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Redazione
Bassanonet.it
Il petrolio sotto i nostri piedi
Affollato incontro a Confcommercio Bassano con l'assessore regionale Finozzi per il progetto di eccellenza turistica “Pedemontana Veneta”. La Regione: “Noi creiamo l'offerta, voi create la domanda”. Ma non mancano dubbi e distinguo
Pubblicato il 21-03-2012
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Prima constatazione: la sala incontri di Confcommercio Bassano è gremita in ogni ordine di posti. Segno che l'argomento è di grande interesse.
Ci sono il sindaco Cimatti assieme ai colleghi della Valbrenta (cinque sindaci e un vicesindaco), operatori turistici e commerciali, albergatori e categorie economiche, professionisti e associazioni del territorio e persino Antonio Miatto, assessore al Turismo del Comune di Vittorio Veneto, che non è proprio dietro l'angolo.
Seconda constatazione: oltre a Luca Maria Chenet, presidente di Confcommercio Bassano che ha promosso l'appuntamento, intervengono all'incontro anche i presidenti delle Confcommercio di Schio e di Thiene Guido Xoccato e Emanuele Cattelan, a conferma di un percorso comune di intenti tra le associazioni commercianti delle tre città che in altri tempi sarebbe stato impensabile.
L'affollato incontro con l'assessore regionale Marino Finozzi nella sede di Confcommercio Bassano per la presentazione del progetto turistico "Pedemontana - Collina Veneta" (foto Alessandro Tich)
Tutti insieme appassionatamente per ascoltare dalla voce dell'assessore regionale al Turismo Marino Finozzi gli ultimi aggiornamenti su “Pedemontana - Collina Veneta”: il progetto turistico di eccellenza della Regione Veneto che inserisce per la prima volta la “fascia pedemontana continua” dalla Valpolicella veronese alle Prealpi trevigiane - oltre 200 km di estensione e 145 Comuni coinvolti - tra le grandi aree tematiche della promozione turistica nazionale e internazionale della Regione assieme alle spiagge, alle Dolomiti, alle Terme e al Lago di Garda.
Borghi e città d'arte, natura e paesaggi, sport, archeologia industriale, eventi culturali, enogastronomia: sono le grandi potenzialità concentrate all'ombra delle nostre colline.
“Quella turistica - è la battuta introduttiva del sindaco Cimatti - è una Pedemontana software, che si contrappone alla Pedemontana hardware, e cioè la Superstrada.”
”Noi creiamo la domanda, l'offerta la dovete creare voi”
“Nel Veneto arrivano oggi 15 milioni di turisti all'anno - esordisce l'assessore Finozzi -, la metà dei quali è attratta dal turismo culturale. Il riconoscimento dell'area collinare promuove un unico importante brand, e cioè la Pedemontana Veneta, che diventa da quest'anno uno dei tematismi del turismo veneto.
Il nostro obiettivo è quello di arrivare a 20 milioni di turisti all'anno nel Veneto entro il 2020, senza caricare le destinazioni tradizionali. Qui abbiamo tutto ciò che oggi è richiesto da un turista che vuole vivere intensamente una vacanza.”
“Anche la Pedemontana hardware è un'opportunità, sarà lo strumento con cui portare velocemente i turisti a visitare il nostro territorio - ribatte Finozzi al sindaco di Bassano -. In Veneto le presenze turistiche sono superiori agli arrivi. Arriva cioè più gente, ma rimane per meno tempo. Se la vacanza è più breve, l'elemento trasporti e viabilità è determinante. Ci stiamo accordando con gli aeroporti di Verona e Treviso per incentivare i collegamenti low cost con le città del nord Europa, il nostro mercato più importante. A Verona ci sono già nuovi voli da e per Berlino e Düsseldorf.”
Il progetto “Pedemontana - Collina Veneta” prevede un investimento di 2 milioni di euro, di cui 500mila messi dalla Regione e 1 milione e mezzo attinti dallo Stato, grazie a un finanziamento complessivo riservato al Veneto di 10 milioni per progetti turistici di eccellenza attivati nientemeno che dal governo Prodi e riesumati dal ministro del Turismo del governo Berlusconi, Vittoria Brambilla.
“Le risorse del progetto - mette in chiaro Finozzi - servono a creare la vetrina che porti i turisti a venire in quest'area, e non a finanziare singoli interventi. Noi intendiamo creare la domanda, l'offerta la dovete creare voi.”
“Organizzare, comunicare, integrare”
“Il progetto Pedemontana - spiega il dirigente Promozione Turismo della Regione Veneto Paolo Rosso - è la proposta di un nuovo turismo prevista da una legge regionale. La strategia è racchiusa in tre parole: organizzare, comunicare, integrare. Organizzare opportunità di svago e motivazioni di viaggio per il turista, allungando la stagionalità e pensando qualcosa di nuovo. Comunicare, perché chi comunica vince. E integrare il territorio col prodotto nei vari aspetti: enogastronomico, culturale eccetera.”
La sfida è importante perché, come rileva il responsabile operativo del progetto Nazzareno Leonardi di Pedemontana.Vi, “siamo all'anno zero”.
“Nei 145 Comuni del progetto - sottolinea Leonardi - oggi non arriva nemmeno il 3% dei turisti del Veneto. “Pedemontana - Collina Veneta” è stato intanto presentato, riscontrando grande interesse, alle fiere di Berlino e di Monaco e alla BIT di Milano mentre al Vinitaly sarà presente con l'area omogenea delle Strade del Vino. La Pedemontana è il simbolo dello stile veneto, e lo dobbiamo comunicare, per attirare i turisti itineranti. Ci sono tanti elementi di richiamo: dal cicloturismo, ideale per questo territorio, al vino e ai 14 prodotti IGP o DOP che possiamo vantare. Bisogna legare la partecipazione a questo progetto creando un network di città.”
”Abbiamo il petrolio sotto i nostri piedi”
Il “padrone di casa” Luca Chenet si dichiara in sintonia con quanto sopra esposto: illustra infatti un recente progetto di Confcommercio Bassano, riferito alla Valbrenta - ma rimasto nel cassetto per mancanza di fondi - che anticipava l'impostazione di Pedemontana Veneta, proponendo un unico marchio d'area e una strategia unitaria di marketing territoriale per la Vallata, sul modello della Romantische Straße in Germania o dei Castelli della Loira in Francia.
“Abbiamo il petrolio sotto i nostri piedi - osserva Chenet -. Va raccontato, valorizzato e promosso.”
Il presidente dei commercianti di Schio Xoccato elogia il gioco di squadra: “Le tre associazioni di Bassano, Schio e Thiene hanno spuntato i campanili perché c'è da vendere non un articolo, ma un importante territorio.”
E il suo omologo di Thiene Cattelan punta sulla comunicazione: “Siamo in tanti, e diffusi sul territorio. La Regione deve istruire i nostri commercianti su come comunicare ai turisti tutto il percorso da Soave a Conegliano.”
Tutti contenti e tutti entusiasti? Sì e no: perché nei successivi interventi dal pubblico, accanto a commenti positivi, non mancano dubbi e distinguo.
Sergio Paolin (CNA) si chiede “a questo punto chi fa cosa” e auspica che l'iniziativa “non faccia la fine della Via del Brenta e del Progetto Esagono”.
Scettico Orio Mocellin, sindaco di Pove del Grappa: “Ho fatto tanti incontri come questo: IPA, Fondi Brancher... Non ho mai visto niente.”
E c'è anche chi invita, prima di “volare alto”, ad affrontare le tante piccole disfunzioni del turismo locale.
“I ristoratori devono pensare più in grande - rimarca Dario Favrin, storico esperto di itinerari escursionistici -. Il turista che gira il territorio e che viene a mangiare non può sentirsi dire che la cucina chiude alle 14.30.”
Mentre l'albergatore bassanese Roberto Astuni, che in questi giorni porterà in giro per Bassano alcuni ospiti della Gendarmeria austriaca, ha scoperto che “a Bassano non c'è una guida turistica che parli tedesco.”
Come dire: ben venga il progetto di eccellenza turistica, ma forse è meglio pensare prima ai fondamentali.
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