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Rette parallele
Il Comune di Breganze chiede una complanare in stretta adiacenza al tracciato della Pedemontana. Il Concessionario protesta: la bretella ridurrebbe il traffico a pedaggio sulla SPV. E il commissario Vernizzi boccia la proposta del Comune
Pubblicato il 28 feb 2015
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Il comunicato è di tono “elettorale” - ed è stato infatti trasmesso in redazione, senza la specificazione dei nomi, dai consiglieri eletti della Provincia di Vicenza e dai candidati vicentini alle regionali venete del Movimento 5 Stelle - ma segnala una questione che va senz'altro evidenziata dal punto di vista cronistico. E riguarda la Superstrada Pedemontana Veneta, ovvero la richiesta del Comune di Breganze di prevedere una soluzione di viabilità complanare, ad uso dei residenti, nel proprio territorio comunale.
La vicenda è complessa e cercheremo di ridurla all'osso. Ancora in fase di approvazione del progetto preliminare il Comune di Breganze, diversamente dagli altri Comuni vicentini attraversati dal tracciato, non condivise la previsione di una viabilità complanare ad uso del traffico locale nel proprio territorio. Pertanto il progetto preliminare della SPV approvato nel 2006 dal CIPE, e poi posto a base di gara di concessione, non prevedeva tale viabilità complanare in territorio breganzese.
Successivamente le cose sono cambiate: l'Amministrazione comunale di Breganze chiese di prevedere anche sul proprio territorio una complanare per la viabilità locale e, dopo un lungo confronto fra il Comune e il Concessionario Sis, fu trovata una soluzione progettuale sostanzialmente condivisa tra le parti, approvata con decreto del commissario Vernizzi n. 126 del 23.13.2013 e inserita nel progetto di esecuzione del lotto 2 B della superstrada.
Una cantiere della Pedemontana. Foto: archivio Bassanonet
Ma nel 2014 a Breganze è cambiata l'Amministrazione comunale, e la vicenda ha vissuto un'ulteriore evoluzione. Secondo il nuovo governo del Comune l'opera complementare, così come progettata, ha un “impatto devastante” per il territorio breganzese. Da qui la proposta, approvata all'unanimità con un Ordine del Giorno in consiglio comunale il 14 novembre 2014, di spostare la complanare in adiacenza stretta al tracciato della Superstrada Pedemontana Veneta, nel tratto compreso tra la SP Chizzalunga e il torrente Astico.
Insomma una complanare “attaccata” alla SPV e ad essa parallela, per ridurne al massimo l'impatto sul territorio.
Il Concessionario protesta, Vernizzi è concorde
Ma ecco il colpo di scena: una complanare adiacente alla Pedemontana, secondo il Concessionario, “darebbe continuità a una viabilità alternativa alla superstrada, non prevista nel progetto preliminare”.
Il Concessionario ha quindi “prospettato una conseguente significativa riduzione del traffico transitante sulla superstrada a causa della detta alternativa, non a pedaggio, costituita dalla viabilità complanare ed ha comunicato, in ipotesi di accoglimento della richiesta del Comune, di voler formulare una specifica riserva, in termini economici che si è riservato di quantificare successivamente.”
Tradotto e interpretato in parole povere: per il Consorzio Sis una complanare adiacente alla SPV nel tratto di Breganze non s'ha da fare.
Sarebbe “concorrenza sleale” di una strada a traffico libero nei confronti della contigua superstrada a pagamento. E semmai la richiesta del Comune venisse accolta, la cosa avrebbe un costo supplementare, calcolato presumibilmente sulle previsioni di mancato introito dai pedaggi nel tratto considerato.
Le argomentazioni del Concessionario sono riportate in una lettera del commissario straordinario di governo per l'emergenza traffico nelle province di Treviso e Vicenza Silvano Vernizzi al governatore del Veneto Luca Zaia, datata 7 gennaio 2015, che gli esponenti vicentini del M5S hanno diffuso in allegato (drive.google.com/file/d/0B6YdbYDdSXjsdktvTVBMdnRUeU0/view?usp=sharing ). Nella comunicazione, pervenuta successivamente anche al Comune di Breganze, Vernizzi dichiara che a fronte delle “legittime posizioni del Concessionario” il suo ufficio “non ha ritenuto, ad oggi, di aderire alla richiesta del Comune relativa alla nuova viabilità complanare”.
“Si rappresenta, infatti - scrive Vernizzi -, che l'assenso a tale soluzione esporrebbe la Regione, quale soggetto concedente, ad una significativa richiesta di ristoro economico da parte del Concessionario, non tanto connesso alla fase realizzativa delle opere, quanto piuttosto a quella della successiva gestione, per il necessario riequilibrio del piano economico finanziario”.
Ergo: nulla da fare. L'ipotesi di una complanare a Breganze in stretta adiacenza alla SPV resta chiusa nel cassetto. Le due rette parallele, per i futuri gestori della superstrada, e con l'assenso del commissario di governo, sono incompatibili.
M5S: “A chi serve la Pedemontana?”
Gli esponenti vicentini del Movimento 5 Stelle, a seguito della notizia, insorgono.
“Costruire la complanare ora - afferma il comunicato del M5S - non comporterebbe un aumento dei costi, ma solo dei benefici ai residenti locali che avrebbero una viabilità alternativa gratuita per raggiungere i centri limitrofi. Ma, c’è sempre un ma, e questo ma pesa come un macigno su un’opera mai così inutile per i veneti: il Commissario dice testualmente che questa superstrada a pagamento è, e deve essere, pagata anche dai residenti. Il motivo? Semplice: se ai residenti “offriamo” una viabilità alternativa di facile percorrenza, questi non utilizzerebbero MAI la Pedemontana a pagamento, e di conseguenza tutti noi dovremmo con le nostre tasse supplire ai mancati pedaggi. A chi serve, quindi, la Pedemontana?”
“Chi altro infatti - prosegue la nota - dovrebbe usare una complanare che collega i comuni limitrofi a Breganze con il bassanese? Di sicuro non chi transita da Montecchio Maggiore verso Treviso che non uscirebbe dalla superstrada nel tragitto.”
“Se i veneti non aprono gli occhi - incalzano i 5 Stelle -, questa Lega nel Veneto e questo governo di centro sinistra a Roma, foraggeranno, come in una bella partita a carte, il tavolo, lasciando ai veneti una bella distesa di asfalto che li obbligherà a pedaggi sempre più onerosi per i prossimi quarant’anni. Ricordiamo che, con i dati in nostro possesso, si stima un costo ogni dieci chilometri percorsi, pari a circa un euro. Quindi, per un residente in zona Breganze e limitrofi, andare e tornare da Bassano del Grappa potrebbe costare anche due euro. L’alternativa? Farsi le vecchie statali, che dopo l’apertura della SPV diventeranno la vera emergenza del Veneto.
“Il MoVimento 5 Stelle - conclude il comunicato - combatte da tempo con i cittadini e le amministrazioni locali per modificare quest’opera inutile in un’opera utile, togliendo il pedaggio e migliorando l’asse viario esistente, ma come sempre, Lega e Governo PD non ascoltano, o non vogliono ascoltare, incuranti dei bisogni delle PMI Venete e dei cittadini.”
E c'è anche la Corte dei Conti
La querelle si innesta negli stessi giorni dell'apertura dell'istruttoria della Corte dei Conti di Roma (Ufficio controllo sulla gestione del ministero delle Attività produttive) proprio in merito alla Pedemontana Veneta.
La Corte chiede chiarimenti, con 34 richieste in tutto, sul costo di realizzazione dell'opera che - scrivono i magistrati contabili - “è lievitato considerevolmente: secondo la delibera Cipe del dicembre 2001 risultava di un miliardo e 925 milioni di euro; già la delibera di agosto 2003 lo eleva a 2 miliardi e 899 milioni”. Inoltre, come contestano ancora le toghe, “il contributo pubblico in conto costruzione è fortemente lievitato, arrivando a 614 milioni”, cifra ampiamente superiore a quanto previsto dalla prima formulazione del piano economico-finanziario.
Nel mirino degli inquirenti, diversi aspetti del sistema-SPV: dalle scelte di progettazione alle consulenze, fino alla nomina dello stesso commissario Vernizzi per il quale si ipotizza un presunto conflitto di interessi: “sorprende che il presidente della commissione regionale per la Valutazione di impatto ambientale sia lo stesso commissario”.
Come se non bastasse, secondo la magistratura contabile molte varianti e compensazioni in fase esecutiva, con conseguente aumento dei costi, “si sarebbero potute evitare con una più rigorosa attività progettuale e una più efficace analisi economico-finanziaria dell’investimento fin dalle fasi iniziali”.
Contro questa corsa al rialzo dei costi, a seguito delle richieste di compensazione da parte degli enti locali, si era espresso, a suo tempo, proprio il Comune di Breganze. Ogni riferimento al rigetto della proposta di complanare adiacente alla superstrada è puramente casuale.
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