Ultimora
Attualità
27 giu 2026
Caldo record sulla Pedemontana: attese massime fino a 40 gradi nel fine settimana
Geopolitica
27 giu 2026
Il Pentagono presenta una nuova richiesta di fondi per la guerra contro l'Iran
28 Jun 2026 19:41
Rocco Basilico, nuovo stallo rischia compromettere il futuro di Delfin
28 Jun 2026 19:08
Sala piena a Vicenza per Vannacci, evento dedicato alle "vittime della criminalità"
28 Jun 2026 18:34
Bocelli strega Piazza San Marco, trionfo per i 30 anni di 'Romanza'
28 Jun 2026 18:13
Veneto oppresso dal caldo, 39 gradi la massima
28 Jun 2026 13:15
Scritte contro Vannacci e Cruciani attesi nel pomeriggio a Vicenza
28 Jun 2026 23:32
Salvati un uomo e suo figlio. La Guaira una città fantasma, e a scavare anche tanti sciacalli - REPO
28 Jun 2026 23:07
Mondiali: 1-0 al Sudafrica, Canada agli ottavi. Decide la rete di Eustaquio nel recupero
28 Jun 2026 22:47
Oms: 'Oltre 1.300 morti legati al caldo in Europa in una settimana'
28 Jun 2026 22:17
Sudafrica-Canada, l'entusiasmo dei tifosi
Il finale perfetto
Oltre mezzo milione di visitatori in quasi trent'anni e il destino del Mandala. Considerazioni di cronaca sull'inizio, la storia e la fine delle Cave di Rubbio
Pubblicato il 06 gen 2018
Visto 8.559 volte
Le storie più belle, purtroppo, sono quelle che hanno un inizio e una fine.
Soprattutto per la fine, che le rende irripetibili ovvero non replicabili.
Ce ne rendiamo conto mentre scorrono i titoli di coda per le Cave di Rubbio: la straordinaria invenzione dell'artista novese Toni Zarpellon, che ha trasformato le anonime rocce di quattro cave di pietra calcarea dismesse, nascoste tra la vegetazione di una panoramica terrazza naturale affacciata sulla pianura veneta, in altrettanti luoghi fiabeschi dell'immaginario collettivo.
La Cava Dipinta di Rubbio (foto Alessandro Tich - archivio Bassanonet)
Una storia che inizia nell'autunno del 1989, in un momento di forte crisi personale di Zarpellon. Il quale, in fuga dalle convenzioni e dalle ipocrisie della società contemporanea, trova in questo posto isolato, nel lembo più alto e più estremo del territorio del Comune di Bassano, il proprio eremo creativo. Prende in mano i colori e trasfigura le nude pietre della prima cava conferendo loro le fattezze di volti e di animali dalle tinte sfavillanti.
Nasce così la “Cava Dipinta”: un sorprendente e suggestivo bestiario multicolore nel quale i sassi prendono vita, lanciando un richiamo sul primordiale ritorno all'essenza della vita stessa in contrapposizione alle bestialità della civiltà dei consumi.
Un messaggio reso ancora più esplicito dall'autore nella seconda cava trasformata ad arte: la conturbante e insieme stupefacente “Cava Abitata”. Un anfiteatro di pietra sulle cui pareti sono appesi circa 150 ferri vecchi tra arrugginite marmitte e consunti serbatoi di autoveicoli, tramutati in inquietanti scheletri che si struggono nel dolore esistenziale.
Ma seppur concependo le prime due cave come tentativo di risposta ai propri interrogativi, Zarpellon non ne fa mai una questione personale.
Le “consegna” anzi alla comunità, rendendole sin dagli inizi fruibili e visitabili per tutti. Continuando la sua opera di trasformazione di questo impervio angolo di Altipiano con l'obiettivo di farne un luogo di incontro, di frequentazione e di condivisione di esperienze. Le ultime due cave rivisitate dall'artista sono infatti esplicitamente dedicate al pubblico. Una è la “Cava Laboratorio”, luogo aperto di sperimentazione in cui ogni visitatore, con colori e pennelli in mano, può diventare partecipe e lasciare il proprio segno.
L'altra è la “Cava dell'Immaginazione”, tempio del puro pensiero creativo: una parete di roccia da riempire idealmente e solamente coi “graffiti” della nostra mente.
Da eremo solitario di un artista alla ricerca di se stesso, l'area delle Cave di Rubbio diventa così la meta di continui pellegrinaggi di curiosi, di appassionati e di affezionati: in quasi trent'anni sarà visitata da oltre mezzo milione di persone, da tutta Italia e dal resto d'Europa, la maggior parte delle quali lascia il proprio commento e le proprie impressioni sui libri delle presenze conservati nella piccola rimessa all'imbocco della stradina che scende fino ai quattro “padiglioni” della fantasia creativa dell'autore.
Si può così affermare, senza timore di essere smentiti, che le Cave hanno rappresentato in assoluto il “luogo culturale” più visitato dal turismo in territorio di Bassano.
Un fenomeno unico nel suo genere e, contemporaneamente, di tendenza: fotografie della “Cava Dipinta” e della “Cava Abitata” sono pubblicate ovunque, entrambe sono state scelte come set per numerosi video come pure, negli anni, sono state adibite a palcoscenico per rappresentazioni artistiche e spettacoli teatrali.
Se tutto ciò è stato reso possibile, lo si deve alla cura e alla manutenzione costante che Toni Zarpellon - autore e custode allo stesso tempo - ha dedicato alle sue “creature”: ripulendole dalle erbacce, rimettendo mano ai colori e ripristinando i continui danni provocati dall'imbecillità dei vandali, che pure non sono mai mancati nel novero delle presenze in questo scenario di figure antropomorfe e zoomorfe ad oltre 1000 metri di altitudine sul livello del mare. Custode e sentinella per scelta obbligata, non potendo il Comune nè alcun altro ente occuparsi della tutela e conservazione di un'ex area di escavazione di proprietà privata, affidata alle creazioni dell'artista per gentile concessione del proprietario, il cavatore bassanese Carlo Brun.
Con simili presupposti, e in una tale anomala situazione di sito privato ad uso pubblico, prima o poi una fine di questa incredibile esperienza doveva esserci.
Ed è arrivata adesso, come già annunciato mesi fa e confermato oggi dal Giornale di Vicenza. Toni Zarpellon, a 75 anni di età, ha rinunciato definitivamente ad occuparsi dell'area da lui stesso trasformata. All'ingresso della quale, dallo scorso 1 gennaio, appare ora il cartello di divieto di accesso. Troppo sfibrante, oramai, era l'impegno di manutenzione della zona artistica e di ripristino dei continui vandalismi.
L'autore ritiene che la sua opera “abbia svolto il compito culturale per il quale era stata creata” e il destino della medesima è segnato. Le figure della “Cava Dipinta” perderanno i loro colori con l'usura del tempo e delle intemperie fino ritornare grigie pietre.
Mentre gli spettri di metallo arrugginito della “Cava Abitata”, lasciati a se stessi, saranno con molta probabilità rimossi anzitempo su richiesta della proprietà che intende evitare future possibili denunce per inquinamento dell'ambiente.
Tutto quanto realizzato sarà perduto: come il Mandala dei monaci tibetani, che una volta costruito con i suoi complessi intrecci geometrici di granelli di sabbia colorati viene fatto disperdere nel vento. Piano piano, e inesorabilmente, la natura si impadronirà nuovamente di questo spazio. Quella stessa natura con la quale l'artista invitava a riscoprire e a recuperare l'ancestrale rapporto dell'uomo.
E, per una bella storia quale è stata quella delle Cave di Rubbio, sarà il finale perfetto.
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Più visti
Attualità
25 giu 2026
Bassano cambia volto: 50mila metri quadri in trasformazione
Visto 20.656 volte
Attualità
22 giu 2026
Bassano sotto le stelle, cinque mercoledì di eventi per riaccendere il centro storico
Visto 20.238 volte
Geopolitica
23 giu 2026
Il ruolo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane in Iraq e nel Golfo
Visto 20.158 volte
Attualità
22 giu 2026
Nel palazzo del Municipio apre la "Baby Little Home": uno spazio per l'allattamento in centro storico
Visto 17.966 volte
Attualità
26 giu 2026
Due candidature per un solo posto: il paradosso veneto verso la Capitale della Cultura 2029
Visto 11.431 volte
Magazine
22 giu 2026
Sguardi e visioni d'autore, attorno a Villa Angaran San Giuseppe
Visto 10.461 volte
Attualità
08 giu 2026
«Rispondiamo a un impegno assunto con i cittadini»: Nicola Finco dà il via al piano per la spiaggetta
Visto 23.547 volte
Politica
11 giu 2026
Comunicazioni politiche sui canali dei Quartieri, Pietrosante attacca "È il Momento"
Visto 21.589 volte
Politica
15 giu 2026
Conti della Polizia Locale e tessere contese, Pietrosante gela FdI: «Con Giangregorio tempo perso»
Visto 21.312 volte
Attualità
09 giu 2026
Don Andrea Guglielmi lascia Bassano: il saluto della città all’abate del dialogo
Visto 21.209 volte
Politica
09 giu 2026
Bassano, la minoranza porta in Consiglio il caso della ciclopista del Medoaco: "Mancano i 600mila euro"
Visto 21.136 volte
Attualità
17 giu 2026
A Bassano l'ultimo viaggio nello sguardo di Sebastião Salgado
Visto 20.783 volte
Attualità
25 giu 2026
Bassano cambia volto: 50mila metri quadri in trasformazione
Visto 20.656 volte
Attualità
20 giu 2026
La Ciclopista del Canale Medoaco slitta al 2027: nuovo progetto da 1,2 milioni di euro
Visto 20.558 volte
Geopolitica
11 giu 2026
Lo Stretto di Malacca: uno dei colli di bottiglia più importanti al mondo
Visto 20.525 volte