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Mara Bizzotto: “Liberiamoci del canone Rai”
L'europarlamentare e il CLIRT di Marostica promuovono una Petizione Europea per l'abolizione del canone TV. “La Rai non è e non fa servizio pubblico. E' inaccettabile che si insinui come un virus nel mercato europeo violando la libera concorrenza"
Pubblicato il 28 gen 2012
Visto 10.251 volte
“Il canone TV è un tributo come tutti gli altri. Pagarlo non è solo un gesto di civiltà, è un obbligo”. Così recita - perentoriamente - lo spot che sta inondando in questi giorni i palinsesti dei canali Rai.
Ma c'è anche chi sostiene che quella che viene definita “la tassa più odiata dagli italiani” non sia per niente un balzello obbligatorio, al punto da promuovere un'iniziativa finalizzata alla sua abolizione.
Mara Bizzotto, europarlamentare della Lega Nord, annuncia dal suo sito internet di aver lanciato “la campagna europea per l'abrogazione del Canone Rai”, adoperando uno strumento - espressamente previsto e regolamentato dalla legislazione comunitaria - che si chiama Petizione Europea.
Mara Bizzotto: "E' odioso che la Rai peschi nelle tasche dei cittadini per costringerli a pagare l'inviolabile diritto all'informazione"
A sostegno dell'iniziativa dell'eurodeputato è sceso in campo anche il CLIRT, lo storico Comitato per la Libera Informazione Radio Televisiva con sede a Marostica
(www.clirt.it/web/) che dagli ormai lontani anni '80 si batte a fianco dei cittadini interessati per la disdetta del canone della TV di Stato.
Secondo Mara Bizzotto, che spiega le sue tesi alla base della decisione, “la Rai non è e non fa servizio pubblico”.
“Innanzitutto - sostiene l'europarlamentare - non garantisce la più ampia diffusione del proprio segnale sul territorio nazionale. In molte città del Veneto (soprattutto nelle zone montuose tra Vicentino e Bellunese, lungo la fascia Pedemontana e nel Veneto Orientale), così come del Piemonte, della Toscana e di altre Regioni, con il passaggio dal segnale analogico al digitale, migliaia di cittadini, pur pagando il canone, non ricevono i canali Rai, tant'è che l'Antitrust ha aperto un procedimento per pratiche commerciali scorrette.”
“La Rai - incalza l'esponente del Carroccio - non garantisce nemmeno la libertà di pluralismo ed imparzialità in quanto soggiace al controllo politico parlamentare e governativo che non le permette di assicurare un'informazione indipendente. Inoltre, beneficiando di una posizione privilegiata in ragione del canone quale aiuto di Stato, che costituisce ad oggi oltre il 50% degli introiti annuali, la Rai ha intrapreso attività che hanno alterato le condizioni degli scambi e della concorrenza nel mercato radio televisivo interno".
“E’ odioso che la Rai peschi nelle tasche dei cittadini per costringerli a pagare l’inviolabile diritto all’informazione - aggiunge l'eurodeputata - ed è altrettanto inaccettabile che si insinui come un virus nel mercato interno europeo violando le condizioni della libera concorrenza. La Rai è un’impresa come le altre e non deve ricevere impropri aiuti di Stato. Si aiuti da sola con un’offerta di qualità che le permetta di essere scelta, invece di imporsi forzatamente ai cittadini”.
Tutte tesi che sono “ampiamente dimostrate nella petizione”, per la quale i promotori contano “di raccogliere decine di migliaia di sottoscrizioni” da presentare nelle aule di Bruxelles.
La Petizione Europea è uno strumento indirizzato a una specifica Commissione del Parlamento Europeo (“Commissione per le Petizioni”) che, sulla base di motivazioni tecnico-giuridiche, decide l'ammissibilità del testo facendo scattare l'iter che porta al pronunciamento dell'Europarlamento in seduta plenaria e alla formulazione di una decisione da parte della Commissione Europea.
“Non una semplice raccolta firme - conclude l'euro-onorevole leghista -, bensì una petizione popolare articolata e tecnicamente studiata in ogni sua parte, che permetterà di portare la richiesta dell'abolizione del Canone Rai direttamente a Bruxelles, dal momento che questa annosa questione non può essere risolta in ambito nazionale.
Abbiamo quindi deciso di intraprendere questa battaglia in sede europea per chiedere l'abolizione del canone, la restituzione dei soldi a quei cittadini che pur pagando il servizio non ne hanno mai potuto usufruire, e l’apertura di una procedura di infrazione per violazione delle norme comunitarie in materia di aiuti di Stato. E’ giunto il momento di garantire anche nel nostro Paese la libertà di scelta nell’informazione, liberandoci di una tassa profondamente ingiusta e che non ha motivo di esistere”.
La Petizione, informa la Bizzotto, può essere firmata presso il suo ufficio di rappresentanza a Bassano e presso le varie sedi del CLIRT, oltre che nei gazebo che saranno allestiti allo scopo nei prossimi mesi in varie città del Veneto.
Insomma: di tutto, di più.
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