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Un futuro luminoso
Partono i test sull'illuminazione pubblica di nuova generazione a Bassano. Il 13 febbraio, con “M'illumino di meno”, occhi puntati sulle luci a led di via Vittorelli. Con un sondaggio tra i cittadini sulla percezione e gradimento dei lampioni 2.0
Pubblicato il 11 feb 2015
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Luminanza, retrofit, fotometrica, dimmerazione.
Non serve che guardiate wikipedia o treccani.it: era solo per farvi capire le meraviglie e misteri del linguaggio tecnico che inquadra e specifica il progetto di test delle apparecchiature e dei sistemi di illuminazione pubblica di nuova generazione, presentato oggi in conferenza stampa in municipio a Bassano del Grappa con l'intervento degli assessori comunali Giovanni Cunico e Linda Munari e dell'ing. Ivo Zancarli, della società Grafica Light di Arco (Trento), responsabile del progetto medesimo.
Una sperimentazione che, nella prospettiva del risparmio energetico, si rende quanto mai necessaria. Perché gli 8750 punti luce disseminati sui lampioni del territorio comunale sono in gran parte montati con le vecchie lampade al sodio e quindi obsoleti e dispersivi. In più consumano una madonna: 800mila euro di bolletta elettrica annuale che il Comune deve sborsare all'Enel.
Gli assessori Linda Munari e Giovanni Cunico alla presentazione del progetto in conferenza stampa (foto Alessandro Tich)
E' dal 2012, in realtà, che il Comune di Bassano sta perseguendo la nuova frontiera della luce sostenibile, con la redazione del P.I.C.I.L. (Piano Comunale di Illuminazione Pubblica) e soprattutto con l'adesione, con la qualifica di città partner, ai progetti europei per lo sviluppo e la diffusione delle buone pratiche di pianificazione innovativa dell'illuminazione urbana.
E così l'attuale giunta comunale prende in eredità quanto già attivamente sviluppato in questo campo dalla passata Amministrazione (© by assessore Andrea Zonta) e lancia un test definitivo e interattivo con la popolazione su alcuni prototipi di lampione 2.0 già installati in alcuni punti della città.
E' quanto prevede il progetto europeo “Sunshine” (acronimo di Smart UrbaN Services for HIgher eNergy Efficiency), a cui Bassano ha aderito, il cui obiettivo principale è quello di fornire “servizi intelligenti”, testati dai cittadini prima di funzionare a regime, per il miglioramento dell’efficienza energetica.
Venerdì 13
L'esperimento avrà inizio, scaramanzia a parte, venerdì 13 febbraio.
E' quella infatti la data dell'edizione 2015 di “M'illumino di meno”, la giornata nazionale del risparmio energetico promossa dalla trasmissione “Caterpillar” di RaiRadio2, a cui Bassano ha aderito anche quest'anno.
In quella occasione, come anticipa l'assessore Cunico, sarà effettuato come sempre lo spegnimento simbolico - dalle 18.30 alle 20 - delle luci di alcuni monumenti e spazi pubblici del centro storico: Ponte degli Alpini, piazze, loggetta del municipio. Ma quest'anno allo spegnimento, nella stessa fascia oraria, corrisponderà anche un'accensione: quella dell'installazione pilota delle sei lampade artistiche con sorgente a led a luce bianca - prototipate per le misure di Bassano, realizzate da Guzzini su progetto di Grafica Light e design degli architetti Luisa Stevan e Claudia Campana - collocate nel tratto nord di via Vittorelli e identiche agli analoghi apparecchi di luce montati in due esemplari in piazzetta Guadagnin e in tre in vicolo della Torre.
Per accentuare l'effetto visivo dei nuovi impianti, le vecchie lanterne a luce gialla del tratto sud via Vittorelli verranno spente. Sotto i punti luce di nuova generazione saranno collocati dei pannelli esplicativi che inviteranno i cittadini ad esprimere il loro parere sulle caratteristiche dei nuovi impianti: qualità della luce, comfort visivo, livello di illuminazione, risparmio energetico.
Per i dotati di smartphone e affini, lo si potrà fare sul posto: basterà puntare il dispositivo sul QR code stampato sul pannello. Si potrà partecipare al sondaggio anche in un'area dedicata del sito internet del Comune.
Mentre in altre occasioni pubbliche - alla frequenza mediamente di una al mese e in concomitanza di eventi e manifestazioni serali - saranno condotte delle interviste mirate alla gente con la collaborazione degli scout.
Test a test
Il sondaggio, infatti, durerà almeno un anno. Il tempo necessario per raccogliere - in diverse stagioni e quindi in differenti condizioni ambientali - almeno un migliaio di interviste sulla percezione e sul grado di soddisfazione della cittadinanza rispetto ai prototipi della luce che verrà, in un contesto come quello del centro storico in cui l'illuminazione stessa è parte integrante del paesaggio urbano.
Nell'area pilota saranno inoltre testate le tecnologie che permettono la gestione in remoto - tramite pc o tablet - degli impianti di luce, raccogliendo dati sensibili che daranno indicazioni importanti riguardo ai consumi reali delle lanterne tecnologiche rispetto a quelle di vecchia generazione.
Ma quello in centro storico non sarà l'unico test. Nel corso dell'anno altre verifiche hi-tech saranno compiute in due punti della città già dotati di illuminazione pubblica a led: viale Monte Grappa e il parcheggio del cimitero di Angarano.
Qui sarà sperimentato il software per la “dimmerazione” delle lampade, e cioè la possibilità di ridurre o di aumentare in remoto l'intensità e la tonalità della luce, nella prospettiva del vero obiettivo dell'illuminazione pubblica sostenibile: illuminare quando serve. E cioè con impianti sempre accesi di notte, ma regolati e modulati in intensità in base agli orari e alle esigenze. Superando i limiti degli attuali quadri elettrici di controllo dell'illuminazione pubblica che obbligano - come sanno bene i bassanesi, memori della recente epoca dello spegnimento notturno a rotazione dei lampioni nei quartieri - o al tutto acceso oppure al tutto spento, senza modulazioni o vie di mezzo.
E con l'obiettivo primario del risparmio: con l'intera rete di illuminazione pubblica rinnovata negli impianti e a regime, la proiezione è di un abbattimento del 50% della bolletta energetica. Una previsione che dovrà essere verificata proprio dai test del progetto “Sunshine”. Per il solo centro storico (252 apparecchi, 4000 ore di funzionamento all'anno) la stima è quella di una riduzione dei consumi dagli attuali oltre 115 kWh a poco più di 22 kWh e di un risparmio di circa 74 euro all'anno per punto luce.
Tutto il mondo è PAES
L'intervento sperimentale, come ha specificato l'assessore Linda Munari, rientra nelle linee guida del PAES: il Piano di Azione delle Energie Sostenibili che guida le azioni della pubblica amministrazione nel campo dello sviluppo sostenibile, dopo l'adesione del Comune di Bassano del Grappa al Patto dei Sindaci nel novembre 2012 con l'obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 entro il 2020 e, più in generale, di mettere in atto in sinergia con i cittadini tutte le buone pratiche finalizzate al risparmio energetico. A tale scopo, l'Amministrazione si impegna a dare evidenza dello stato di attuazione delle proprie azioni attuali e future e a valorizzare l'impegno di tutte le associazioni e cittadini che operano volontariamente nel campo della sostenibilità attraverso un'apposita sezione nel sito internet del Comune dedicata alla fase di realizzazione del PAES.
Intanto è il momento di accendere le luci, per sottoporle al parere dei cittadini.
La fase dei test, dopo un anno di sperimentazione, darà quindi luogo alla definizione di un piano di intervento per l'adeguamento della rete di illuminazione pubblica all'obiettivo dichiarato del risparmio sostenibile.
Ma, per risparmiare, bisogna spendere. E non poco. La sostituzione degli oltre 8000 punti luce del Comune di Bassano con altrettanti impianti di nuova generazione costa - alle stime attuali - 7 milioni e 160mila euro, mica bruscolini. Non si tratta infatti di cambiare semplicemente le lampadine: bisogna infatti ridefinire l'intera rete di supporti, infrastrutture, sottoservizi. Un investimento impegnativo e tuttavia ammortizzabile se spalmato in più anni con i rientri del risparmio nella bolletta. E' una somma di cui il bilancio del Comune di Bassano non dispone ma che, come per gli altri Comuni, può essere preventivata attingendo ai contributi regionali ed europei dedicati allo scopo.
E' un gioco che vale la candela, per aspirare a un futuro luminoso.
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