Alessandro Tich
bassanonet.it
Pubblicato il 24-08-2015 17:46
in Attualità | Visto 2.629 volte
 

L'eroe dei due Mondi

In Corea del Sud spopola un reality con l'italiano Alberto Mondi, nato a Mirano da padre di Romano d'Ezzelino. Una puntata è stata registrata nella nostra città: e milioni di coreani, anche in chiave turistica, hanno scoperto Bassano

L'eroe dei due Mondi

Alberto Mondi, accanto a un componente coreano del cast, nella scena del "travel show" sul Ponte di Bassano

Come si dirà, ma soprattutto come si scriverà Sparasi e Ovi in coreano?
E' meglio che i menù dei ristoranti di Bassano - ma anche i dépliant degli alberghi, le brochure dell'ufficio turistico e i testi sacri del marketing territoriale - comincino ad adeguarsi, con l'ausilio di qualche qualificato traduttore e interprete.
E questo perché, da alcuni giorni a questa parte, il nome, le bellezze e le curiosità di Bassano del Grappa hanno fatto il loro ingresso nelle case di milioni di sudcoreani. Non per merito di chissà quale fiera internazionale del turismo, ma grazie ad una trasmissione televisiva che annovera tra i suoi protagonisti il signor Alberto Mondi.

Alberto Mondi, chi era costui?

Alberto Mondi è un baldo e intraprendente giovanotto che in Corea del Sud ha trovato l'America. E il suo nome compare già su Wikipedia, indicato come television personality. Perché è la televisione, appunto, che gli sta dando un'enorme popolarità nel continente asiatico.
Proveniente da Mirano, in provincia di Venezia, il buon Alberto - che parla il coreano, oltre all'inglese e al cinese - si è prima laureato in Lingue Orientali all'Università Ca' Foscari di Venezia. Poi si è trasferito in Corea del Sud dove, dal 2008, ha svolto contemporaneamente le attività di assistente all'Università di Kangwon e di tirocinante all'ambasciata italiana di Seoul. Si è quindi fatto notare negli ambienti economici, in qualità di analista ricercatore per l'Istituto Coreano della Finanza Pubblica.
Una carriera, la sua, che è andata a tutta birra: nel 2011 è diventato infatti “Ambasciatore del Marchio” per la Corea (una specie di super-rappresentante) della Peroni Nastro Azzurro, per conto della multinazionale SABMiller che controlla il marchio della famosa birra italiana. Quindi è diventato capoarea per le vendite del gruppo Fiat Chrysler e - come se non bastasse - pure membro del direttivo della Camera di Commercio Italiana in Corea.
Insomma: ci sa fare, il ragazzo. Ma le varie attività svolte in precedenza non sono nulla in confronto al suo attuale ruolo di star televisiva. Merito del proprietario di un locale a cui, in passato, il golden boy che arriva dal Veneto vendeva la birra. Il quale, memore delle indubbie capacità comunicative del nostro eroe, lo ha segnalato ai produttori di Non Summit, in coreano 비정상회담, che più o meno, traslitterato, suona così: “Bijeongsanghoedam”.
Non Summit, tradotto in inglese e conosciuto anche come Abnormal Summit, è un programma televisivo di grandissimo successo in Corea del Sud, con un'audience consolidata - in versione sottotitolata - anche in Paesi come Cina, Russia e Turchia.
Si tratta di un reality in forma di talk show, in onda sulla rete JTBC, nel quale un gruppo di stranieri che vivono in Corea discutono in coreano su vari argomenti di attualità e di cultura varia della Corea, confrontandosi in studio con i coreani veri. Degli 11 foresti che raccontano la Corea del Sud vista con i loro occhi fa parte anche Alberto Mondi, ormai diventato, da quelle parti, una autentica celebrità.
Ma c'è di più. Dal momento che - soprattutto nelle cose che funzionano - da cosa nasce cosa, ecco che i produttori di Non Summit si sono inventati una nuova “costola” del programma, altrettanto popolare e seguita come la trasmissione originaria. Il suo titolo, in inglese, è Where Is My Friend's Home (“Dov'è la casa del mio amico”). Il nuovo format, partito lo scorso febbraio, vede i componenti stranieri del cast di Non Summit impegnati a visitare i rispettivi Paesi e le rispettive città di origine, presentandole ai loro “colleghi”, sia coreani che non coreani, in veste di turisti.
E così, lo scorso 4 luglio, il programma turistico ovvero travel show ha fatto tappa a Bassano del Grappa, per il 22simo episodio della serie andato in onda in Corea nei giorni scorsi.
E questo perché Alberto Mondi è nato a Mirano, ma da padre di Romano d'Ezzelino. E a Bassano - dove il padre gestiva un bar - ha vissuto a lungo da bambino, restando legato per sempre al ricordo della città.

Quando il pubblico fa “wow”

La puntata di Where Is My Friend's Home ambientata a Bassano è un programma a metà strada tra la sit-com, con scene e situazioni dialogate, e il documentario-reality.
Dopo essere partiti da Mirano, Alberto e i suoi amici internazionali visitano le bellezze e i locali del centro storico accompagnati - in veste di ciceroni - dai genitori del giovane italiano. Le immagini della città sono curate, con diverse riprese anche aeree (realizzate col drone) costellate di continue didascalie che indicano e spiegano questa o quella piazza e questo o quel monumento.
Una piccola lezione di storia e geografia, che comprende tra le altre cose l'ingresso in centro da Porta Dieda e anche il monumento a Vittorio Emanuele II (il monumento dell'Aquila, in piazzetta dell'Angelo all'imbocco di via Roma) con una micro-scheda sul re d'Italia al tempo del Risorgimento.
Nei momenti più spettacolari della presentazione della città, parte anche l'effetto sonoro fuori campo del pubblico che fa l'urletto “wow!” e che intensifica l'attrattività delle immagini.
Immancabile la visita al Ponte degli Alpini, dove questa volta sono gli ospiti stranieri a fare “wow” e a scattare dei selfie - che in Corea del Sud è uno sport nazionale - per immortalare il momento. Qui il papà di Alberto racconta della Grande Guerra e intona la canzone, sempre sottotitolata, “Sul Ponte di Bassano”, giungendo alla fatidica strofa “...ed un bacin d'amor” dando un bacio alla moglie. Picco di audience.
Poi la canzone del Ponte riecheggia di nuovo, cantata da tutto il gruppo assieme ad alcuni passanti locali. Nel programma si evidenzia quanto sia bello il panorama ammirato dal manufatto di legno: ma la curiosità dei turisti del gruppo, coadiuvata dalle sempre immancabili didascalie, è attirata anche dalle trote che sguazzano di sotto.
Inevitabile inoltre, nel docu-reality, lo stereotipo della “Bassano da bere”.
Gli ospiti stranieri imparano infatti la parola “grappa”, nel senso del distillato: con la traduzione coreana in sovraimpressione che fa uscire dalla didascalia delle scintille di fuoco. Scintille che escono idealmente dalla gola di uno dei turisti asiatici dopo un sorso di grappa nel negozio-museo di Poli.
E c'è anche la scenetta dell'aperitivo al bar Dissegna in via Museo, dove il coreano di turno ripete più volte la parola “spritz” - evidentemente molto difficile da pronunciare a Seoul - prima di ordinarlo al barista.
Lo stesso turista asiatico, mentre raggiunge il resto del gruppo, fa finta di barcollare dopo il consumo alcolico: e anche questo stereotipo in salsa bassanese è servito.
La riunione finale del gruppo, prima dei saluti, si svolge in piazza Garibaldi, sui tavolini del locale Sotto la Torre. Col titolare Tiziano Ferronato impegnato in prima persona a servire agli ospiti euro-asiatici, davanti alle telecamere, un corroborante spuntino nel corso del quale gli stranieri del travel show imparano anche la parola “bruschetta”.
E' questa anche la parte più “familiare” del programma, col papà e soprattutto la mamma del bravo Alberto che tessono affettuosamente le lodi del loro figlio e il loro figlio che, in coreano, cede ai ricordi e alla nostalgia.
Quindi il tour di Bassano finisce, per dare la linea alla seconda parte della trasmissione ambientata in Canada.

Se son rose, fioriranno

La puntata bassanese di Where Is My Friend's Home (in coreano 내 친구의 집은 어디인가, così, tanto per la cronaca) non è passata inosservata. L'hanno infatti vista, Auditel coreano alla mano, non meno di quattro milioni di telespettatori. Più le visualizzazioni sul web, che aumentano il pubblico in maniera indefinita.
E nel Paese del Gangnam Style è nata l'improvvisa attrazione per la nostra città. Ovvero: “I love Bassano”, questa volta in salsa coreana.
Lo conferma lo stesso Alberto Mondi, che riferisce a mezzo stampa di essere stato contattato “dalla più grande agenzia turistica della Corea, che mi ha fatto sapere come moltissime persone abbiano cominciato a richiedere dei tour in Veneto al posto delle solite mete, come Roma e Firenze”.
C'è da prendere questa cosa sul serio. I cittadini della Corea del Sud - la quale, è bene non dimenticarlo, è una delle nuove potenze economiche mondiali - sono infatti molto sensibili ai messaggi e alle suggestioni che arrivano dal piccolo schermo. Prendete ad esempio il caso del parco nazionale dei Laghi di Plitvice, in Croazia: l'anno scorso - dopo essere stata la location di una puntata di un altro “reality di viaggio” sudcoreano di successo, intitolato Noonas Over Flowers - è stato preso d'assalto da 252mila (duecentocinquantaduemila) turisti del Paese asiatico.
Ecco perché è meglio cominciare a pensare a come si scrive Sparasi e ovi in coreano. Se ne è reso conto anche l'assessore bassanese alle Attività Economiche Giovanni Cunico, che sempre in dichiarazioni alla stampa ha annunciato che il Comune è intenzionato a utilizzare alcune inquadrature del travel show coreano, assieme a quelle della fiction di RaiUno che sarà girata sempre a Bassano il prossimo autunno (“Di padre in figlia”, su soggetto Cristina Comencini, per la regia di Riccardo Milani NdR), per realizzare un video promozionale della città. Al netto, ovviamente, dei Diritti Rai (ancora NdR).
E se per caso volete dare un'occhiata a Bassano del Grappa raccontata in coreano, ecco il link al programma: www.dramatv.tv/watch-drama/where-is-my-friends-home--ep-22-english-sub.html
La parte bassanese della puntata inizia a 15 minuti e 28 secondi.
Se son rose fioriranno, come dice il solito saggio. E - comunque sia -, sotto il profilo del potenzialmente importante richiamo turistico nei confronti del Paese dell'Estremo Oriente, il dado è tratto. Merito del giovane e dinamico Alberto, star televisiva nel continente asiatico, che gettando un ponte via etere tra Bassano e Seoul è diventato il nuovo eroe dei due Mondi.