Attualità

Il Consiglio pastorale di Santa Maria in Colle: “Votare è segno di responsabilità”

L'organismo parrocchiale ha diffuso una riflessione “per sollecitare le coscienze alla partecipazione al voto”. “La politica può cambiare “dal basso”, attraverso una forte partecipazione della gente, che faccia sentire la propria voce”

Pubblicato il 02 feb 2013
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Non né una presa di posizione, né tantomeno un'indicazione di voto.
Il documento dal Consiglio parrocchiale della parrocchia di Santa Maria in Colle di Bassano del Grappa, riunitosi lunedì scorso, punta più in alto: si tratta infatti di un invito ai fedeli e alla popolazione in generale a non disertare le urne in vista delle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio.
“Il Consiglio pastorale - spiega don Bruno Angelo Fontana, a nome della segreteria dell'organismo parrocchiale - ha elaborato una riflessione circa la responsabilità nei confronti del voto elettorale. Pensiamo che non contenga qualcosa di straordinario, e non è stata pensata per la pubblicazione: è una riflessione principalmente rivolta alla comunità cristiana, non per orientare il voto ma per sollecitare le coscienze alla partecipazione.”

Tuttavia, “essendo entrata in circolazione una bozza incompleta del testo”, l'organismo parrocchiale ha trasmesso in redazione il testo del documento definitivo, “arricchito e approfondito dalle osservazioni dei membri del Consiglio”, qualora “si ritenesse opportuno utilizzare questa informazione-riflessione”.
Cosa che Bassanonet fa con piacere, essendo il nostro portale uno spazio di informazione e di confronto, aperto - senza pregiudizi ed esclusioni preconcette - a tutte le voci della città.
Riportiamo quindi di seguito la riflessione del Consiglio parrocchiale:

VOTARE E’ SEGNO DI RESPONSABILITA’

La comunità cristiana, che cerca di vivere e testimoniare il Vangelo camminando con tutti nella vita di ogni giorno, deve lasciarsi interrogare dalle vicende umane, per condividere le speranze e le preoccupazioni di tutti. La sua bussola è la parola di Gesù, ascoltata nella chiesa, che annuncia il regno di Dio, e cioè il grande progetto del Padre che vuole e sta costruendo un mondo di uomini liberi, felici e solidali. Perciò, di fronte alla scadenza elettorale dei prossimi giorni, dopo aver ascoltato tante voci, spesso contraddittorie, sembra opportuno parlarne da cristiani e fra cristiani, non per indirizzare il voto, ma per aiutarci a riflettere sulle scelte da fare.
La prima cosa da tenere ferma è l’idea che la politica è una realtà necessaria e importante, perché rappresenta lo strumento con il quale viene costruita la convivenza umana, nel rispetto della democrazia e quindi della dignità e della libertà di ciascuno.
Purtroppo le scelte e i modi nei quali la politica si è espressa in questo tempo, allontanano da essa e lasciano un senso di disgusto e di rifiuto: abbiamo visto troppo spesso prevalere gli interessi individuali e di parte (fino ai fenomeni aberranti della corruzione), e troppo spesso la ricerca del bene comune non ha avuto spazio. Il cristiano però sa che nel campo del mondo il buon grano e la zizzania crescono insieme, per cui, anche nella politica, non si può procedere con giudizi negativi sommari, e bisogna vedere e valutare i segni e i tentativi di rinnovamento, quando essi si manifestano. Il problema quindi non si risolve eliminando la politica, bensì prendendosene cura.
Avvertiamo tutti che bisogna cambiare la politica, e ci sembra che questo sia impossibile, data la resistenza del sistema del potere. E di fatto è difficile che la politica possa cambiare “dall’interno”, quando le scelte dei programmi e dei candidati avvengono nel chiuso degli uffici di partito, con l’unico intento di attirare voti. Ma la politica può cambiare “dal basso”, attraverso una forte partecipazione della gente, che faccia sentire la propria voce.
Il primo strumento è quello del voto, anche se ci troviamo a votare con una legge che limita la libertà di scelta, e anche se il nostro gesto può sembrare una cosa piccola, perché ogni voto è determinante. Infatti il rifiuto di votare lascia tutte le scelte in mano a chi detiene il potere, mentre andare a votare è decidere di non limitarsi a protestare senza esito, e fa pesare le proprie idee e le proprie responsabilità. Non possiamo sempre stare alla finestra, pretendendo che siano gli altri a cambiare!
Se vogliamo infine che la politica sia al servizio non degli interessi ma del bene comune (a partire dai più deboli), bisogna avere chiari i valori che garantiscono la dignità della persona umana, e la giustizia e la solidarietà nei rapporti umani: la difesa della vita in tutti i suoi aspetti, la famiglia, la pace, il lavoro, la scuola, l’economia a servizio dello sviluppo umano, l’equità nella distribuzione dei pesi e dei vantaggi, il sostegno a chi presenta impedimenti per i quali non può reggersi da solo… Sono valori umani che appartengono a tutti, ma che i cristiani avvertono con grande forza alla luce del vangelo, che parla della dignità dell’uomo, figlio di Dio. Allora al momento di decidere il voto dovremo pensare a questi valori e non ai nostri interessi, cercando di vedere in quali programmi essi sono più presenti, guardando ai fatti e ai comportamenti concreti, senza lasciarsi incantare dalle promesse elettorali, finalizzate a catturare voti.
Tutto questo è un’impresa difficile per chi, come noi, non ha molti strumenti per orientarsi, ma la difficoltà non toglie la responsabilità, e quindi bisogna provarci. Gesù non ha mai detto che essere cristiani è una cosa facile, e il comandamento della carità ci chiede di impegnare qualcosa di noi stessi per farci vicini, come il Samaritano, a chi è aggredito dal male lungo la via della vita!

Bassano, 28 gennaio 2013
Il Consiglio pastorale parrocchiale della Parrocchia di S. Maria in Colle

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