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Laura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it
Modalità lettura 5 - n.1
Primo numero targato 2026, per la rubrica di Bassanonet dedicata alla lettura, all'esplorazione, all'ascolto. Al centro, un Ep e una Comunità dove si lotta contro le dipendenze
Pubblicato il 15-02-2026
Visto 197 volte
La nostra rubrica dedicata alla lettura, all'esplorazione di realtà artistiche e culturali, e all'ascolto, in questo numero d’esordio nel 2026 fa un viaggio speciale: musicale, ma anche informativo e sociale insieme. Al centro, un Ep interessante, ma soprattutto un progetto nato in un luogo vicino e contemporaneamente lontano, per costituzione un mondo a parte, protetto per essere a protezione di persone fragili.
La meta è la Comunità Ca’ delle Ore di Breganze, una realtà che accoglie persone con problemi di tossicodipendenza nel percorso di liberazione dalla droga.
da sx, Alessandro Valente e Matteo Trevisan, della Comunità Ca' delle Ore
Ad accompagnare nella visita è il Direttore, Matteo Trevisan, psicologo e psicoterapeuta alla guida della Comunità dal 2024, che introduce negli spazi della struttura: si tratta di una villa storica, Villa Elettra, situata su un terrazzo collinare panoramico, la pianura ingentilita da un velo di nebbia.
Una dimora in cui anche durante i conflitti mondiali si salvarono vite immersa in un ambiente particolarmente rasserenante, un luogo curato, pensato come micro mondo accogliente: all’esterno il verde naturale della collina, un orto e un uliveto, e attorno quelle che furono le pertinenze della Villa animate da attività — vi è anche una pizzeria a uso interno. La comunità accoglie sia utenti inviati dal Serd, ragazzi e uomini valutati idonei a intraprendere un percorso in comunità, sia persone che hanno deciso privatamente di rivolgersi ai suoi servizi.
La Comunità nacque nel 1981 curata da Padre Ireneo Forgiarini, dei frati minori Veneto-Friulani, in anni in cui la tossicodipendenza si imponeva con urgenza come questione sociale, ancora poco compresa e spesso affrontata con strumenti inadeguati. In oltre quarantacinque anni di attività, la comunità ha accolto più di 850 persone.
Nei primi anni l’approccio era fortemente influenzato da discipline orientali — lo yoga è tra quelle rimaste centrali — e aveva una modalità di approccio del tipo che oggi si definirebbe transpersonale. Nel tempo il modello è evoluto, integrando tecniche e modalità sulla base di nuove ricerche ed esperienze nel settore.
Nel 2007, l’arrivo di un nuovo Direttore, uno psichiatra, ha implementato l’impostazione relazionale; con l’attuale direzione l’accento viene posto in modo importante sulla condivisione dei traguardi e sul senso di corresponsabilità degli ospiti, chiamati a essere parte attiva e consapevole del proprio percorso. Viatici alla rinascita salutare, ma non solo, fanno parte del programma anche attività come rugby, tai-chi, shiatsu, mindfulness, e musicoterapia.
Attualmente Ca’ delle Ore ospita circa una ventina di persone, di età compresa tra i 18 e i 35 anni.
L’équipe è composta da 11 professionisti, tra essi uno psichiatra, affiancata da un gruppo di circa 20 volontari, il cui contributo è prezioso come presenza creante un tessuto di relazione, di supporto alle iniziative esterne — gite in montagna, uscite… — e come aiuto nelle attività dei laboratori: è presente un laboratorio di gioielleria e collaborano attualmente con gli operatori due liutai. La musica ha avuto un ruolo importante in comunità.
Come anticipato, entrati in questo mondo, questo articolo avrà al centro un Ep. Da qualche tempo è nato all’interno dei laboratori della comunità un progetto che ha portato alla realizzazione di un prodotto musicale in piena regola, inciso dai ragazzi ospiti.
Dopo una lavorazione di oltre nove mesi all’interno della struttura, la registrazione è avvenuta presso X-Land Studio a Zugliano, con un lavoro curato anche sotto il profilo formale e legale, perché l’obiettivo era creare un prodotto artistico vero e proprio, che fosse sì l’espressione “terapeutica” di un processo positivamente attivante, ma anche testimonianza dell’impegno profuso per portare a compimento un obiettivo comune, in raccordo con un ambiente professionale.
La comunità dispone di una sala prove strutturata, cresciuta nel tempo. Qui, l’operatore Alessandro Valente ha seguito i ragazzi nel lavoro musicale. Sono nati molti brani e ne sono stati selezionati alcuni. Prima la musica, poi gradualmente i testi, sempre frutto di mediazione e lavoro collettivo.
Il gruppo in/electra (dal nome della Villa), ha iniziato la sua attività nel 2024, suonando delle cover nella cornice della festa annuale della comunità. Da quel momento è nata la voglia ed il desiderio di scrivere ed arrangiare dei brani originali che raccontassero gli stati d’anima vissuti durante gli anni più bui della vita fino ad arrivare a riscoprire la propria luce.
Il progetto ha preso forma e a fine agosto 2025 è uscito l’EP “Stati d’anima”, presentato per la prima volta live in occasione della festa di fine estate organizzata annualmente all’interno della struttura. In seguito è stato riprodotto anche all’interno di una rassegna culturale di Schio.
L’Ep contiene quattro canzoni, i cui testi narrano simbolicamente le tappe del percorso terapeutico intrapreso.
Sono qui rappresenta il centro, l’inizio: racconta l’idealizzazione della “sostanza”, la fascinazione, la deviazione. Un ritmo rockeggiante e un cantato rap per quello che è il testo più narrativo e più complesso, dove si prova a evocare gli scenari dei “perché” di tanta rabbia verso il mondo e verso se stessi. Toccante, il rapporto intenso con demoni e pesi nel cuore, alla ricerca del motivo di quel comune troppo forte “freddo tra la gente”, e poi un coro pieno di dignità: “anche se ci davano per persi / e non siam più gli stessi / siamo in piedi / e siamo ancora qui”.
Anima, più etera, chitarra elettrica al centro, è una ballata che restituisce il vissuto emotivo più profondo, narra di occasioni perse, di fughe dalla realtà che spengono il sole e squagliano l’anima.
In Mondo distrutto, un pezzo ritmato, si segna un cambio di passo, nuova energia scorre: dal down alla voglia di riscatto. Qualcosa di quasi guerriero insorge, alleato di un combattimento quotidiano. Fucile e armature contro un dolore a cui non cedere più.
In Parola in codice, con un fischiettato beneaugurante, inizia una rinascita con compagna a fianco la libertà, e finalmente, dopo antichi dolori e eccessi cronici, appare “un Sol-e che Mi Si Fa Re”.
Asatoreggae è una rilettura creativa, e divertita, di un mantra in sanscrito, l’Asato Maa, che viene cantato ogni mattina nella comunità: un rituale diventato canzone e qui riproposto in chiave reggae.
Nella grafica, curata da Paolo Gasparini (all’interno una chiavetta), in copertina compare un cuore elettrico, simbolico, un “dentro” che batte di nuova energia e che porta impresse cicatrici di quelle che si augura con forza a questi uomini diventare opere del kintsugi: "riparate con l'oro".
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