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Tutto casa e cantiere
“Stranezze della crisi”: perché si parla ancora del rilancio dell'edilizia quale motore della ripresa economica? Il problema della domanda e offerta e del surplus di edilizia residenziale a Bassano. Lettera in redazione di un nostro lettore
Pubblicato il 02 dic 2013
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Che a Bassano non manchino di certo le gru dei cantieri edili, lo abbiamo segnalato in un nostro precedente articolo. Segno della presenza di un'economia del mattone che nonostante i tempi di vacche magre dà ancora segni di vivacità.
Parallelamente, come pure rilevato in altri nostri precedenti interventi, gli importanti investimenti di edilizia abitativa messi in cantiere in città - sia per le costruzioni che per le ristrutturazioni - cozzano con la realtà di un mercato immobiliare asfittico, rispetto ai tempi che furono, con conseguente overdose di case disabitate.
Sull'argomento interviene oggi un nostro lettore, il dott. Luciano Mignoli, con una lettera trasmessa in redazione che pubblichiamo di seguito:
Veduta di Bassano dall'ascensore panoramico dell'Ospedale (foto Alessandro Tich)
LETTERA IN REDAZIONE
STRANEZZE DELLA CRISI
Ancora una volta si è celebrato nel bassanese un convegno sulla crisi nel quale come via d'uscita si ripropone ostinatamente il rilancio dell'edilizia “motore di tutto” . E' strano che i sostenitori del liberismo quando si tratta di seguirne le regole soffrano di amnesia retrograda. La prima regola del liberismo è quella del rapporto fra domanda e offerta quindi visto che a Bassano del Grappa, come in altre città, ci sono una miriade di appartamenti sfitti (a Bassano più di 3000) significa che l'offerta di case è superiore alla domanda e questo porta secondo la legge della domanda e dell'offerta alla svalutazione delle case di proprietà dei residenti oltre ad una più ridotta possibilità di affittare i propri immobili quando se ne hanno in più. L'appartamento sfitto inoltre in molte città dopo 2 anni è penalizzato con un aumento dell'IMU o simili. Nella stessa situazione di coloro che hanno acceso un mutuo per l'acquisto della prima casa e che se la trovano svalutata rispetto a quanto l'hanno comprata, si trovano le banche con un capitale ipotecario quasi dimezzato. E' evidente che un surplus di edilizia residenziale aumenterebbe il danno economico a chi è proprietario della prima casa.
Non è solo quindi una questione per anime candide, che sabato 30 novembre hanno manifestato a Venezia contro la cementificazione del Veneto anche se un territorio devastato.
UN TERRITORIO CHE DOVREBBE ESSERE UN BENE COMUNE, ha ben poche possibilità di sviluppo turistico e i 300 milioni di nuovi ricchi orientali che aspirano a vedere il Veneto e le sue bellezze si limiterebbero ad una toccata e fuga a Venezia lasciando a bocca asciutta il resto del Veneto.
Ma non è proprio possibile mantenere vivo il lavoro locale, fatto di artigiani e piccole ditte, con una ristrutturazione ecologica del patrimonio immobiliare?
Questo aumenterebbe il valore di un immobile oltre che risolvere in parte problemi di energia e inquinamento. Fitoussi, un economista francese, la chiama la sindrome del lampione, le soluzioni proposte sono sempre quelle vecchie che ci hanno portato alla crisi, quelle nuove non si vogliono vedere.
Luciano Mignoli
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