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Luigi MarcadellaLuigi Marcadella
Giornalista
Bassanonet.it

Imprese

Fine corsa

Emergenza carburante. «Il decreto del governo mette solo una pezza», commenta Claudio Monti (Consorzio Trasportatori Montegrappa)

Pubblicato il 22 mar 2022
Visto 4.352 volte

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Abbiamo fatto tutti il pieno di benzina a prezzi folli in queste settimane. Il carburante oltre i 2 euro al litro per gli autotrasportatori rischia però di far letteralmente saltare in aria il comparto. Il governo per tamponare l’emergenza ha varato un decreto legge per ridurre le accise sulla benzina e sul gasolio («Misure urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari della crisi ucraina»). In sostanza, il prezzo alla pompa vedrà una diminuzione per benzina e gasolio di 30,5 centesimi di euro al litro. Una misura appunto temporanea, valida per 30 giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento, applicabile dunque fino al 20 aprile.
Abbiamo raggiunto al telefono Claudio Monti, presidente del Consorzio Trasportatori Montegrappa di Cartigliano. E’ in Puglia, zona Monopoli per la consueta consegna settimanale e ha appena finito il turno di guida giornaliero. I 30 soci che fanno parte del Consorzio sono specializzati nel trasporto di mobili e arredamento casa.

Claudio Monti, Consorzio Trasportatori Montegrappa (CTM)

«Ho già cominciato a vedere qualche stazione di servizio con i prezzi a 1,80 al litro circa. Non so se scontano già l’effetto del decreto».

Una pezza temporanea è stata messa. Pensava a qualcosa di più significativo?
«Secondo me è un palliativo, non basta. A settembre si pagavano 90 centesimi al litro, quindi anche adesso siamo a più del doppio. Sono sicuro che di mezzo c’è anche della speculazione, il gasolio non può costare più della benzina».

Con questo prezzo del carburante, tra un po’ converrà tenere i camion in deposito.
«Negli anni anche noi autotrasportatori abbiamo sbagliato approccio con i clienti. Pur di lavorare abbiamo accettato quasi di azzerare i margini, un ribasso dopo l’altro. Un camion fa circa 4km con un litro, i committenti pagano circa 1-1.10 a km. Se spendiamo 2 euro per il gasolio, tra spese, assicurazioni, manutenzioni, gomme e tasse, cosa ci resta in tasca? Non conviene più».

Tra 30 giorni cosa succederà?
«Gli autotrasportatori hanno tentato già 2-3 volte di bloccare il Paese. Cosa possiamo fare? Saremo costretti a smettere. Mi alzo alle 3 di mattina per andare in Puglia e se alla fine del viaggio i guadagni non superano le spese, che senso ha andare avanti? Sabato scorso con i nostri clienti ci siamo accordati per un aumento delle tariffe del 10% per il mese di aprile. Cerchiamo di prendere tempo».

Una volta i camionisti portavano a casa un ottimo stipendio, tanta fatica, una vita difficile, ma le paghe superiori a tanti altri lavori.
«Non più, nessuno vuole fare più il camionista, non vedo tante nuove leve che vogliono mettersi a guidare il camion. Sforzo fisico, lavori di notte, sei sempre fuori casa.
Noi facciamo anche lo scarico della merce, arriviamo e portiamo la merce fin dentro nei magazzini».

Quanti strada in un anno?
«Mediamente 100 mila chilometri. Oggi un camion può costare sui 150 mila euro, ci vuole coraggio ad affrontare una spesa simile con margini di guadagno praticamente inesistenti».

Una idea per tentare di salvare i trasporti dallo strangolamento dei prezzi?
«Per cercare di minimizzare il costo del carburante in altri Paesi usano il trasporto su rotaia per portare i camion fino al punto autostradale più vicino al luogo di consegna. Più semplice, almeno a parole, aumentare i margini di guadagno delle ditte di trasporti».

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