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Arresto Baita. CoVePA: “Il sistema del malaffare veneto va denunciato”
Appalti, affari, project e politica. Coordinamento Veneto Pedemontana Alternativa: “Abbiamo più volte segnalato agli organi inquirenti che anche nel project financing di SPV sono molteplici gli aspetti che è necessario indagare”
Pubblicato il 28 feb 2013
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A seguito della notizia dell'arresto dell'amministratore delegato della Mantovani Spa Piergiorgio Baita e di altre persone, con l'accusa di associazione a delinquere per frode fiscale tramite emissione e utilizzo fatture false collegate ai lavori del Mose, riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato trasmesso in redazione dal CoVePA (Comunicato Veneto Pedemontana Alternativa), a firma del portavoce Massimo Follesa:
COMUNICATO STAMPA
Un cantiere della SPV. Foto: archivio Bassanonet
Il CoVePA apprende in queste ore che l'ing. Baita guida della Mantovani (Mose, Ospedale di Mestre, Valsugana, ecc.) e l'ex segretaria di Galan, Claudia Minutillo, sono oggetto di provvedimenti cautelari per vicende di frode fiscale legate alle opere infrastrutturali e ai project financing. Secondo gli organi di informazione, sono complessivamente cinque le persone arrestate dal nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Venezia nell'ambito dell'inchiesta della magistratura. Ma l'operazione è ancora in corso.
Il coordinamento ricorda che si è rivolto ripetutamente agli organi inquirenti attraverso i Carabinieri di Breganze, la Guardia di Finanza di Bassano del Grappa e alla Procura di Venezia sottolineando che nel project financing di SPV sono molteplici gli aspetti che era necessario indagare. Abbiamo sollevato dubbi anche presso la Corte dei Conti di Venezia per mettere in moto le azioni necessarie di verifica e controllo.
Non possiamo fare a meno di ricordare che SPV è nata da un atto specifico di una società pubblica, Pedemontana spa, la cui natura è stata tramutata in privata nell'arco di una giornata con consistenti quote finite nelle mani dei noti soggetti ora al centro di queste cronache giudiziarie. In quel gruppo spiccava l'operato di chi ora è stato arrestato, proprio l'operato dell'allora presidente Giancarlo Galan e della sua collaboratrice fu posto al centro di articoli di stampa (Giornale di Vicenza) e di alcune interrogazioni dell'allora consigliere regionale Achille Variati. E' noto a tutti coloro che si occupano di infrastrutture nel Veneto che l'ingegner Baita si muove nel progetto di finanza come dominus, proprio grazie alla relazioni strette che ha con la politica locale.
Siamo d'accordo con l'eurodeputato Sergio Berlato che il sistema del malaffare veneto deve essere denunciato, perché ha trovato copertura in certa politica delle maggioranze e delle minoranze. Riteniamo che questa inchiesta debba riguardare anche i soggetti che finora hanno deliberatamente nascosto i contratti e i meccanismi di ripartizione dei flussi di denaro attorno ai project financing, proprio perché lì si insinuano i meccanismi sistematici di generazione del denaro disponibile per il malaffare e per la mala politica. Ci riferiamo a tutte le infrastrutture oggetto di questa metodologia contrattualistica: dalla Pedemontana Veneta alla Valsugana, dalla Camionabile del Brenta alla Nogara-Mare, dalle complanari dell'A4 alla Romea Commerciale, senza dimenticare le partite sulla sanità pubblica. In tutte queste opere si prevede la cessione di servizi tramite contratto di concessione con progetto di finanza a fronte di consistenti costi, che in molti casi riguardano la Regione Veneto, poiché é chiamata a coprire i rischi di mercato con notevole ristoro dei soggetti coinvolti.
La struttura affaristico-politica della Regione Veneto va coinvolta perché, proprio nei palazzi della politica veneziana, ha fornito consistente copertura a questo genere di iniziativa. Vanno anche coinvolti i dirigenti che sistematicamente hanno dato bordo a questa modalità di gestione, occultando i documenti e sostenendo il metodo del Project Financing anche quando stravolgeva le norme, gli indirizzi legislativi e la ragionevolezza economica: a Veneto Strade si devono scoperchiare casse e cassetti. Gli inquirenti non si possono esimere dall'entrare anche nelle sedi di certe Banche che hanno avvallato questi sistemi economici, come pure non devono mancare alla loro attenzione gli uffici del CIPE con particolare riferimento ai documenti che sono custoditi presso l'unità tecnica per la finanza di progetto a Roma.
Arch. Massimo Follesa
portavoce CoVePA
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