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Il Ponte di Leg(n)o

Divagazioni a ruota libera sulla splendida riproduzione con 13mila mattoncini Lego del Ponte di Bassano, realizzata dal farmacista di San Nazario Ruggero Comacchio e esposta in mostra fino a Epifania al Palazzo dei Trecento di Treviso

Vi dirò la mia: per me è bellissima. Studiata, fantasiosa e accurata nei minimi dettagli. E - soprattutto - perfettamente dritta, integra, lineare e regolare nelle forme, come non siamo abituati a vedere il suo “originale” ormai da tempo.
Sto parlando della riproduzione del Ponte di Bassano, ovvero Ponte degli Alpini, realizzata interamente con mattoncini Lego - 13mila pezzi, per la precisione - dalla passione, dalla perizia e dalla pazienza di Ruggero Comacchio, farmacista che risiede in quel di San Nazario. Il quale, tra un Moment e un'Aspirina, ha trovato il tempo e il modo di ricostruire il modello in scala del monumento simbolo della nostra città.
Il Ponte di Leg(n)o Il Ponte di Leg(n)o Il Ponte di Leg(n)o
Il Ponte di Lego realizzato da Comacchio. Fonte immagine: Facebook/Guidandovi a VIcenza e dintorni

Ci sono voluti nove mesi per compiere l'opera, che fino a domani, Epifania, si può ammirare a “Treviso Bricks” al Palazzo dei Trecento di Treviso: l'evento speciale dell'11° Mostra del Modellismo nel capoluogo della Marca interamente dedicato alle costruzioni con i celeberrimi mattoncini danesi.
E non si tratta per nulla di un “modellino”, avendo dimensioni ragguardevoli: un metro e ottanta di lunghezza e mezzo metro sia di altezza che di larghezza.
Per “clonare” il Ponte Vecchio, Comacchio lo ha studiato a fondo, con sopralluoghi degni di uno specialista del restauro. Ricostruendo le architetture del manufatto - piloni, rostri, balaustre, travature eccetera - con dei pezzi che non si trovano, ovviamente, nei normali negozi: per reperirli si è dovuto rivolgere ad alcuni rivenditori europei e allo “scambio di mattoni” tra appassionati su internet.
Un'opera da gustare nei numerosi particolari, riprodotti con attenzione davvero maniacale: compresi i buchi delle “palle francesi” sul muro esterno della Grapperia Nardini e gli interni dei locali e delle case attigue al Ponte.
C'è poi tutta la “popolazione” che anima la scena: sopra ma anche sotto il Ponte, dove transitano sul ripiano azzurro del Brenta le canoe e i gommoni dei vari Ilario Baggio e Ivan Pontarollo, scelti da chi vi scrive come rappresentanti delle due categorie di navigatori fluviali, in versione omini di Lego.
Ne parlo perché mi sembra davvero un argomento simpatico e leggero, e in quanto tale adatto all'Epifania: quasi un break di fine Festività alle brutte notizie che hanno contraddistinto, per la pagina della cronaca, la fine dell'Anno Vecchio e l'inizio di quello Nuovo. Abbiamo bisogno, per spezzare l'aria, anche di queste amenità. Che ci dimostrano, se mai ce ne fosse bisogno, quanto la creatività nel tempo libero possa portare a godibilissimi risultati.
Anche per questa ennesima - ma inedita - riproduzione in scala dell'aspirante (© by apposito Comitato di Roberto Astuni & C.) Monumento Nazionale.
Con un materiale che apparentemente nulla ha a che fare con il Ponte ligneo: tuttavia, se ci pensiamo bene, basta togliere una “enne” ed ecco che il Legno si trasforma in Lego.
A questo punto le divagazioni del vostro cronista non possono non porgersi una domanda di pregnante attualità.
E cioè: nel ricostruire il Ponte “da zero” - e quindi in ossequio alla autorevole ma non ascoltata scuola di restauro giapponese - l'autore avrà riprodotto con i mattoncini anche quel livello della struttura altresì noto come massicciata, attualmente in fase di rimozione sul Ponte vero in vista dell'intervento di ripristino e di consolidamento statico del manufatto?
Oppure lo strato di Legoland applicato sotto il piano di calpestio percorso dai tanti colorati personaggini è più assimilabile alla maxi trave reticolare progettata, per il futuro consolidamento statico del monumento, dalla scuola di pensiero del professor Modena? Questo, cari lettori, è il dilemma.
E avvicinandomi alla conclusione, porgo i miei più sinceri e sentiti complimenti al farmacista Ruggero Comacchio per il suo capolavoro.
Ma gli chiedo anche il permesso di sollevare un unico appunto: fra i tanti personaggi che rendono ancora più vivace la scena del Ponte ricostruito con 13mila mattoncini, ne manca uno. Ed è l'omino Lego con le sembianze del vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici Roberto Campagnolo.
Immaginare in questo periodo il Ponte di Bassano senza di lui, non è cosa.

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