B.

Alessandro TichAlessandro Tich
Direttore responsabile
Bassanonet.it

Cronaca

Tangenti, terremoto alla Steda

Quattro arresti e quattro denunce per un giro di mazzette che avrebbe favorito la Steda Spa di Rossano Veneto in appalti di ricostruzione post-terremoto in Abruzzo. Tra i denunciati l'Ad di Steda Daniele Lago: la sua confessione è stata determinante

Pubblicato il 08-01-2014
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C'è anche Daniele Lago, 40 anni, imprenditore di Bassano del Grappa, titolare e amministratore delegato dell'impresa generale di costruzioni Steda Spa di Rossano Veneto, tra le quattro persone denunciate a seguito dell'operazione della Squadra Mobile della Questura dell'Aquila, coordinata dalla Procura della Repubblica dell'Aquila, che ha scoperto un giro di presunte tangenti per gli appalti della ricostruzione post-terremoto in Abruzzo.
L'operazione - denominata “Do ut Des” e scattata nelle prime ore di questa mattina - ha portato inoltre all'esecuzione di quattro misure cautelari in regime di arresti domiciliari nei confronti di altrettanti amministratori e funzionari pubblici aquilani accusati a vario titolo di corruzione, millantato credito, appropriazione indebita su appalti e falsità materiale e ideologica.
Tra i quattro denunciati, oltre a Lago, spicca il nome di Roberto Riga, attuale vice sindaco dell'Aquila - immediatamente dimessosi dall'incarico - e assessore all'Urbanistica all'epoca dei fatti contestati.

I lavori di messa in sicurezza, affidati a Steda Spa, di Palazzo Carli, sede del rettorato dell'Università dell'Aquila (fonte immagine: abruzzo24ore.tv)

E' stato proprio il titolare della Steda di Rossano, interrogato dagli inquirenti, a far scattare le indagini che hanno scoperchiato il sistema delle mazzette nell'Aquila del post sisma. Indagato dalla Procura del capoluogo abruzzese per un presunto illecito collegato ad un appalto, Lago ha deciso di vuotare il sacco rivelando al procuratore Fausto Cardella e ai pm Antonietta Picardi e David Mancini i dettagli di quello che sarebbe poi emerso come un vero e proprio sistema di “dedizione costante ad attività predatorie in danno della collettività” - come scrive il Gip Romano Gargarella nelle ordinanze di arresto eseguite oggi - messo in atto dalla “disponibilità corruttiva” di alcuni amministratori pubblici aquilani e di loro complici per l'aggiudicazione alla società di Rossano di appalti di costruzione o di puntellamento degli edifici dopo il terremoto del 6 aprile 2009.
Nella fattispecie, come si evince dalle ordinanze di custodia cautelare, Lago avrebbe pagato tangenti per un valore complessivo di almeno 500mila euro per il primo importante appalto della Protezione Civile aggiudicato alla Steda Spa nel post-terremoto in Abruzzo - la costruzione, in Associazione Temporanea d'Impresa con altre imprese, tra cui la “Mercatone Uno Spa”, di 900 Moduli Abitativi Provvisori in legno (notizie.bassanonet.it/attualita/3633.html) per un importo aggiudicato di oltre 35 milioni di euro - e per ottenere corsie preferenziali per i lavori di messa in sicurezza di alcuni edifici danneggiati dal sisma.
Secondo quanto emerso nell'inchiesta, i quattro indagati finiti agli arresti domiciliari (Pierluigi Tancredi, dirigente dell'Asl dell'Aquila e all'epoca consigliere comunale con delega al recupero dei beni della città; Daniela Sibilla, dipendente del Consorzio dei beni culturali della Provincia; Vladimiro Placidi, all'epoca assessore comunale alla Ricostruzione dei beni culturali e direttore del Consorzio dei beni culturali della Provincia; Pasqualino Macera, all'epoca funzionario responsabile Centro-Italia della “Mercatone Uno Spa”) e gli altri denunciati oltre a Lago (il già citato Roberto Riga, assessore comunale dell'epoca; Mario Di Gregorio, funzionario comunale responsabile dell'Ufficio Ricostruzione; Fabrizio Menestò, all'epoca direttore e progettista dei lavori per la messa in sicurezza di Palazzo Carli all'Aquila) avrebbero favorito con una serie di atti illeciti la Steda Spa, in forma continuativa e con tanto di “tariffario” per i favori da garantire.
Secondo i capi di imputazione, su indicazione e consiglio di Tancredi - considerato il vero “cervello” dell'illecito giro - “Lago prometteva a Tancredi, Sibilla e Macera il pagamento di somme di denaro indicate nel contratto stipulato in data 18 dicembre 2009 tra la Steda Spa e la DA.MA Consulting srl, società creata ad hoc il 22 ottobre 2009 al fine di giustificare formalmente i versamenti di denaro dalla Steda Spa.”
Le somme promesse erano pari a un tariffa fissa di 7.200 euro mensili per una durata di 12 mesi, oltre a percentuali su ogni singolo lavoro procurato (7% per lavori fino a mezzo milione di euro, 3% per lavori fra i 5 e 10 milioni di euro).
Di tali somme “venivano effettivamente erogate sei mensilità, per un totale di 43.200 euro”. Inoltre Lago “consegnava a Tancredi cinque moduli abitativi provvisori del valore economico di mercato variabile di 40 mila euro ciascuno; e in almeno un'occasione 10 mila euro in contanti.” Somma, quest'ultima, che avrebbe costituito la prima tranche di una tangente da 30mila euro concordata con l'assessore Riga, per il tramite di Tancredi, affinché offrisse i suoi buoni uffici per l'acquisizione dei lavori di messa in sicurezza di un immobile del Consorzio Alto.Ma.C. dell'Aquila: appalto che, tuttavia, è stato poi affidato a un'altra impresa.
Tra gli altri fatti contestati dagli inquirenti - ma l'elenco potrebbe proseguire ancora - c'è anche un versamento di 24mila euro effettuato da Lago nel febbraio del 2010 alla Pro.ges Srl, società dell'assessore Placidi, “con la fittizia giustificazione del pagamento di un progetto di ingegneria apparentemente realizzato dalla Pro.ges. Srl ma in realtà realizzato da dipendenti della stessa Steda.”
Sempre secondo le accuse, l'imprenditore bassanese avrebbe anche promesso ulteriori 53mila euro di versamenti “per ulteriori acquisizioni di lavori di messa in sicurezza che Placidi avrebbe successivamente procurato alla Steda”.
Ma nel frattempo, a partire dal novembre 2012, gli indebiti comportamenti dell'Ad di Steda Spa avevano attirato l'attenzione degli inquirenti. Le indagini - effettuate dalla Squadra Mobile dell'Aquila in collaborazione con il personale delle Squadre Mobili delle Questure di Perugia e di Teramo - sono partite dai lavori di puntellamento di Palazzo Carli, sede del rettorato dell'Università dell'Aquila, sempre affidati all'azienda rossanese.
Messo alle strette dagli investigatori, in seguito a intercettazioni telefoniche e alla ricostruzione di movimenti bancari, Lago ha ammesso le proprie colpe: la sua collaborazione è stata determinante per stringere il cerchio sugli altri indagati.
La notizia dell'inchiesta dell'Aquila, subito rimbalzata sulle testate on line di tutta Italia, sta suscitando inevitabile scalpore anche in Veneto, dove Steda Spa è riconosciuta tra le principali imprese del settore delle costruzioni e dei restauri edilizi, aggiudicataria - tra le altre cose - dell'importante appalto di “Fornitura di edifici prefabbricati ad adibirsi a dormitori, mensa, uffici e locali di servizio” per il Campo Base Operativo dell'Expo di Milano 2015.
Sempre in Abruzzo, per il post-terremoto, Steda si era aggiudicata anche l'appalto per la progettazione, fornitura e posa in opera di due “moduli ad uso scolastico provvisorio” per la scuola primaria “Circolo Amiternum” e per l'istituto comprensivo “Micarelli”, due scuole dell'Aquila che erano state completamente danneggiate dal sisma.

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