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Nuove polemiche sugli animali impagliati di Palazzo Bonaguro destinati al Polo Museale S. Chiara. La LAV: “Sono frutto di un crimine ambientale”. La conservatrice della collezione Magda Biasiolo: "Sono gli ambasciatori degli animali vivi"

Pubblicato il 19 apr 2012
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Il sindaco Cimatti, in un'occasione pubblica, li ha chiamati “peluche”: facendo intendere la sua scarsa considerazione nei confronti di una presenza che a seconda dei punti di vista può essere definita avvincente oppure ingombrante.
Ma la collezione degli animali esotici impagliati - già “collezione Luca” e oggi di proprietà dello Stato dopo il sequestro, avvenuto nel 2000, di una parte degli esemplari conservati a Villa Ca' Erizzo ad opera degli ispettori del CITES del Corpo Forestale - è un patrimonio con cui la città, volente o nolente, deve avere a che fare.
La Animal House di Bassano del Grappa, affidata dal CITES alla sezione naturalistica del Museo Civico e oggi temporaneamente esposta all'ultimo piano di Palazzo Bonaguro, è in attesa di trasferirsi negli spazi del futuro Polo Museale S. Chiara all'ex caserma Cimberle Ferrari. Ma intanto la controversa esposizione continua, ciclicamente, a far riaffiorare le polemiche.

Un leopardo impagliato della mostra "Mondo Animale" (foto Alessandro Tich)

Nuovo pomo della discordia, l'evento annunciato per sabato 21 e domenica 22 aprile, a margine dell'inaugurazione della manifestazione “Giardini a Bassano”e in concomitanza con la Settimana della Cultura promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali: una “visita guidata a passo di danza - come informa il Comune di Bassano - all'esposizione zoologica permanente Mondo Animale all'ultimo piano del Palazzo Bonaguro”, dove una danzatrice si muoverà tra le presenze impagliate “riproducendo le movenze, le posture, gli atteggiamenti propri dei momenti di caccia, di cura e corteggiamento degli animali presenti in mostra.”
Una proposta interessante, dal punto di vista coreografico, che si rivolge agli adulti e soprattutto ai bambini. Ma non lo è certamente per la LAV, la Lega Antivivisezione di Bassano del Grappa, che in una lettera trasmessa alle redazioni e al sindaco lamenta il fatto che in manifestazioni del genere “il modello educativo sarà ancora e sempre la liceità alla violenza che, nel corso del suo sviluppo, il giovane emulerà o comunque accetterà” e invita “cittadini, associazioni e scuole a disertare iniziative di questo tipo al fine di tutelare la dignità della persona umana e di tutte le specie di animali rappresentate in quella mostra”.
La stessa associazione animalista - nella lettera - ricorda come “dal 2000, periodo in cui scoppiò la questione, la LAV è sempre stata contraria all'utilizzo di questi animali per mostre e musei”, sostiene che “questi animali sono stati privati della vita per capriccio (caccia) e sono frutto di un crimine ambientale” e ribadisce la sua opinione “di depennare la collezione animale dal progetto del Polo Museale”.
Ancora la LAV, nello scorso ottobre, aveva presentato una proposta in Comune per creare un Memoriale, anziché un museo, per gli animali in questione: ma quale sia la loro destinazione “la cittadinanza bassanese prenda atto che essi non sono “preziosi pezzi da museo”, né “peluche” e nemmeno “risorsa economica”...”.
“Gli animali ci sono stati affidati dal CITES del Corpo Forestale dello Stato - ha replicato oggi, a margine della conferenza stampa di presentazione dei “Giardini a Bassano”, la conservatrice della Sezione Naturalistica del Museo Civico di Bassano Magda Biasiolo -. Se un privato non ha le carte in regola, il CITES provvede al sequestro. Gli animali ci sono stati affidati a scopo didattico, e non è l'unica nostra del Corpo Forestale in giro per l'Italia. Sono stati sequestrati perché le regole vanno rispettate, e lo scopo educativo è quello di dimostrare che non sono morti per niente.”
“Noi facciamo educazione in mostra - ha proseguito la dott.ssa Biasiolo - con laboratori e visite guidate per tutto l'anno scolastico. Il messaggio delle nostre iniziative è che gli animali sono lì per farci riflettere. Sono gli ambasciatori degli animali vivi, e lo Stato si impegna per proteggerli. I bambini non si pongono gli stessi problemi del pubblico adulto, e recepiscono il messaggio con grande facilità.”

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