Alessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 02-03-2014 20:51
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In principio era Dino

In provincia di Vicenza la rediviva Forza Italia riparte da Dino Secco, nominato da Berlusconi coordinatore provinciale del partito. L'eterno ritorno nella stanza dei bottoni di un politico per tutte le stagioni

In principio era Dino

Dino Secco, neo nominato coordinatore provinciale forzista

In principio era Dino. E la rinata Forza Italia, uscita da una costola del defunto PdL, riparte da lui. E così Dino Secco, l'uomo dell'eterno ritorno, si trova nuovamente nella stanza dei bottoni: nominato ieri coordinatore provinciale per Vicenza del partito di Berlusconi, su proposta del coordinatore regionale Marco Marin e su investitura diretta del Cavaliere.
Un incarico che in vista dei vicini appuntamenti elettorali lo vede nuovamente in prima linea a gestire i destini locali della rediviva formazione politica di centrodestra, di cui già aveva la tessera prima della confluenza nel Popolo della Libertà. E che ne conferma l'indiscussa abilità di rinnovarsi nella veste di politico per tutte le stagioni.
Pochi, come lui, hanno infatti dimostrato di saper navigare sulle procellose, mutevoli e soprattutto insidiose acque della politica: da 40 anni sulla cresta del voto (nel 1975 era già vicesindaco di Solagna e assessore in Comunità Montana e nel 1985 fu eletto per la prima volta sindaco di Solagna), ha superato indenne ogni mutamento di vento e di direzione, alla base delle costanti fluttuazioni dei cosiddetti equilibri di partito.
E nonostante non tutte le sue corse elettorali siano andate a buon fine (per la Regione nel 2005 e per la Camera dei Deputati l'anno scorso) Dino Secco è sempre lì, forte della sua riconosciuta e pluriennale esperienza, a dettare i ritmi e le strategie del consenso per la sua parte politica.
Un rappresentante della vecchia guardia che ha anche molto da insegnare su come muoversi all'interno delle istituzioni: è stato a modo suo un capolavoro il suo auto-riciclo presso la Provincia di Vicenza, di cui è stato vicepresidente e assessore al Turismo. Una volta dismesso e commissariato l'ente provinciale - affidato oggi al commissario ed ex presidente Attilio Schneck - e disciolti la giunta e il consiglio provinciale, è riuscito a reinventarsi il ruolo di Capo di Gabinetto e portavoce della Provincia commissariata medesima.
Continuando, oltretutto, ad occuparsi di turismo con il suo parallelo incarico a Vicenzaè, il Consorzio di promozione turistica che presiede da otto anni a questa parte.
Ma l'ex vicepresidente della Provincia - attività istituzionali a parte - è in primo luogo un uomo di partito, e la nomina a coordinatore provinciale della nuova Forza Italia ne rappresenta, in qualche modo, la consacrazione.
Una promozione che non arriva a caso, ma che è anche frutto delle utili “alleanze interne” che l'esponente politico bassanese ha saputo intessere, coltivare e conservare nel tempo.
Benché formatisi negli anni che furono in palestre politiche diverse (democristiano lui, socialista lei) Secco ha soprattutto dalla sua parte il proficuo dialogo con l'area dell'europarlamentare Lia Sartori, potente domina del partito berlusconiano in terra vicentina.
Ne consegue - per proprietà transitiva - anche una sua forte “consonanza” col senatore Pierantonio Zanettin, ex coordinatore provinciale del PdL, anch'egli rientrato nei ranghi di Forza Italia e nominato ieri tra i vicepresidenti del nuovo comitato di presidenza della Regione Veneto del partito, con delega al fundraising.
Personaggio pubblico e in quanto tale molto sensibile al riscontro di immagine e di consenso sui media, l'ex sindaco di Solagna può inoltre anche contare su un consolidato e oltremodo tambureggiante presenzialismo in alcuni ambiti dell'emittenza televisiva locale.
E per restare sul piano locale, non è un segreto che il neo nominato coordinatore provinciale di FI sia il deus ex machina - e non da oggi - delle grandi manovre per la formazione della lista e/o coalizione di centrodestra in vista delle prossime elezioni amministrative a Bassano del Grappa.
Ogni nome - dai possibili pretendenti alla candidatura a sindaco fino all'ultimo della lista - deve necessariamente passare sul suo tavolo, anche se la squadra elettorale del centrodestra bassanese non sarà probabilmente limitata alla sola componente forzista, nel tentativo di unire le forze per riconquistare il Comune “perso” cinque anni fa con l'indiscussa vittoria di Cimatti.
Ma adesso sul suo tavolo - dopo la novità di ieri - dovranno passare anche tutti i nomi dei possibili e aspiranti candidati di Forza Italia alle amministrative negli altri Comuni e per il voto europeo, che per conquistare un posto in lista dovranno necessariamente ottenere la sua approvazione.
Non la ottenessero, la loro aspirazione rimarrebbe a Secco.

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