Alessandro Tich
bassanonet.it
Pubblicato il 25-09-2013 16:59
in Attualità | Visto 2.040 volte
 

Crematorio: “Non ritiriamo la mozione”

L'iter del progetto è azzerato, ma i firmatari della mozione che ne richiede la sospensione ne discuteranno comunque in consiglio comunale. “Non chiediamo solo la sospensione dell'iter burocratico, ma anche di quello amministrativo e politico”

Crematorio: “Non ritiriamo la mozione”

I sei consiglieri di opposizione firmatari della mozione assieme a tre colleghi di maggioranza: Tamara Bizzotto, Andrea Viero, Luciano Todaro, Riccardo Poletto, Paola Facchinello e Stefano Monegato (foto Alessandro Tich)

“Noi non ritiriamo la mozione. Intendiamo discuterla lo stesso, nonostante il coup de théâtre di questa mattina con la comunicazione della formale esclusione dell'unico concorrente del bando per il crematorio di Angarano per irregolarità amministrative.”
Parola di Paola Facchinello, del gruppo consiliare Un'altra Bassano, e degli altri cinque consiglieri comunali di opposizione - Tamara Bizzotto, Luciano Todaro e Andrea Viero (Lega Nord), Riccardo Poletto (Un'altra Bassano) e Stefano Monegato (Pdl) - che incontrano la stampa nella sala consiliare del municipio, alla vigilia dell'atteso consiglio comunale di domani sera.
All'ordine del giorno dell'assemblea civica, come noto e come abbiamo già scritto, è inserita la mozione unitaria firmata dagli stessi sei consiglieri e da altri tre colleghi di maggioranza (Bruno Bernardi e Roberto Lanaro di Cittadini per Bassano e Antonio Mauro di Città Vostra) nella quale si richiede al sindaco Cimatti e alla giunta “la sospensione dell’iter del project financing dell’impianto di cremazione per la definizione condivisa di questa necessaria struttura, per una più adeguata discussione ed analisi e con l’auspicio si trovi una miglior collocazione nel territorio dell’Ulss 3.”
La conferenza stampa dei consiglieri, indetta già da diversi giorni, inizia con ampio ritardo. Inevitabile conseguenza del prolungarsi dell'incontro stampa precedente, ufficialmente dedicato alla Tares, nel quale il sindaco Cimatti - come riferiamo nel precedente articolo - ha comunicato la clamorosa novità che ha portato all'azzeramento del procedimento di gara per il discusso progetto.
Notizia che i capigruppo consiliari hanno pure appreso questa mattina, a seguito degli esiti della Commissione aggiudicatrice di appalto riunitasi a palazzo poche ore prima. L'azzeramento del bando, per i firmatari della mozione, non azzera tuttavia la questione.
“Nella mozione non chiediamo solamente la sospensione dell'iter burocratico del project financing - spiega Riccardo Poletto -, ma anche la sospensione dell'iter amministrativo e politico che ritiene di collocare l'impianto di cremazione ad Angarano. Diciamo “sì” alla necessità di un crematorio nel comprensorio, ma parliamone anche con gli altri Comuni contermini. Chiediamo inoltre un momento di confronto pubblico sulle emissioni e riteniamo che si debba decidere su una gamma più vasta di possibilità, ragionando anche oltre Comune.”
“Un progetto di questo tipo - rimarca Luciano Todaro - andava non solo illustrato nel tanto decantato Urban Center, che come abbiamo visto fa solo pubblicità al campo da golf, ma anche discusso con tutti i sindaci del comprensorio nell'ambito della Conferenza dei Sindaci. Bisogna inoltre individuare formule diverse dal project financing, che dopo i 30 anni di concessione totale al privato prevedono la restituzione dell'impianto di cremazione al Comune, senza nessuna garanzia di che ne sarà e in quali condizioni sarà dato all'ente pubblico, col rischio di doverlo dismettere e costruirne un altro.”
“Se il sindaco ne avesse parlato alla Conferenza dei Sindaci - concorda Stefano Monegato - si poteva affrontare la questione in maniera comprensoriale e sovracomprensoriale, coinvolgendo anche l'Ulss e Etra. Spiace che il parere della cittadinanza sia tenuto in secondo piano e si calino dall'alto scelte sulla testa dei cittadini. Si può anche individuare un'area ad hoc in una zona più lontana dalle abitazioni e destinarla a cimitero, visto che un crematorio può essere realizzato solo in area cimiteriale. Ora tutto si ferma all'improvviso per un vizio di forma e mi sembra che qualcuno voglia mettersi una medaglia a sei mesi dalle elezioni.”
“Il punto debole dell'iter - aggiunge ancora Paola Facchinello - lo avevo già segnalato all'assessore Bernardi in commissione: bisogna coinvolgere la popolazione. L'impianto di cremazione non è pericoloso, ma vivere in modo psicologicamente grave questa presenza non va bene. Serve individuare un'altra zona più adatta, e renderla cimitero.”
“Questa Amministrazione aveva fondato la sua campagna elettorale sulla concertazione e sul dialogo coi cittadini. Se questo si chiama dialogo...” - osserva Andrea Viero. Il quale si dimostra ironicamente fiducioso circa la capacità della giunta Cimatti di recepire la necessità di una collocazione alternativa dell'impianto di cremazione in un'area da trasformare a destinazione cimiteriale: “Questa Amministrazione è celere nel cambiare vincoli e destinazioni urbanistiche”.
E alquanto celeri, a quanto pare, sono stati anche i tempi del bando di gara.
“Un'unica offerta non è il massimo della trasparenza - afferma Tamara Bizzotto -. E le buste dovevano essere presentate entro il 15 luglio.”
Ora, a due soli mesi di distanza dal termine di gara, l'intero iter ha già subito il suo formale e definitivo stop. I firmatari della mozione vogliono vederci chiaro e chiederanno lumi anche sui “vizi amministrativi” che hanno portato all'esclusione dell'unico concorrente del bando proprio il giorno prima del consiglio comunale sull'argomento. Vizi sui quali - come sottolineano i sei esponenti di opposizione - non si sa ancora nulla.
Un confronto su un impianto di cui si riconosce la necessità ma la cui ubicazione e le cui caratteristiche dividono le coscienze e le posizioni politiche, che rischiano di trasformare il forno crematorio nelle “nuove Torri” della prossima e imminente campagna elettorale.