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Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore responsabile
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Attualità

Parco acquatico

Difesa idrogeologica: una cassa di laminazione nel parco di Villa Negri a Romano conterrà le piene del torrente Mardignon evitando gli allagamenti delle zone a sud. Un progetto congiunto di Amministrazione comunale e Consorzio di bonifica

Pubblicato il 29-01-2015
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Sarà il parco a “fermare” l’acqua.
Il parco in questione è quello di Villa Negri a Romano d’Ezzelino, l’area di proprietà comunale che si estende su una superficie di 200mila metri quadrati. L’acqua è quella degli allagamenti che a seguito di eventi piovosi, causa l’ingrossamento del torrente Mardignon, incombono sulla zona di via Spin, via XI Febbraio e vie circostanti e nel territorio limitrofo a sud fino a Mussolente.
Gli ultimi eventi che hanno creato criticità idrauliche agli abitati di San Giacomo e di Fellette risalgono all’anno scorso (21 luglio e 28 agosto 2014), ma altri si sono verificati in passato e il cambiamento climatico ne fa registrare sempre più frequenti.

L'assessore Ronchi presenta l'intervento in conferenza stampa (foto Alessandro Tich)

Un problema che si trascina da anni, per risolvere il quale l’Amministrazione comunale e il Consorzio di bonifica Brenta stanno per mettere in cantiere un progetto individuato a monte delle zone a rischio, mirato alla realizzazione di un sistema di trattenimento delle eccedenze idriche provocate dal maltempo.
Si tratta di una cassa di laminazione - e cioè un invaso di contenimento - delle acque del torrente Mardignon che sarà collocata nelle pertinenze del parco della Villa, che a seguito dell’intervento diventerà “un’oasi ecologica con funzioni idrauliche”.
“L’ipotesi è quella di coniugare l’aspetto storico-paesaggistico di Villa Negri e del suo parco con la tutela idrogeologica delle popolazioni a sud - spiega l’assessore ai Lavori Pubblici Massimo Ronchi -. Con la realizzazione dell’invaso saranno ricavati tre laghetti che avranno lo scopo di contenere le conseguenze del fenomeno delle bombe d’acqua. I laghetti saranno inseriti in un’oasi naturalistica, con attenzione ai percorsi e alle alberature.”
In altre parole: l’opera idraulica fungerà da “polmone di sfogo” per le acque in eccesso, ma inserita in un contesto di valenza paesaggistica.
Il progetto è stato reso possibile grazie a un contributo di 500mila euro, ottenuto dalla Regione Veneto su proposta del Consorzio di bonifica Brenta.
E’ in fase di redazione il progetto esecutivo dell’opera, a cura del Consorzio, che dovrà essere presentato alla Regione, per l’approvazione, entro il 31 dicembre di quest’anno.
Dopodiché, nel 2016, saranno eseguiti i lavori che trasformeranno l’area di Villa Negri in un “parco acquatico” unico nel suo genere.
Come spiega il direttore del Consorzio di bonifica Brenta ing. Umberto Niceforo, “il Mardignon è un corso d’acqua a regime torrentizio che provoca problemi in tempo di piena, percorre ambiti piuttosto urbanizzati e una sua ricalibratura, per aumentarne la sezione e quindi la capacità di deflusso, non trova spazi disponibili e presenta costi inaffrontabili.”
E allora? E allora il problema va risolto, appunto, a monte.
La cassa di laminazione del parco di Villa Negri “intercetterà” le acque in piena del rio Dolzetta, affluente del Mardignon, trattenendole nei “laghetti” dell’invaso che avrà una capacità di circa 35mila metri cubi. In questo modo la portata massima del Mardignon potrà essere dimezzata, e quindi tutto il sistema a valle messo in sicurezza. Una volta passata la piena, tramite la regolazione di apposite paratoie, l’acqua immagazzinata nell’invaso sarà fatta defluire e sarà gradualmente ripristinato il normale livello del torrente. “L’ambito è prossimo al pregevole contesto di Villa Negri - sottolineano i promotori dell’intervento -, per cui c’è l’intenzione da parte del Consorzio e del Comune di progettare un intervento con la massima attenzione e rispetto, potendo diventare anzi occasione per una ulteriore riqualificazione dell’area antistante la Villa da attuale prato stabile a parco con fruizione pubblica.”
“Sicuramente in questi 10 anni di Amministrazione andiamo a risolvere in modo definitivo il problema dell’acqua - afferma il sindaco di Romano d'Ezzelino Rossella Olivo -. Al mio arrivo si ripresentava con frequenza il problema di via Spin e laterali, via Romita, via Negri con allagamenti continui e problemi per i residenti e le auto in transito. In parte abbiamo già risolto il problema in via Negri, in collaborazione con Etra e col Consorzio. Andiamo adesso a risolvere l’ultima parte.”
Particolare non secondario: come evidenziato dal dirigente dell’Area Tecnica del Consorzio di bonifica Brenta Leonildo Vicentini, per la realizzazione dell’opera - che insiste in un’area messa a disposizione dal Comune - non si dovrà procedere ad espropri di terreni nei confronti di privati, come accaduto per gli altri bacini di laminazione finora realizzati nel Veneto, Caldogno in primis. Una circostanza vantaggiosa che rende possibile l’esecuzione del progetto in tempi più ristretti.

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