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Cimatti-Beraldin, strappo in diretta
Il sindaco porta in consiglio la delibera sul campo da golf, al posto dell'assessore che si è rifiutato di votarla, contestandolo in aula e invitandolo a non parlare. Beraldin poi parla “per fatto personale”: ma su di lui è fuoco incrociato
Pubblicato il 29 nov 2013
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“Oggi prendo più malvolentieri la parola da quando sono entrato in quest'aula nel 1999. Avevo promesso a me stesso di non parlare mai più dell'argomento del golf, sul quale sono stato oggetto di attacchi anche inqualificabili, adducendomi chissà quali interessi, per un progetto che riguarda un'area nella quale mi sono ripromesso di non mettere mai piede. Ma oggi sono costretto a riferirvi che, caso più unico che raro, l'assessore all'Urbanistica non ha voluto votare questa delibera, e ho dovuto portarla io. Invito l'assessore all'Urbanistica a non intervenire sull'argomento.”
Sono passate da poco le 21, e nella sala consiliare del Comune di Bassano va in onda in diretta lo strappo tra il sindaco Stefano Cimatti - che inizia con le parole riportate sopra il suo intervento all'inizio della discussione - e l'assessore comunale all'Urbanistica Mauro Beraldin.
L'oggetto del disaccordo tra il primo cittadino e il componente della sua giunta è la delibera che riguarda le “modifiche e integrazioni all'accordo pubblico/privato Brolo Srl”, ovvero dell'atto che riscrive “con condizioni migliorative per il Comune” la convenzione relativa al progetto del campo da golf nell'area di Colle Boschetto in Destra Brenta, e del quale ci occuperemo in maniera più dettagliata nel prossimo articolo di questo canale.
L'assessore all'Urbanistica Mauro Beraldin e il sindaco Stefano Cimatti in un'immagine di archivio. I due, dopo l'ingresso in giunta di Beraldin, non sono mai andati d'accordo: ora è aria di rottura (foto Alessandro Tich)
Ma la vera notizia - al di là dell'ennesima puntata del confronto consiliare su una delle più estenuanti telenovele politico-amministrative dell'attuale Amministrazione comunale - è la dura dichiarazione del sindaco che contesta davanti a tutti l'operato del proprio assessore, dando il via al più surreale dibattito in consiglio comunale a cui chi vi scrive abbia mai assistito.
Perché quella di Cimatti è una sconfessione pubblica senza precedenti: una clamorosa presa di distanza - resa imbarazzante dalla presenza in sala consiliare, sui banchi della giunta, dello stesso Beraldin - che viene ripresa inevitabilmente da buona parte degli interventi in aula, sia dal fronte di maggioranza che da quello di opposizione. Dai quali emerge un autentico fuoco incrociato nei confronti del medesimo assessore.
“Sono aspetti su cui riflettere - afferma Mauro Zen (PdL), componente della Commissione Urbanistica - e che dimostrano l'imbarazzante comportamento di questa maggioranza, che dopo la nomina del nuovo assessore ha richiesto le sue dimissioni.”
“Le contraddizioni dell'intera maggioranza - rileva Stefano Giunta (Bassano ConGiunta), che della maggioranza fa parte - sono culminate oggi con l'intervento del sindaco, costretto a farsi carico di questa delibera perché il suo assessore si è rifiutato di portarla avanti. Le logiche conseguenze dovrebbero portare a un solo effetto: il ritiro della delega all'assessore Beraldin.”
“L'iter di questa delibera - prosegue Giunta - è sintomatico dell'atteggiamento dell'assessore Beraldin, che non va nella direzione da noi auspicata, con procedure lunghe e un continuo pressing per perpetuare una filosofia politica e cioè quella di non dare risposte, positive o negative che siano, alle richieste dei cittadini.”
Non meno critico Francesco Fantinato (Pd), che pure è dello stesso partito di Beraldin: “I continui passaggi di questo atto in consiglio comunale sono frutto di accanimento burocratico, innestato da accanimento ideologico e dissimetria informativa, che mettono in condizione di insicurezza chi deve interpretare questi passaggi, e cioè i nostri uffici.” Un riferimento al dirigente comunale dell'Area Urbanistica, che non ha inteso firmare la convenzione “modificata e integrata”, come previsto dalle procedure d'ufficio, prima del suo nuovo passaggio sui banchi del consiglio.
Esplicito Gianpaolo Bizzotto (Pdl): “Non è stata una bella pagina l'esordio del sindaco. Io ho fatto il sindaco dieci anni e se una cosa del genere fosse capitata a me avrei fatto una cosa sola: una bella lettera di revoca del mandato all'assessore prima di andare in consiglio comunale.” “Ma il sindaco è lei - aggiunge Bizzotto, rivolto a Cimatti - e veda lei le decisioni che ritiene di prendere.”
Mauro Beraldin, che ha ascoltato in silenzio fino a questo momento, prende quindi la parola “per fatto personale”.
“Come richiesto dal sindaco non entro nel merito della delibera, che non capisco” - esordisce l'assessore. Che però, di fatto, non parla d'altro: “Sono sempre stato coerente e ho sempre ritenuto non condivisibile la proposta, modificata per migliaia di metri cubi. Rispondo alle insinuazioni di Fantinato che mi accusa sulla trasparenza informativa e sul coinvolgimento. Qui non si vuole entrare nel merito per andare a testa bassa in una certa direzione. Bisogna invece avere tutto il tempo per una decisione che va meditata, perché le scelte di trasformazione sono irreversibili.” Una procedura “che deve essere scevra da interessi particolari” - conclude Beraldin, suscitando sul banco a lui retrostante un'espressione di irritazione da parte del sindaco.
Il dibattito quindi va avanti e il fuoco incrociato nei confronti di Beraldin parte anche dalla postazione di Ilaria Brunelli (Bassano ConGiunta): non un intervento qualsiasi, trattandosi della presidente della Commissione Urbanistica. “Avere un assessore che complica le cose non facilita il mio ruolo di presidente di commissione” - dichiara Brunelli.
Le fa eco ancora il capogruppo Stefano Giunta: “Riguardo agli edifici residenziali nell'area, la convenzione prevede il rispetto dei volumi già esistenti, aumentati del 30% come consentito dal Piano Casa. L'assessore parla di migliaia di metri cubi, non so dove li abbia visti.” Sempre dai banchi di Bassano ConGiunta vengono contestati “gli attacchi velleitari dell'assessore alla Commissione Urbanistica”: “La Commissione si è dilungata in mesi di lavoro a causa dell'assessore Beraldin impegnato, come Penelope, a disfare la tela dell'assessore all'Urbanistica precedente.”
L'incalzante “processo” nei confronti del componente di giunta trova anche qualche testimone a difesa. Il capogruppo Pd Reginato ne difende l'operato “in questo contrasto con parte della maggioranza e col sindaco”.
“Do atto all'assessore Beraldin, indipendentemente dalla sua posizione su questa delibera - sottolinea Reginato -, della coerenza e fermezza rispetto a una vicenda complicata e lunga.”
Con la conferma del contributo dell'assessore “nell'approfondimento della questione a beneficio di tutti i consiglieri” per voce di Lo Giudice (Città Vostra), pur favorevole alla proposta di convenzione.
E con un riconoscimento honoris causa da parte di Sandonà (Udc): “Se non ci fosse stato l'assessore Beraldin, probabilmente la vicenda degli oneri di urbanizzazione non riscossi non sarebbe venuta fuori.”
La nuova convenzione con “modifiche e integrazioni dell'accordo pubblico/privato” sul progetto di riqualificazione di Colle Boschetto, come riferiremo anche nel prossimo articolo, viene alla fine votata ed approvata dal consiglio comunale.
Tuttavia, non è ancora l'ultimo atto della complessa e interminabile vicenda politico-urbanistica. Se sia invece l'ultimo atto - per quanto da lui stesso rinnegato - dell'assessore all'Urbanistica del Comune di Bassano Mauro Beraldin, non è dato ancora sapere.
Ma la frattura del rapporto di fiducia tra sindaco e assessore, comunicata davanti alla città, è un dato di fatto: senza un quanto mai necessario chiarimento definitivo, o in ultima analisi senza dimissioni o revoca del mandato, non sappiamo davvero come questa ormai patologica condizione di sofferenza istituzionale possa ancora andare avanti.
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