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Gianluca Sacripante
Dopo la rapina di ieri in via Roma, anche il consigliere Gianluca Pietrosante invoca il rientro della Polizia Locale nel Comune di Bassano. Ma fa di più: prende di mira gli immigrati e attacca gli altri sindaci dell’Unione Montana
Pubblicato il 28 feb 2025
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“Siamo vicini a chi ha subito questo gesto”, ha dichiarato il sindaco Nicola Finco rivolgendosi ai gestori del negozio di accessoristica per smartphone “Just in Case” di via Roma 3, quasi all’angolo con piazza Libertà, preso di mira ieri mattina da un rapinatore solitario.
“Sì, circa 200 metri”, ha commentato un nostro utente sulla pagina Facebook di Bassanonet.
Devo dire che la battuta è micidiale.
Il negozio rapinato ieri mattina, visto…da destra (foto Alessandro Tich)
Ma così è se vi pare: il fatto di cronaca avvenuto nel bel mezzo di un giovedì di mercato ha dato la stura al primo cittadino, come riportato nel nostro articolo di ieri, per ribadire il suo punto di vista in tema di sicurezza.
E soprattutto per insistere sul suo chiodo fisso della necessità di riportare la Polizia Locale nell’organico del Comune di Bassano, togliendola dalle competenze dell’Unione Montana, per “prevenire e contrastare episodi di questo tipo” assieme alle Forze dell’Ordine e per “svolgere un ruolo fondamentale nella prevenzione e nella sicurezza di prossimità”.
“Stiamo lavorando perché ciò avvenga”, ha aggiunto il sindaco facendo intendere che il rinvio ad un successivo consiglio comunale della delibera di “Recesso dalla convenzione per il conferimento all’Unione Montana del Bassanese della funzione fondamentale di Polizia Municipale e Polizia Amministrativa Locale”, approvato in una concitata riunione dei capigruppo, è solo uno spostamento temporale di una decisione già scritta nelle stelle.
Qui si potrebbe aprire un dibattito, visto che la materia dell'“ordine pubblico e sicurezza” è di competenza esclusiva dello Stato (Legge Costituzionale n.3/2001).
Mentre alla Polizia Locale sono attribuiti i compiti di polizia amministrativa, di polizia giudiziaria e di polizia stradale sul territorio di competenza, oltre alle “funzioni ausiliarie di Pubblica Sicurezza”.
Gli agenti municipali, cioè, possono collaborare con le forze di Polizia dello Stato, previa comunicazione del sindaco e conseguente autorizzazione del prefetto, ma sempre “nei limiti delle proprie attribuzioni”.
In altre parole, considerando nuovamente l’episodio di cronaca di ieri: non è compito dei vigili urbani, che non sono una forza di Polizia, “prevenire e contrastare” atti criminosi come le rapine.
Possono svolgere solo un’azione di supporto alle Forze dell’Ordine, ma senza dover necessariamente cambiare datore di lavoro e cioè, per quanto riguarda Bassano del Grappa, rimanendo anche alle dipendenze dell’Unione Montana.
Eppure, la rapina di ieri al negozio in via Roma ha dato l’occasione a Nicola Finco - che è anche il presidente dell’Unione Montana con l’incarico di assessore alla Sicurezza - di vestire nuovamente i panni del generale Lee, il capo dei secessionisti nella guerra di secessione americana.
Ma il suo colonnello anti-unionista Gianluca Sacripante, pardon Pietrosante, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, nonché consigliere dell’Unione Montana, non gli è da meno.
Anzi, con un comunicato stampa trasmesso oggi in redazione, sempre riferito alla rapina in centro storico, Pietrosante non solo sostiene la tesi del sindaco sulla “sicurezza di prossimità”, ma va ben oltre: visto che il rapinatore era di apparente fisionomia nordafricana, il consigliere FdI parte in quarta anche sul tema dell’immigrazione.
In più, già che c’era, lancia pure un attacco contro gli altri sindaci dell’Unione Montana.
Fossi io il suo sindaco, visto che Bassano reclama la presunta “leadership del territorio”, gli darei una strigliata da ricordare.
“In merito alla grave rapina avvenuta in centro storico a Bassano del Grappa - esordisce Pietrosante nella nota -, esprimo la mia totale solidarietà e vicinanza al commerciante che ha subito il furto violento, così come la esprimo a tutti i commercianti che hanno paura possa ripetersi un altro episodio del genere.”
“Questo conferma, più che mai, che la città ed il centro storico hanno bisogno di un presidio permanente della Polizia Locale, come era un tempo, specie nei giorni di mercato e nei grandi eventi”, afferma quindi il Fratello d’Italia, ribadendo la sua posizione già più volte espressa pubblicamente.
Poi il consigliere di maggioranza prende di mira il fenomeno migratorio:
“Inoltre, non stupisce che i primi indizi su chi avrebbe commesso il reato siano riconducibili ad una “risorsa”. Le Questure della nostra Regione confermano che, su dieci reati, sei sono commessi da immigrati, anche di seconda generazione.”
“Nel 2024 - continua -, oltre il 34% delle oltre 800.000 persone arrestate o denunciate erano immigrati. I reati da loro più diffusi riguardano lo spaccio, l'omicidio, il furto, il tentato omicidio e la violenza sessuale.”
“Ma al di là dei dati appena esposti - incalza l’autore del comunicato -, è fondamentale che l'attuale amministrazione di Bassano reinternalizzi la funzione di Polizia Locale dall'Unione Montana, così da essere l'unica soggetta, con il sindaco e l'assessore competente, ad indirizzare la politica cittadina in termini di sicurezza, coordinandosi con le altre Forze dell'Ordine, cosa che attualmente non può avvenire, checché ne dicano certi sindaci che si intromettono sulle scelte politiche di Bassano.”
“I bassanesi - aggiunge - hanno la necessità che l'amministrazione di centrodestra ripristini il cosiddetto vigile di quartiere ed indicare essa stessa i luoghi più vulnerabili in termini di sicurezza. E ciò può avvenire riportando a casa la Polizia Locale.”
“Bassano - conclude Pietrosante - non può diventare Mestre, l'Arcella di Padova o Campo Marzo a Vicenza.”
Cari sindaci che “vi intromettete sulle scelte politiche di Bassano”, visto che l’Unione Montana a cui appartenete è evidentemente una cosa che non vi riguarda, attendo una vostra eventuale replica.
Il comunicato stampa del consigliere “controcorrente” di FdI rappresenta un segno inequivocabile del nervosismo che sta aleggiando attorno a questa vicenda.
E che si riflette anche sui destinatari di cotanta attenzione politica nei loro confronti.
Fonti interne della Polizia Locale lamentano di essere preoccupate perché “non esiste un dialogo con la pubblica amministrazione” e soprattutto perché “le interviste alla TV, sempre con lo stesso schema, urtano non poco i dipendenti”.
Il fatto emblematico è che qualora dovesse esserci il passaggio dall’Unione Montana al Comune di Bassano, questo “dovrebbe avere degli step, o fasi di passaggio, che dureranno fino alla fine dell’anno”.
Le fonti riservate auspicherebbero quindi che l’amministrazione “almeno desse una comunicazione più schematica delle date, invece si “loopa” continuamente giustificando segnalazioni di assenza nei quartieri ecc. ecc.”.
“Quando è evidente - concludono - che è rottura politica.”
È il clima di tensione che si respira in questo momento nel Palazzo comunale, a circa 200 metri dal fatto di cronaca.
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