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Tempio Ossario, Dopo il “niet” romano alla riapertura il 24 maggio, Rosanna Filippin difende il governo: “Sulla sicurezza non si può chiudere un occhio”. E aggiunge: “Il governo ha fatto la sua parte garantendo i fondi per i lavori”

Pubblicato il 20-02-2015
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Ci risiamo. Il “niet” della struttura della Presidenza del Consiglio che si occupa dei luoghi di rilevanza nazionale in occasione del centenario della Grande Guerra circa la possibilità di riapertura del Tempio Ossario di Bassano del Grappa il 24 maggio - rispedendo la delegazione bassanese, scesa a Roma allo scopo, con le pive nel sacco - ha rinfocolato le discussioni e le polemiche sull'argomento, che già avevano oltremodo monopolizzato l'ultima campagna elettorale per le comunali.
Sulla mancata apertura anticipata della chiesa si è rifatta sentire ad alta voce l'assessore regionale Elena Donazzan, presidente del Comitato “Riapriamo il Tempio Ossario”, promosso da Reteveneta, ed è ripreso il ping-pong di dichiarazioni sull'infelice situazione del sacro monumento.
Oggi è il turno della senatrice bassanese del Partito Democratico Rosanna Filippin, che interviene con una nota stampa trasmessa alle redazioni in difesa della posizione della struttura di governo.

La senatrice Rosanna Filippin (da facebook)

“Governo trasparente e chiaro. Sulla sicurezza non si può chiudere un occhio” - titola il comunicato della parlamentare dem.
“Che il Tempio Ossario resti chiuso il 24 maggio dispiace e rammarica certo - dichiara la Filippin -, ma dobbiamo essere chiari e onesti con i cittadini: la Regione si straccia le vesti ora, ma sul tavolo c’è una questione che si protrae da almeno 7 anni. Anni in cui anche la Regione ha dormito e perso tempo. Chi oggi grida allo scandalo dimentica la cosa più importante: finalmente c’è un governo che ha garantito i soldi dell’intervento per un edificio che non è nemmeno di sua proprietà. E questo anche grazie alle pressioni e all’impegno di noi parlamentari.”
“Il Governo - aggiunge la senatrice - è stato chiaro: il 24 maggio non si può aprire il Tempio Ossario non per la burocrazia ma per questioni di sicurezza. Detto questo, se possono esserci delle soluzioni per aprire temporaneamente ben vengano, ma non possiamo far finta che non ci siano delle regole e delle norme da rispettare. E sono quelle stesse norme che ci fanno giustamente scandalizzare quando non vengono rispettate. Lo Stato non può e non deve avere questa cattiva abitudine. Prima si fanno gli appalti, con tutti i crismi e la trasparenza necessaria, e poi si affidano e si eseguono i lavori. Non si può semplicemente chiudere un occhio, perché le conseguenze ce le raccontano poi gli scandali che anche la nostra regione ha vissuto in questi mesi.”
“Dopo 7 anni - conclude l'esponente del PD - abbiamo la garanzia che finalmente questo monumento verrà sistemato e ci sono buone probabilità che già nel 2016, durante quindi i tre anni di celebrazione del Centenario, diventi almeno in parte accessibile. Questo è il vero risultato, nell’impegno che dobbiamo portare avanti di valorizzare la nostra storia e ricordare i 5 mila caduti che qui riposano.”
Così parlò Rosanna Filippin. Avanti il prossimo.

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