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Cento di questi anni
Centenario della Grande Guerra: il confronto tra i buoni propositi e le occasioni mancate per la città di Bassano
Pubblicato il 26 feb 2018
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Pronto? Centenario della Grande Guerra? C'è nessuno?
Il prossimo 4 novembre saranno cento anni esatti dall'Armistizio di Villa Giusti che dopo la battaglia del Piave (e mentre in contemporanea si combatteva anche sul Grappa) pose fine dalle nostre parti al conflitto del '15-'18. Italia 1 - Impero Austroungarico 0: risultato finale di una vittoria costata solo sul nostro fronte oltre 700.000 vittime e più di un milione tra feriti, mutilati e invalidi. Senza contare le gravi ripercussioni sociali di un Paese allo stremo nell'immediato dopoguerra, dopo 41 mesi di ininterrotti combattimenti e di conseguenti sconvolgimenti socio-economici sul territorio.
La ricorrenza del Centenario della Prima Guerra Mondiale ci ha accompagnato - laddove è stata celebrata - dal 2015, a un secolo dall'entrata in guerra dell'Italia, fino a quest'anno.
Il Monumento ai Caduti di Valstagna. Foto di Alessandro Tich
Il finale col botto è previsto appunto il 4 novembre 2018, data in cui nella nostra regione sono previste celebrazioni sui luoghi simbolo della prima linea che fu, Vittorio Veneto in primis. C'è da dire onestamente che, rispetto ai roboanti annunci lanciati alla vigilia del quadriennio di commemorazioni, il Centenario non ha inciso più di tanto sull'interesse della popolazione. Ha recuperato alla memoria tutto il recuperabile e ha rievocato tutto il rievocabile, ma non ha fatto notizia. Ha promosso e prodotto cultura storica, ma senza sviluppare una reale coscienza collettiva sull'epocale importanza, vista con gli occhi dell'Europa di oggi, di quell'evento. E se provate a chiedere a qualcuno dove ad esempio si trova Caporetto, in pochi (goriziani e triestini a parte) saprebbero rispondervi al volo che si trova in Slovenia. Un misto di ignoranza (nel senso di “non conoscenza”) e di indifferenza che cova in seno ad un Paese che oggi ha ben altre questioni a cui pensare.
Probabilmente l'offerta di informazioni storiche divulgate dalle manifestazioni e dalle pubblicazioni generate dalla rievocazione centenaria è stata di gran lunga superiore alla domanda. Il governo, dal canto suo, tramite la Struttura di Missione per gli Anniversari di interesse nazionale, non ha risparmiato mezzi e risorse per ottimizzare, anche in termini di investimenti, l'occasione celebrativa.
Grazie al Centenario, tra le altre cose, sono stati promossi su impulso governativo degli importanti progetti di riqualificazione di alcuni luoghi particolarmente legati agli eventi bellici: è il caso del bando di gara europeo per l'esecuzione dei lavori di restauro conservativo del Sacrario Militare di Cima Grappa e di valorizzazione degli edifici annessi, degli apprestamenti militari, della ex base NATO e delle relative aree contermini.
Un progettino mica da poco: vale infatti 6,1 milioni di euro, interamente finanziati, solo per il primo stralcio. L'aggiudicazione della progettazione preliminare e definitiva - di cui è titolare un raggruppamento di imprese con Politecnica Ingegneria e Architettura come capogruppo - è avvenuta ancora nel 2016, ma l'iter sta procedendo al rallentatore e per intravvedere l'inizio dei lavori, come le vedette sulle postazioni al fronte, bisogna prendere il cannocchiale. Anche se proprio nel corso di questa campagna elettorale il deputato uscente e candidato vicentino del PD Filippo Crimì ha dichiarato, in conferenza stampa a Bassano, che la fatiscente struttura della ex base NATO sarà demolita in primavera, non appena le nevi si scioglieranno. Dopodiché dovrebbero finalmente partire i lavori del primo stralcio sul vicino Sacrario, ritardati dall'entrata in vigore del nuovo codice degli appalti e limitati dalla finestra temporale della bella stagione.
Restano in sospeso gli altri due stralci relativi al recupero delle aree contermini di valore storico-didattico. Ma in Italia questo è tipico delle opere pubbliche suddivise in più lotti ovvero stralci di esecuzione, con relative necessità di finanziamento (Polo Museale Santa Chiara docet): chi vivrà, stralcerà.
Lavori pubblici a parte, rimane l'aspetto della rievocazione critica della tragedia bellica di un secolo fa che l'anniversario si è proposto di incentivare. Un'occasione per la quale era attesa al varco anche la città di Bassano, protagonista suo malgrado di quella pagina di storia per la sua vicinanza con il fronte del Grappa.
Non lo dico tanto per dire, ma per i reali presupposti che si erano verificati affinché ciò accadesse. E per i quali dobbiamo ritornare ad un altra campagna elettorale, quella per le amministrative 2014 in città. Nel maggio di quell'anno era venuto a Bassano, a sostegno dell'allora candidato sindaco Riccardo Poletto, l'onorevole del PD Luca Lotti: grande amico e uomo di fiducia dell'allora premier Matteo Renzi e all'epoca sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega, oltre all'Editoria, proprio alle Commemorazioni del Centenario della Grande Guerra.
“Uno dei filoni del Centenario - dichiarava il sottosegretario di governo in conferenza stampa - è storico-culturale. La commemorazione diventa occasione culturale per far vivere il nostro, il vostro territorio. Questo governo si pone l'obiettivo di dare l'opportunità che dalla guerra si possano far vivere i nostri territori dal punto di vista turistico.”
“Un altro filone - aveva detto ancora Lotti - è quello del restauro fisico dei monumenti e dei luoghi collegati alla Prima Guerra Mondiale. Su questo filone si può inserire il Tempio Ossario, che è una delle questioni più sentite del vostro territorio. Sono convinto che si possa inserire nel percorso della Grande Guerra e si possano trovare i fondi necessari al completamento del suo restauro.” “Mi auguro - concludeva l'esponente di governo - di tagliare il nastro con chi mi auguro che sia il prossimo sindaco di Bassano.”
Affermazioni che avevano trovato la piena adesione di colui che sarebbe poi diventato il prossimo sindaco di Bassano.
“Noi vogliamo giocare questa carta - sottolineava in quella occasione Riccardo Poletto in merito al Centenario - con lo sviluppo del territorio, uscire dai libri e andare sui luoghi, rivolgendoci a scuole e turisti con un marketing territoriale sul piano storico.”
Poletto lanciava anche un'altra proposta: “Realizzare a Bassano un Festival di alto livello, come il Festival della Filosofia di Modena o il Festival dell'Economia di Trento. Bassano può ambire a un Festival della Storia Contemporanea, a cadenza almeno biennale.”
“Bassano deve avere un ruolo nel Centenario - concludeva l'allora candidato sindaco - non solo per il Tempio Ossario e per il Monumento ai Caduti. Sulla Grande Guerra dobbiamo diventare un museo naturale all'aperto. Pensiamo in parallelo a cosa fare sul Grappa. Prendiamo a modello la Francia per quello che ha saputo fare sui territori dello sbarco in Normandia per sviluppare un percorso analogo anche nei nostri luoghi.”
Parole, parole, parole. Quelle che in qualsiasi campagna elettorale, come le granate sui campi di battaglia, vengono lanciate in ogni direzione.
Cosa è rimasto di tutte quelle buone intenzioni espresse nel 2014?
Riguardo al Tempio Ossario, sappiamo come è andata e come sta ancora andando la cosa.
L'Amministrazione comunale ha riaperto le porte mettendo in sicurezza accessi e percorsi ma la partenza dei lavori di restauro definitivo - di competenza della mitica Struttura di Missione per gli Anniversari di interesse nazionale presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, che pure ha inserito il Tempio nell'elenco dei monumenti da ristrutturare per un budget di 1 milione e mezzo di euro compartecipato da Stato e Regione - si è trascinata oltre ogni quando.
Ancora nell'aprile 2017 il Comune chiedeva lumi ai competenti uffici di Roma sui tempi della sistemazione conclusiva del sacro edificio, dopo che la diagnostica preliminare al restauro si era conclusa nell'ottobre dell'anno prima e dopo che la stessa struttura di governo aveva comunicato di dover compiere la verifica di vulnerabilità sismica prima di partire col cantiere. Una questione che sembrava destinata, per mancanza di risposte, ai famosi Territori del Boh. Ma ad annunciare le ultime novità ci ha pensato ancora, nei giorni scorsi, l'onorevole-candidato del Partito Democratico Crimì che nella stessa conferenza stampa di cui sopra ha informato che “le verifiche antisismiche hanno subito dei ritardi” e che comunque, come confermato dall'Unità di missione, “in autunno verranno affidati i lavori”. Alla ricerca del Tempio perduto.
Ma è soprattutto la dichiarata volontà di “sviluppo del territorio, rivolgendoci a scuole e turisti con un marketing territoriale sul piano storico” allo scopo di “diventare un museo naturale all'aperto” che nella nostra città, nel corso del Centenario, non ha trovato concretizzazione. La ricorrenza ha prodotto alcuni eventi nel corso del 2015 e poi - fatta eccezione per la pregevole mostra “Frammenti” al Museo Civico - poco o nulla di più.
Al Centenario della Grande Guerra è stata dedicata anche una sezione degli spettacoli di Operaestate Festival Veneto. Ma sono tutte voci riguardanti singoli eventi scorporati da un disegno di promozione territoriale complessivo e omogeneo, relativo alla città e al rapporto tra la città e il Grappa, per il quale erano stati presi a modello nientemeno che i territori dello sbarco in Normandia. L'unico contributo concreto e continuativo alla causa si è sviluppato nel settore privato grazie alla Fondazione Luca che, nel suo piccolo, ha cucito sulle misure del Centenario, per tutto il quadriennio, l'intera attività del Museo Hemingway e della Grande Guerra a Villa Ca' Erizzo Luca. Altro che Addio alle Armi.
Sul fronte pubblico invece, la memoria del conflitto mondiale ha avuto a Bassano del Grappa un carattere episodico. Con evidente discapito per il Comitato per il Centenario della Grande Guerra, sorto ancora nel 2007 come espressione ufficiale della città per le celebrazioni dell'anniversario, che a fronte delle manifestazioni di propria competenza - tra cui la rievocazione del centenario della battaglia del Solstizio in programma nel prossimo giugno - ha lamentato la scarsa attenzione di questa Amministrazione comunale, in termini di risorse economiche conferite per gli eventi da organizzare, rispetto a quelle precedenti. Segno di un'Amministrazione che al ricordo della guerra preferisce le marce per la pace: è una scelta politica e in quanto tale può essere liberamente criticata, ma va comunque rispettata.
Come in ogni regola, tuttavia, c'è spazio anche per la possibile eccezione.
E si tratta del potenziamento delle risorse a disposizione dello staff del sindaco, come da bilancio di previsione 2018. Una spending review alla rovescia che raddoppia le spese di rappresentanza e comunicazione da 42mila a 90mila euro, in vista di alcuni grossi eventi da inserire nel calendario dell'ultimo anno e mezzo di mandato amministrativo.
Tra i quali potrebbe esserci proprio un “gran finale” di Centenario di Grande Guerra da organizzare a Bassano nel mese di novembre. Con tripudio di bandiere e di fasce tricolori, di rappresentanze d'arma e di Alpini. La qual cosa fa sempre audience e quindi consenso.
Cento di questi anni da rievocare degnamente all'ultimo momento.
Non è dato al momento ufficialmente sapere se e in che termini questa voce troverà conferma, ma non mi sorprenderei se nei giorni della vittoria sul Piave venisse proposto un grande evento sul Brenta. L'anno dopo si vota e sono cartucce di visibilità che non possono essere sparate a salve.
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