Ultimora
Politica
15 ago 2026
Scuole Pascoli, Canova e Case Parolini: c’è più tempo per decidere il futuro degli immobili
Geopolitica
14 ago 2026
Sviluppi nelle relazioni tra Russia e Siria: Mosca ridimensiona la sua presenza militare
Attualità
12 ago 2026
Uso dell’acqua potabile, scontro tra Comune e opposizione sulla crisi del Brenta
7 Aug 2026 21:04
Gardaland, 'il parco rimane aperto al pubblico'
7 Aug 2026 19:41
Maltempo in Veneto, salgono a 110 gli interventi dei pompieri
7 Aug 2026 17:44
Cappellari, 'mi sono inventato l'attentato, mi scuso con tutti'
7 Aug 2026 17:08
Nuovo incendio a pochi metri dalle attrazioni di Gardaland
7 Aug 2026 16:18
Alle Gallerie d'Italia Ferragosto a ingresso gratuito
7 Aug 2026 15:49
Uomo trovato morto in spiaggia a Chioggia, indagini in corso
7 Aug 2026 22:24
Zelensky risponde a Trump: 'Ci faremo i missili da soli'
8 Aug 2026 00:01
Fulmine colpisce sedicenne sul Monte Livata, è grave
7 Aug 2026 20:01
Il grande caldo sull'Italia, allerta per incendi al Centro Sud
Il Museo Cinico
Dalle armi tra i vasi della collezione Chini alla Vespa nella sala del Canova, al bulldog bifronte tra i dipinti di Jacopo e agli aerei tra i quadri del '700. Al Museo Civico, con la mostra Museomania#8 di Antonio Riello, è l'ora della provocazione
Pubblicato il 27 apr 2018
Visto 4.413 volte
Una Vespa 50 e una sua rielaborazione “senza capo né coda”, presentate come sculture del contemporaneo, nella sala dedicata ad Antonio Canova. Bombe, fucili e pistole in ceramica decorata, ma anche un artistico tirapugni, tra gli antichi vasi della collezione archeologica Chini. Aerei da caccia con Angeli e Santi nella sala dei quadri del '700. Un bulldog bifronte in terraglia bianca, novello Giano a quattro zampe, e un altro suo gemello ma senza teste vicino ai dipinti da Jacopo Bassano. L'immagine di un elmo medievale, ma dal richiamo cyber-futurista, accanto al Crocifisso trecentesco del Guariento. Una gigantografia dell'autore, intento a fare le corna vestito con un completo a quadretti, in mezzo ai costumi di scena di Tito Gobbi. Il resto lo lasciamo alla curiosità del visitatore.
È la nuova operazione-coraggio del Museo Civico di Bassano del Grappa, in cui l'impronta modernista della direttrice Chiara Casarin sta lasciando sempre di più il segno.
Si chiama “Museomania#8”, sarà aperta al pubblico da domani 28 aprile fino al 23 luglio ed è una mostra personale di Antonio Riello. Riello, eclettico e quotato artista di Marostica, è una vecchia conoscenza del “nuovo corso” del Museo bassanese: di lui si ricorda ancora l'Ex-voto, il grande missile cosparso di figure di Santi e conficcato nel terreno, che dall'ottobre al dicembre 2016 inaugurò la serie delle monumentali installazioni di arte contemporanea nel chiostro di San Francesco. Ora l'autore ritorna sul luogo del diletto per dedicare un omaggio inedito e provocatorio alla storia dell'arte conservata ed esposta nell'istituzione museale cittadina. Provocatorio al punto che, visitando la mostra e a prima vista, potremmo avere la sensazione di aggirarci nelle sale di un Museo Cinico.
Foto Alessandro Tich
Ma in realtà, come spiegano l'artista stesso e la direttrice Casarin che dell'esposizione è la curatrice, il senso di questi arditi accostamenti tra le opere e i capolavori del passato e gli oggetti concettuali che esprimono una loro rivisitazione attualizzata è proprio l'opposto. Ed è cioè il senso di una mostra che “consolida, nella programmazione 2018, il progetto volto alla valorizzazione dell'antico attraverso il contemporaneo”.
Il format dell'esposizione propone una selezione di circa trenta lavori di Riello installati e disseminati tra le opere dei grandi maestri, dall'antichità al Novecento.
Un intervento - come afferma il comunicato di presentazione - che “dialoga in perfetta sintonia con quanto allestito nei saloni dell'ex convento”, “si insedia tra i capolavori esposti al pubblico” e “mira a eliminare la retorica tra antico e nuovo dando vita a un inedito confronto che rilegge in chiave ironica e critica quanto il museo di Bassano del Grappa preziosamente conserva”.
“Museomania#8 - spiega la direttrice e curatrice Casarin - non mira solo a raccontarci la realizzazione dei singoli lavori, quanto a ridefinire il loro significato accostandoli con altre opere già presenti in un contesto storico come quello del Museo.”
“Grazie a questo dialogo con le collezioni permanenti - prosegue -, siamo portati a rivedere la nostra concezione dell'arte da una nuova prospettiva. Il Museo, dal canto suo, acquisisce una nuova luce e si presta ad una interpretazione artistica inedita e attualizzante che si conferma come importante strumento di divulgazione culturale.” Provocazione sì, dunque, ma rispettosa della storia e del carisma della fonte di ispirazione. Per tradursi in “un gioco di rimandi dal carattere fortemente celebrativo e al contempo ludico” che valorizza anzi, tra le opere antiche e le installazioni dell'autore, “l'affinità elettiva e la coincidenza di intenti”. Onde per cui “passeggiare per le sale diventa un gioco di prospettive e punti di vista dove opere di Canova, del Da Ponte e di Tiepolo dialogano con installazioni dei nostri tempi”. Dissacrante? Nossignori: consacrante. Almeno nelle intenzioni di chi ha ideato questa mostra, che farà senz'altro discutere. Com'è giusto e ovvio che sia, peraltro, per operazioni culturali di questo genere.
Che l'esposizione sia un qualcosa davvero fuori dagli schemi lo si vede già dall'ingresso al piano terra, tra le sale della collezione Chini e la sala Chilesotti, dove il visitatore viene accolto da un grande zerbino, e in quanto tale calpestabile, realizzato dall'artista.
Sul tappeto compare al centro la silhouette del fiume Brenta attorniato, sui due distinti territori della sponda sinistra e della sponda destra, da vari simboli.
“Questo zerbino - spiega Antonio Riello introducendo la mostra alla vernice per la stampa - si richiama ai Remondini, che dividevano il mondo da una parte e dall'altra del Brenta. Ad est c'erano gli Schiavoni e ad ovest i Tesini. Le immagini sono rappresentate come nelle carte da parati remondiniane.”
Chi vi scrive, mentre fissa il tappeto, nota che una buona parte dei simboli rappresentati sono alberi di vario tipo. E tutti quegli alberi stilizzati attorno al Brenta, quasi per riflesso condizionato, mi fanno venire all'improvviso in mente la questione del legno non ancora reperito per il restauro del Ponte. È più forte di me e questa cosa è preoccupante: anche al Museo Civico, in mezzo alle opere d'arte, questa storia infinita della diatriba Comune-Vardanega-Modena e dintorni mi perseguita.
Al che Riello, riferendosi ai simboli, aggiunge: “Questi elementi rappresentano le ossessioni contemporanee.”
Ecco: l'artista mi ha letto nel pensiero.
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Più visti
Attualità
10 ago 2026
Parcheggi, solo un posto riservato ogni due permessi nel centro storico
Visto 3.628 volte
Politica
09 ago 2026
Candidatura culturale e scontro sulle iniziative: l'attacco di Poletto alla Giunta Finco
Visto 863 volte
Politica
15 ago 2026
Scuole Pascoli, Canova e Case Parolini: c’è più tempo per decidere il futuro degli immobili
Visto 787 volte
Attualità
12 ago 2026
Uso dell’acqua potabile, scontro tra Comune e opposizione sulla crisi del Brenta
Visto 761 volte
Musica
11 ago 2026
Asiago Live attende Cristiano De André, Nigiotti, Panariello e The Kolors
Visto 758 volte
Politica
15 ago 2026
Ristorazione e turismo senza futuro: la lenta agonia dell'Istituto Maffioli
Visto 729 volte
Imprese
11 ago 2026
Aumenti da record per gas ed elettricità: il terziario rischia il collasso
Visto 502 volte
Geopolitica
10 ago 2026
Usa-Israele, dagli aiuti militari a una partnership strategica permanente?
Visto 467 volte
Attualità
02 ago 2026
Rondò Brenta, un quartiere che cambia: «Non siamo il Bronx di Bassano, qui si vive bene»
Visto 23.479 volte
Politica
17 lug 2026
Bassano dice sì al ddl Sicurezza: arrivano le multe ai genitori e il fermo per i minori
Visto 22.403 volte
Politica
26 lug 2026
Futuro Nazionale nomina il primo direttivo cittadino di “destra pura”
Visto 22.121 volte
Politica
18 lug 2026
Elezioni provinciali di Vicenza: l'appello dei nove grandi Comuni per un listone unitario
Visto 21.880 volte
Politica
24 lug 2026
Il progetto del Tribunale della Pedemontana approda alla Camera
Visto 21.558 volte
Cronaca
17 lug 2026
PFAS, uova dieci volte oltre i limiti: il Pd chiede alla Giunta i dati dei monitoraggi
Visto 21.446 volte
Politica
22 lug 2026
Tribunale della Pedemontana: «Alcuni sindaci non possono riscrivere la storia»
Visto 21.097 volte
Politica
22 lug 2026
I comuni fanno squadra sul digitale: investimenti per non lasciare indietro nessuno
Visto 20.911 volte
Politica
26 lug 2026
Tensioni sul futuro di San Lazzaro, la maggioranza boccia il blocco dei cantieri
Visto 20.816 volte