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Plastica o secco? Questo è il dilemma

Non tutta la plastica va conferita nella frazione “plastica” della raccolta differenziata dei rifiuti. Etra spiega il perché e promuove una campagna di sensibilizzazione per la cittadinanza

Pubblicato il 27 gen 2012
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Raccolta differenziata: c'è plastica e plastica.
C'è la plastica “pulita”, e cioè priva di impurità, che va conferita nella frazione dei rifiuti “plastica e lattine”, ovvero "plastica e metalli".
A questa categoria appartengono tutti gli imballaggi e i contenitori in plastica: barattoli, flaconi, bottiglie, bicchieri, imballaggi in polistirolo, vasi e vasetti, vaschette, coperchi, reti per frutta e verdura e via dicendo.

A sinistra gli imballaggi e i contenitori, a destra gli oggetti in plastica: i primi vanno conferiti nella frazione "plastica e metalli", i secondi invece nel "secco"

C'è poi la plastica “sporca”, contenente cioè altri materiali impossibili da riciclare e che va quindi conferita nei contenitori del “secco”.
Una “grande famiglia” di cui fanno parte tutti gli oggetti in plastica, come spazzolini da denti, penne biro, pennarelli, compact disc, posate usa e getta, palloni sgonfi, rasoi monouso, giocattoli: l'elenco potrebbe proseguire all'infinito e comprende in generale tutti gli oggetti in plastica di piccole dimensioni.
Risultato: i materiali conferiti dai cittadini nella frazione “plastica” contengono spesso un alto grado di impurità, che li rende inutilizzabili per i processi di riciclo, mentre molta plastica riciclabile viene ancora conferita nel “secco”, che va invece direttamente in discarica.
Per questo motivo Etra dichiara il 2012 “Anno della plastica pulita” e lancia la campagna di sensibilizzazione “Plastica o Secco?”, che intende diffondere presso la popolazione le opportune informazioni sui giusti comportamenti da seguire per questo fondamentale aspetto della racconta differenziata.
L'iniziativa - presentata oggi nella sede di Etra a Cittadella dal presidente di Etra Spa Stefano Svegliado, dal presidente del Consiglio di sorveglianza di Etra Manuela Lanzarin e dal direttore dei Servizi Ambientali di Etra Walter Giacetti - si propone di incentivare ulteriormente la cultura della differenziazione dei rifiuti, che nei Comuni di competenza della società multiutility ha già raggiunto risultati notevoli.
Nel nostro territorio siamo arrivati infatti a differenziare circa il 70% dei rifiuti raccolti, il che vuol dire quasi 160 mila tonnellate in meno da portare in discarica.
Di queste, circa 16 mila tonnellate sono imballaggi in plastica e metallo.
“Se la plastica non è pulita - ha spiegato il presidente di Etra Svegliado - non può essere recuperata e rigenerata per rientrare nel ciclo di produzione, ed è quindi destinata alla discarica che per noi è l'estrema risorsa a cui ricorrere nel campo dei rifiuti.”
Da qui l'iniziativa della nuova campagna “che nel solco della tradizione di Etra si fonda sulla capacità di informare i cittadini, chiedendo loro di darci una mano per raggiungere i risultati.”
Sarà distribuito in particolare un opuscolo a tutte le famiglie nel quale da una parte si racconta la storia della plastica, se ne presentano le diverse varietà e le modalità di riciclo, e dall'altra viene riportato un elenco dettagliato degli oggetti destinati alla raccolta differenziata.
Un'altra regola importante prevede l'utilizzo dei soli sacchetti di plastica per il conferimento; i sacchetti compostabili e biodegradabili, in amido di mais, sono da utilizzarsi solamente per la raccolta della frazione umida.
L'iniziativa prevede anche una campagna specifica, sullo stesso argomento, rivolta alle scuole.
“I ragazzi - ha confermato Svegliado - sono i migliori testimonial della qualità dell'ambiente.”

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