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Si dimette da consigliere comunale Alessio Savona, della lista #Pavan Sindaco, rinviato a giudizio per presunti gravi reati in campo finanziario. Lui si difende su Facebook, le minoranze lo attaccano e si smarca anche il sindaco
Pubblicato il 06 lug 2019
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Alessio Savona, al centro della notizia-bomba di queste ore, non risponde al telefono. Manda però subito un messaggino in cui precisa che solo il suo avvocato Paolo Fabris è autorizzato a rilasciare dichiarazioni. “Abbiate la bontà di capire il momento, grazie”, aggiunge nel suo sms il consigliere comunale della lista #Pavan Sindaco.
Chiamo allora l'avvocato Fabris che mi dice: “In questo momento non rilasciamo nessun tipo di dichiarazione. Il momento è delicato perché il dibattimento non è ancora formalmente aperto. Questa mattina il consigliere Savona ha pubblicato un post sul suo profilo Facebook che racchiude quella che è la sua posizione. Ulteriori precisazioni al momento non le possiamo dare.”
Ma prima di riportare la dichiarazione via social del consigliere comunale già di Forza Italia, poi avvicinatosi al movimento “Amo il Veneto” dell'assessore regionale Elena Donazzan e quindi rieletto in consiglio comunale con la civica del sindaco Pavan in forza di 188 preferenze, nonché papabile presidente del consiglio comunale fino alla seduta di giovedì 4 luglio nella quale era assente, ricapitoliamo la vicenda giudiziaria che lo riguarda.
Il consigliere comunale Alessio Savona (fonte immagine: Facebook/Alessio Savona)
Come riportato oggi dal Giornale di Vicenza (complimenti ai colleghi per lo scoop), il prossimo 18 luglio Alessio Savona dovrà comparire a processo presso il Tribunale di Vicenza per rispondere delle accuse di frode informatica, accesso abusivo a un sistema telematico, truffa e indebito utilizzo di bancomat.
I fatti contestati dalla Procura che ne hanno decretato il rinvio a giudizio risalgono al periodo tra il 2012 e il 2015 quando Savona, consulente finanziario, lavorava presso la filiale dell'Unicredit di Bassano del Grappa. Secondo le accuse, che riassumo in poche righe, l'imputato avrebbe gestito in maniera illecita i risparmi di tre clienti dell'istituto di credito, sottraendo loro, all'insaputa degli stessi e in vari modi (bonifici a favore di terze persone e prelievi al bancomat), circa 700mila euro complessivi.
Accuse molto pesanti, sulle quali il diretto interessato dichiara la sua estraneità.
“Questa mattina - ha scritto oggi Savona sulla sua pagina Facebook - è stata pubblicata la notizia del procedimento che mi vede coinvolto; si tratta di fatti risalenti nel tempo anche di sei anni fa, quando lavoravo presso un istituto di credito.” “Desidero dire alle moltissime persone che mi stanno chiamando in queste ore per manifestare la loro solidarietà ed il loro affetto - continua il post dell'imputato - che mi sento sereno per la consapevolezza di non avere mai commesso i fatti di cui sono accusato.” “Per questo ed anche per la fiducia e la stima che nutro nei confronti della magistratura - conclude Savona sul suo profilo social - ho scelto, con altrettanta serenità, di affrontare il processo (senza optare per riti alternativi che garantiscano sconti di pena) dove mi batterò con tutte le mie energie affinché emerga la verità dei fatti e la mia piena innocenza.”
Giova ricordare, a questo punto, che nel nostro Paese vige la garanzia costituzionale, nonché principio giuridico, della presunzione di innocenza (o di non colpevolezza) secondo la quale un imputato è considerato non colpevole sino a che non sia provato il contrario ovvero sino alla condanna definitiva. Presunzione che nel “sentire comune” bassanese rimane tuttavia solo sulla carta, a giudicare dalla vox populi da me intercettata questa mattina in centro a Bassano, che dopo aver letto il giornale già “condanna” alle sue presunte responsabilità il consigliere comunale. Messo al rogo, come un novello Savonarola, prima ancora che abbia inizio il processo in Tribunale.
Non si sono inoltre fatte attendere, al riguardo, le reazioni degli avversari politici.
A cominciare dai segretari cittadino e provinciale del Partito Democratico, Luigi Tasca e Chiara Luisetto, che in una nota congiunta dichiarano: “Gravi le accuse, grave la posizione di un eletto della lista Pavan che oggi siede in consiglio a rappresentare la città di Bassano del Grappa.” “Ci troviamo davanti - proseguono Tasca e Luisetto - ad un processo che rappresenta un unicum nella storia della città: un consigliere comunale, fino a pochi giorni fa favorito alla carica di Presidente del Consiglio, a processo per aver truffato e maneggiato illegalmente denaro.” “Se il cambiamento si vede dal mattino - aggiungono -, possiamo dire che, pur volendo attendere la conclusione del procedimento, un primo stravolgimento c'è già stato, mai nelle file del centrosinistra si era avuto un eletto a processo per fatti di tale gravità.” “Augurandoci che non sia così, anche se gli elementi sembrano essere difficilmente travisabili - concludono -, ci chiediamo se queste siano le basi che l'Amministrazione Pavan intende porre a fondamento di un governo trasparente e rispettoso della storia e delle aspirazioni future di Bassano del Grappa.”
Nel pomeriggio è stato diramato anche un comunicato stampa degli otto consiglieri comunali di minoranza del centrosinistra, appartenenti ai gruppi consiliari Bassano per Tutti, Bassano Passione Comune e Partito Democratico.
“Il consigliere comunale Alessio Savona, che ci auguriamo possa dimostrare la totale estraneità rispetto a tutto ciò in cui pare essere coinvolto - è un passo del comunicato -, è accusato di reati gravi e particolarmente scabrosi per chi occupa un posto nelle istituzioni pubbliche. Di conseguenza i bassanesi non possono più essere sicuri di avere al governo della propria città persone degne di rappresentarli. Se non ci fosse stata la nostra opposizione oggi Alessio Savona, secondo le iniziali intenzioni della Sindaca Elena Pavan e della sua maggioranza, sarebbe Presidente del Consiglio Comunale dell’ottava città del Veneto.”
“Denunciamo quindi con forza - incalzano i consiglieri del centrosinistra - la totale incapacità della attuale Sindaca, e della sua squadra, di scegliere persone al di sopra di ogni sospetto, siamo in urgente attesa di sapere quali saranno le scelte rispetto a questo increscioso episodio che danneggia pesantemente l’immagine della nostra città e delle sue istituzioni, episodio che si poteva e si doveva evitare, ma delle cui avvisaglie l’attuale amministrazione cittadina non ha saputo o non ha voluto accorgersi.” “Più precisamente - concludono - esigiamo di avere risposte alle seguenti domande: perché Alessio Savona è rimasto candidato di spicco (al secondo posto) della lista Pavan nonostante il procedimento penale fosse già stato avviato? Perché nella prima seduta di Consiglio Comunale la maggioranza ha proposto all’unanimità Savona come Presidente del Consiglio? Perché nella seduta di Consiglio di giovedì scorso, dopo la nostra opposizione delle scorse settimane, il capogruppo della Lega Roberto Gerin ha annunciato il ritiro della candidatura di Savona per “ragioni familiari”?”.
Sempre nel pomeriggio, il consigliere di Bassano per Tutti Oscar Mazzocchin ha pubblicato a nome del gruppo un post nella pagina Fb della sua lista, intitolato “È così che #si cambia?” nel quale, pur con la formula del “non giudichiamo la persona indagata finché non si sarà concluso l'iter giudiziario”, pone “tre semplici domande” per il quale attende “un semplice SI o NO come cenno di risposta dai diretti interpellati”.
La prima: “L'allora candidata Elena Pavan sapeva di avere, all'interno della lista che porta il suo nome, un candidato consigliere che sapeva di doversi presentare in giudizio fin dal 16 maggio 2019?”. La seconda: “L'assessora regionale Elena Donazzan sapeva che la persona che prima ha proposto come referente a Bassano del suo movimento politico “Amo il Veneto”, poi come capolista della lista civica “Elena Pavan Sindaco” e alla fine come presidente del consiglio comunale di Bassano del Grappa era indagata?”.
La terza: “I capigruppo in consiglio comunale delle liste Lega Nord, Elena Pavan Sindaco, Impegno per Bassano e Forza Italia sapevano di aver proposto come presidente del consiglio in prima seduta una persona indagata dalla magistratura per gravi reati?”.
Ai posteri, come sempre, l'ardua sentenza. Quello che è certo, in questa fase ancora confusa conseguente alla clamorosa notizia, è che indipendentemente dall'esito della vicenda giudiziaria di Savona l'episodio ha provocato un corto circuito negli equilibri politici interni, ancora freschi di coalizione elettorale, dell'Amministrazione comunale.
Ne fa fede quello che dichiara a Bassanonet il sindaco di Bassano del Grappa.
“Io dico innanzitutto che la magistratura farà il suo corso e finché non c'è sentenza, essendo il nostro un sistema garantista, nessuno è colpevole” - dichiara Elena Pavan, che però mette subito le mani avanti. “Io questa persona non la conoscevo prima della campagna elettorale - afferma il primo cittadino riguardo a Savona -. La lista #Pavan Sindaco è stata il frutto di una fusione tra la lista Pavan Sindaco originaria, composta da persone che conoscevo e stimavo personalmente, e la componente di “Amo il Veneto”. Lui mi è arrivato in dote da “Amo il Veneto”. Ripeto che non lo conoscevo e che lui non si era avvicinato a me.” “Vedremo adesso come maggioranza come affrontare questa cosa, abbiamo sensibilità diverse - conclude il sindaco -. Il casellario giudiziario del consigliere Savona è ancora pulito, ma per una questione di rispetto delle istituzioni sarebbe opportuno che faccia un passo indietro sin da adesso, procedendo col presentare le dimissioni, senza che glielo venga chiesto. È una questione di opportunità.”
Ore 19.19: a pochi minuti dalla pubblicazione di questo articolo, di cui questa parte è un aggiornamento, arriva un messaggio via WhatsApp del consigliere Alessio Savona.
“In relazione alle accuse emerse in questi giorni - scrive Savona - voglio ribadire la mia totale estraneità a quanto mi viene contestato e la massima fiducia nella magistratura.”
“Si tratta di rapporti strettamente privati che nulla hanno a che fare con il mio ruolo politico che è sempre stato svolto nel massimo rispetto del mandato elettorale ricevuto e delle istituzioni” - prosegue. “A causa di queste accuse infondate - continua - sono purtroppo emerse speculazioni politiche strumentali ed ingiuste anche nei confronti della maggioranza che nulla poteva sapere.” “Per evitare questo, con grande rammarico e con l'esigenza di difendermi in piena libertà - conclude Alessio Savona -, comunico la mia intenzione di rassegnare le mie dimissioni dalla carica di consigliere comunale.”
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