Attualità

La rivolta delle cicche

Tabaccai in subbuglio per le novità allo studio della Commissione Europea: sigarette occultate alla vista dei clienti, nessun marchio né logo, pacchetti e gusti indifferenziati. Oggi è protesta nazionale: “Così si favorisce il contrabbando"

Pubblicato il 06 set 2012
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“Torniamo ai tempi di quando i campesani facevano contrabbando”.
Nataliya Mykhalchuk, tabaccaia di S. Eusebio a Bassano del Grappa, rievoca l'antica epopea della Vallata, quando il commercio del tabacco passava anche per le vie “irregolari”. Argomenti ormai consegnati agli studiosi di storia, ma che rischiano di tornare di attualità: almeno a sentire i titolari delle tabaccherie, messi di fronte all'autentica rivoluzione che potrebbe presto incombere sulla vendita di sigarette.
La Direzione Generale Salute della Commissione Europea sta infatti elaborando una proposta di direttiva comunitaria, a modifica della Direttiva sui Prodotti del Tabacco datata 2001, che diventerà definitiva entro l'autunno.

Nataliya Mykhalchuk con il lenzuolo di protesta esposto nella sua tabaccheria a S. Eusebio (foto Alessandro Tich)

Tra i contenuti in via di definizione nel nuovo provvedimento sono inserite alcune drastiche misure per porre forti limiti al mercato del fumo: prima fra tutte, il divieto di esposizione al pubblico delle sigarette in vendita, che obbligherà il tabaccaio a nascondere i prodotti dietro una serranda o dentro un armadio a porte scorrevoli.
Ogni pacchetto in vendita, inoltre, dovrà essere generico e uniforme, senza marchio e senza logo e di colore unificato e uguale per tutti.
La proposta legislativa introduce anche il divieto di utilizzo degli ingredienti e degli aromi nei prodotti da fumo, con conseguente omogeneità di gusto per tutte le sigarette.
Prevista anche l'introduzione di immagini shock, come già accade in alcuni Paesi come ad esempio il Regno Unito, che dovranno ricoprire il 75% della confezione.
Quanto basta per sconvolgere le consuetudini dei fumatori abituali e anche e soprattutto dei tabaccai, che su iniziativa della FIT (Federazione Italiana Tabaccai) hanno indetto per oggi, 6 settembre, una giornata nazionale di protesta estesa anche - tramite le rispettive associazioni di categoria - ad altri Paesi dell'Eurozona.
Secondo i rivenditori di sigarette, l'uniformità del gusto e delle confezioni, senza più marchio né logo e senza più l'obbligo dell'indicazione di provenienza non farà altro che favorire la contraffazione e il contrabbando e, di conseguenza, il crollo del giro di affari delle vendite legali.
Ne è fermamente convinta anche Nataliya, che come altri suoi colleghi del territorio - non tutti, per la verità - ha aderito alla protesta nazionale che chiede ai manifestanti di coprire gli scaffali di vendita dei prodotti da fumo con un lenzuolo, fornito dalla FIT, che illustra le novità in arrivo dall'Europa e che reca l'avviso, in stile pacchetto di sigarette: “Bruxelles nuoce inutilmente alle nostre aziende e rilancia il contrabbando”.
La tabaccaia di S. Eusebio ne è talmente convinta che in realtà il suo lenzuolo di protesta lo ha esposto in negozio e sulla vetrina esterna già da lunedì scorso, con tre giorni di anticipo sulla data fissata per la mobilitazione.
“Non ci saranno più regole - ci dice -. Qualcuno potrà andare a prendere un carico di sigarette in un altro Paese europeo, dove costano meno, e portarle in Italia per rivenderle. I pacchetti e il gusto saranno uguali, non ci sarà nessuna etichetta, chi si accorgerà di qualcosa?”.
La rivolta delle cicche è pronta a divampare: basta un accendino.






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