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A torto o a Regione
Italia Nostra Bassano replica ad “alcune affermazioni aberranti e sconcertanti” dell'assessore regionale all'Ambiente Gianpaolo Bottacin sulla questione centralina idroelettrica di via Pusterla
Pubblicato il 12 feb 2018
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In quell'agitato chilometro quadro che comprende il Ponte Vecchio, le due rive del Brenta, isola Pusterla e un po' più in là il municipio di Bassano, le acque continuano ad essere molto mosse. I nuovi gorghi di polemica stanno vorticosamente mulinando attorno al progetto della centralina idroelettrica di iniziativa privata di via Pusterla, riesumato quale pomo della discordia nella piccata replica del sindaco Riccardo Poletto - notoriamente contrario alla centralina - al governatore Luca Zaia in merito lavori del Ponte.
Si è quindi aggiunta la controreplica a Poletto dell'assessore regionale all'Ambiente Gianpaolo Bottacin. Il quale, nell'accusare il sindaco e la giunta di non avere fatto nulla per stoppare il progetto a Roma, ha affermato che “la centralina non è stata ancora approvata” e che riguardo all'impianto idroelettrico “c'è solo un decreto del dirigente regionale che autorizza l'intervento, previa verifica del progetto da parte del Genio Civile”.
Dichiarazioni da cui trae spunto un duro e circostanziato comunicato stampa trasmesso in redazione dalla sezione di Bassano del Grappa dell'associazione Italia Nostra, che pubblichiamo integralmente di seguito:
Un rendering del progetto della centralina idroelettrica privata in via Pusterla
COMUNICATO
LE RAGIONI CONTRARIE DELLA REGIONE
Nei giorni scorsi tra la Regione Veneto e il Comune di Bassano del Grappa, sul Ponte di Andrea Palladio e sul progetto della centrale idroelettrica in pieno centro storico, è scoppiata una polemica che vede come protagonisti il sindaco Riccardo Poletto e l’assessore regionale all’ambiente ing. Gianpaolo Bottacin.
Tenendosi debitamente lontani dagli orizzonti della campagna elettorale, l’associazione Italia Nostra, che da tempo è costantemente presente a fianco dei 14 mila bassanesi che hanno sottoscritto un appello contrario alla centrale idroelettrica contestando con ricca e probante documentazione la sua ubicazione in pieno centro storico, non può lasciar passare sotto silenzio alcune affermazioni aberranti e sconcertanti, pubblicate dalla stampa, dell’assessore regionale Gianpaolo Bottacin e dallo stesso non smentite: “Innanzitutto la centrale non è stata ancora approvata”!
È la prima di tali dichiarazioni dell’assessore che è sbugiardata clamorosamente dal decreto regionale n. 189 del 27 ottobre 2016, pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione il giorno 11 novembre 2016. Tale decreto è stato impugnato dinanzi al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche sia dal Comune di Bassano del Grappa che da privati cittadini. Due relazioni tecniche del prof. ing. Renato Vitaliani e dell’idrogeologo Gianpaolo Droli, prevedono il rischio di crollo di importanti beni culturali nell’area di via Pusterla, confermato anche da una recentissima perizia del prof. ing. Armando Mammino, incaricato dal Comune. Il decreto regionale impugnato, che smentisce clamorosamente l’assessore Bottacin, così dispone: “
Certamente manca il progetto esecutivo (?!) e nel frattempo, nel vano tentativo di contestare le previsioni di pericoli per l’incolumità delle persone e per l’integrità del patrimonio storico, artistico, archeologico e paesaggistico, sono state introdotte dopo l’approvazione del 27 ottobre 2016 modifiche sostanziali al progetto che impongono il rifacimento dell’intera procedura autorizzativa (art. 17 del Decreto regionale). Che i pericoli per l’uomo e per il patrimonio monumentale bassanese siano fondati è confermato da un fatto che Italia Nostra rivela qui all’opinione pubblica perché si sappia e si giudichi.
Il giorno prima che il dirigente regionale ing. Marco Puiatti sottoscrivesse il decreto di autorizzazione, la Giunta regionale del Veneto, su proposta proprio dell’assessore Bottacin, approvava (…dobbiamo ritenere all’alba di quel giorno!) la delibera n. 1714 del 26 ottobre 2016 nella quale, evidentemente consapevole delle personali responsabilità penali, civili e amministrative ricadenti sui componenti della Giunta, ripeteva il gesto … coraggioso di Ponzio Pilato ossia si lavava le mani e si liberava della competenza ad emettere l’autorizzazione attribuendola “al dirigente responsabile della struttura regionale competente in materia”.
Alcune ore dopo (alle 11!?) la firma di autorizzazione dell’ing. Puiatti, il presidente della Giunta regionale Luca Zaia dichiarava pubblicamente in una intervista televisiva che non avrebbe mai approvato quella centrale in quel posto!
L’ing. Bottacin non soltanto è stato l’assessore proponente della delibera con la quale la Giunta regionale si è spogliata di una funzione per scaricare le responsabilità su altri a cominciare dai dirigenti regionali ing. Marco Puiatti e ing. Mauro Roncada del Genio Civile di Vicenza (...nei panni dei quali nessuno ora vorrebbe essere!), ma ha ripetuto pubblicamente sulla stampa più volte che la Regione era “
Nulla di più mistificatorio e contrario a norme e principi giuridici fondamentali.
I poteri della Regione derivano dalla Costituzione e non sono eliminabili o comprimibili finché la Costituzione non venga modificata sul punto. La funzione di rilasciare l’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio è attribuita alle Regioni da un decreto legislativo avente valore di legge che l’assessore ha letto, ma non ha capito: infatti una norma (l’art. 12, terzo comma dal decreto legislativo anzidetto) prescrive che la Regione deve tenere conto delle “normative vigenti in materia di tutela dell’ambiente, di tutela del paesaggio e del patrimonio storico artistico”.
Se qualcuno volesse insediare una centrale idroelettrica nella laguna in prossimità di piazza San Marco a Venezia, la Regione, avendone la facoltà, dovrebbe negare l’autorizzazione? Gli impianti di energie rinnovabili sono certamente considerati dal legislatore di pubblica utilità, ma la loro ubicazione deve essere scrupolosamente valutata dalla Regione e, nel caso di incompatibilità, ha il dovere e il potere di non concedere l’autorizzazione.
Pertanto ben venga la fonte idroelettrica ma nei siti idonei e sicuri. Si ricorda all’assessore Bottacin che nella sua provincia d’origine, quella di Belluno, fu autorizzato un impianto idroelettrico di cui era assolutamente incompatibile, come nel caso di Bassano, la localizzazione sotto il monte Toc che causò la morte di 1910 esseri umani e la distruzione di interi paesi! Anche quello era un impianto di energia rinnovabile, ma certamente ubicato in una zona assolutamente incompatibile per esigenze di sicurezza di persone e di cose.
Caro assessore Bottacin, le due ragioni contrarie sono qui evidenti: nell’interesse del popolo veneto meglio tornare ad occuparsi onorevolmente di ingegneria meccanica o frequentare preferibilmente un corso accelerato di diritto pubblico amministrativo e costituzionale?
Italia Nostra
Sezione di Bassano del Grappa
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