hanno una lunga tradizione di eccellenza nel campo degli studi e della valorizzazione delle loro straordinarie collezioni, in particolare con attività e mostre condotte sull’arte che va dal Cinquecento al Settecento, ambito nel quale ho principalmente rivolto i miei studi e ricerche.”

Dunque l'avviso di selezione pubblica del Comune di Bassano ha trovato risposta anche da chi si è dichiarato interessato all'incarico pur svolgendo già attività dirigenziale di prestigio in ambito museale all'estero e da chi già occupa il ruolo di direttore di museo a tempo pieno e indeterminato. Era pure successo con il precedente concorso ed è la conferma del potere di attrazione che i Musei Civici di Bassano esercitano nella sfera di interesse degli addetti ai lavori. Tuttavia, pur concorrendo degli specialisti dai notevoli curricula anche internazionali, di tutto ciò non se ne è fatto nulla e the answer, come canterebbe Bob Dylan, is blowin' in the wind. L'avviso di selezione è sospeso e la strada intrapresa dal governo cittadino è di tutt'altro tipo.
Però una domanda, anche se ancora senza risposta, è lecito porla: se è vero che l'amministrazione comunale vuole compiere uno “studio di fattibilità” sul convenzionamento con altri musei e istituzioni per la valorizzazione congiunta del patrimonio culturale, non poteva essere una mansione da affidare a un nuovo direttore dei Musei Civici regolarmente selezionato, nominato e assunto all'inizio del mandato amministrativo? Nel frattempo - trovandoci anche nei giorni successivi ad Halloween -, se per caso volete andare a visitare il Museo Civico di Bassano, fate attenzione: tra i dipinti di Jacopo e i gessi di Canova potrebbe aggirarsi il fantasma del Louvre.