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Restauro senza sosta
Da un nuovo provocatorio fotomontaggio di Leo Sanzo, alcune nostre considerazioni sui lavori di ripristino e consolidamento statico del Ponte di Bassano
Pubblicato il 02 giu 2017
Visto 8.387 volte
Innanzitutto un doveroso preambolo. Mi ero ripromesso, in questi giorni, di non scrivere più in maniera continuativa delle vicende del Ponte di Bassano.
Uno stillicidio di notizie e di mezze notizie, di conferme e di smentite e anche di “soffiate” di qualche talpa che ha l'accesso all'intero incartamento della corrispondenza tra la ditta appaltatrice Vardanega Costruzioni e il Comune di Bassano del Grappa che rischia di generare un effetto controproducente: quello dell'assuefazione.
Perché quando è troppo è troppo, anche per una questione della massima importanza come quella dei destini del nostro storico e adorato Ponte di legno.
Fotomontaggio di Leo Sanzo
Una considerazione che si innesta in questa che peraltro è la fase cruciale del complicatissimo iter, che dovrà sfociare nella conferma da parte della Stazione Appaltante della fiducia all'impresa affidataria dei lavori, con conseguente e agognata entrata in alveo, oppure nella risoluzione in danno del contratto di appalto.
Da qui la mia intenzione di occuparmi, da ora in avanti, solo degli sviluppi effettivi e dei fatti salienti concernenti l'intervento di ripristino e consolidamento statico del Ponte degli Alpini. Che non mancheranno sicuramente - statene pur certi -, anche a breve termine.
Senonché, questa mattina, mi è arrivata sul telefonino una foto trasmessa da Teo Zanus, alias TeoChef, noto ristoratore di via Angarano.
Si tratta di un'altra creazione fotografica di Leo Sanzo, il giovane fotografo bassanese che gli cura la comunicazione d'immagine, già autore lo scorso marzo - in occasione della prima temporanea chiusura del Ponte al transito pedonale - del fotomontaggio che ritraeva l'ingresso di Angarano del manufatto completamente sbarrato da un pezzo del Muro di Berlino.
La nuova composizione d'immagine di Sanzo, questa volta, mostra un Autogrill sospeso sul Brenta al posto del Ponte degli Alpini. Titolo della foto: “Restauro senza sosta”.
Così facendo, il buon TeoChef mi ha fregato. Perché di fronte a una provocazione del genere, acuta e graffiante allo stesso tempo, chi vi scrive non può restare indifferente.
E così, anche in questa giornata dedicata alla Festa della Repubblica, eccomi di nuovo ad occuparmi di quello che rischia di concorrere al Guinness dei Primati come il cantiere monumentale e fluviale più sofferto del mondo.
Perché si tratta davvero, come da didascalia della foto, di un “restauro senza sosta”.
Non perché i lavori proseguano incessantemente (magari fosse così), ma perché il braccio di ferro ancora in corso tra ente appaltante e impresa appaltatrice dilata indefinitamente la percezione del tempo necessario a intravvedere con chiarezza cosa c'è da fare, come sarà fatto e quando lo si farà,
Il Comune imputa alla Varganega dei gravi ritardi e inadempimenti rispetto agli impegni contrattuali e la Vardanega replica che non è così, mancando ancora quasi 800 giorni al termine dei lavori.
Nell'ultimo scambio di comunicazioni del 30 maggio il Comune contesta alla ditta l'incompletezza dell'indagine diagnostica sugli elementi lignei dei Ponte e la ditta replica che l'indagine e mappatura dei legni non potrà essere completa fintanto che, come indicato dallo stesso progettista ing. Claudio Modena, non sarà eseguito “un dettagliato rilievo del degrado, da effettuare una volta poste in asciutto le pile”.
Ma per porre in asciutto le pile del Ponte bisogna entrare in alveo e la ditta ha sollecitato il Comune a rilasciare, finalmente e una volta per tutte, l'autorizzazione all'esecuzione dei lavori. Ma da fonti informate apprendiamo anche che il Comune avrebbe scritto alla Vardanega che per entrare in alveo “non serve autorizzazione”: per cui la ditta subappaltatrice in possesso del requisito OG8 (lavori fluviali) potrebbe scendere in acqua già da lunedì prossimo.
Siamo ancora e sempre nell'alveo - per restare in tema - dell'incertezza e dei verbi da scrivere al condizionale. E siamo sempre e ancora al punto di prima: nel mondo delle notizie e delle mezze notizie, delle conferme e delle smentite e delle soffiate che vogliono deliberatamente soffiare verso questa o quella direzione.
Per questo, continuando a parlarne in questi modi, si rischia l'assuefazione se non persino un senso di nausea: quello del Ponte degli Alpini è un Autogrill che ormai ci ha fatto mangiare e bere a sazietà.
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