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Laura Vicenzi
Giornalista
Bassanonet.it
In ogni modo mi telefoni... : fantasmagorie di un'amicizia
Luca Scarlini, con Alberto Mesirca, ha narrato per Centorizzonti i panorami tra vita, opere e territorio di Malipiero e Giuseppe Mesirca
Pubblicato il 04-07-2024
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Ieri sera, mercoledì 3 luglio, “Centorizzonti” ha proposto ad Asolo, nella storica Sala Consigliare di Palazzo Beltramini, il primo dei due racconti teatrali in programma nella rassegna firmati da Luca Scarlini.
Il festival diffuso estivo dedicato alle arti sceniche che coinvolge dieci Comuni dell’Asolano, Monte Grappa e Castellana, ha fatto tappa nel bellissimo borgo storico trevisano proponendo un viaggio nel tempo intonato su spartiti del ricordo e ricchi di testimonianze artistiche che due importanti figure di casa ad Asolo hanno lasciato.
Collocate bene in luce dalla narrazione sono state vita e opere di Giuseppe Mesirca, medico condotto, scrittore, narratore e storico delle arti e di Gian Francesco Malipiero, illustre compositore dai natali veneziani che fece di Asolo un luogo d’elezione, il suo posto nel mondo.
Scarlini e Mesirca ad Asolo (foto di Erika Spironello)
Amici e sodali, i due furono artefici di un interessante carteggio dal quale ha tratto spunto il racconto di Scarlini, unite parole e musica, nel panorama sullo sfondo una visione d’autore molto contemporanea del paesaggio veneto.
Il tema “Fantasmagorie”, come ha ricordato in apertura il nuovo assessore alla Cultura del Comune di Asolo Beatrice Bonsembiante, intervenuta a porgere un saluto con Cristina Palumbo, direttrice della rassegna di Echidna, attiene a un percorso che induce l’esercizio della fantasia, binario che corre accanto, in questo caso, a quelli di una fedele ricostruzione culturale e storica.
La narrazione come sempre dalla partitura ampia di Scarlini (drammaturgo, saggista, storyteller, curatore di mostre, la sua un’opera eclettica) è stata accompagnata dalle musiche eseguite alla chitarra dal Maestro Alberto Mesirca, nipote del fu Giuseppe, colui che ha ritrovato gli importanti carteggi con Malipiero, Comisso e molti altri esponenti culturali del Novecento.
Il “Preludio per chitarra”, unico brano per questo strumento di Malipiero, è stato eseguito all’interno di un repertorio spaziante dal Cinquecento al contemporaneo insieme a brani di Respighi, Maderna, Castelnuovo-Tedesco, Gilardino e Ambrosini.
Luca Scarlini ha spiegato: «L’idea è nata dal racconto di Alberto Mesirca, musicista straordinario con cui lavoro da molti anni e dalle storie di suo nonno Giuseppe, molto legato a Malipiero. È un racconto con musica, tra carteggi, libri e brani scritti dalle persone che corrispondevano. È un brano di storia sorprendente. Il pubblico porterà a casa una storia attraverso i suoni che l’hanno fatta vivere». Alberto Mesirca ha aggiunto: «Il mio obiettivo è dar dignità e valore alle musiche che meritano attenzione, scoprire autori dimenticati, collaborare con compositori contemporanei per creare nuove musiche, lavorare con artisti che mi stimolano ad essere migliore, ricercare possibilità nello strumento che rispondano in maniera più fedele possibile al "sentire" la musica, trovando il mezzo giusto per esprimerla».
L’appuntamento è stato intitolato, poeticamente, “In ogni modo mi telefoni che le sue visite mi fan sempre più piacere”, frase che concludeva spesso l’intensa corrispondenza tra i due.
Segnalato al Campiello nel 1967 per il suo romanzo breve Una vecchia signora (fu definito da Emilio Cecchi “uno scrittore nato”), in quell’occasione Mesirca, recatosi in visita a Casa Malipiero “situata nel Foresto Vecchio”, venne in contatto con il mondo fatto di silenzi e buio, di giardini-giungla popolati da mille animali e di versi di uccelli notturni tanto amato dal grande compositore, in vero geniale quanto speciale. Mesirca, medico, venne reclutato come veterinario in quel regno-bestiario in cui Malipiero viveva e creava.
Pieno di aneddoti e di ricostruzioni, il racconto di Scarlini è stato abitato anch’esso da pianoforti giganteschi governati da galline chioccianti, introdotte ai misteri della dodecafonia, da asini melanconici, da usignoli di Boboli e accanto da citazioni tratte da mondi letterari-artistico-teatrali e oltre — da Aldo Palazzeschi a Giovanni Comisso, da Goldoni alla regina Cornaro, da Stravinskij a Torquato Tasso — nel suo stile racchiusi in un particolare Gesamtkunstwerk (una sorta di opera abbracciante, totale).
Nelle ombre proiettate dalla lanterna magica, due vite straordinarie che si sono intrecciate per lungo tempo secondo quelli che sono i dettami dell’amicizia intellettuale, quella che sa essere più feconda ma anche più affettuosa.
Il secondo racconto teatrale che Luca Scarlini porterà in scena venerdì 26 luglio, in una villa di Caerano San Marco, porta il titolo “Mangiare il Mondo. Vita romanzesca di Giuseppe Bepo Maffioli” e sarà dedicato al versatile intellettuale veneto che viene ricordato anche per la sua profonda conoscenza del cibo — passione che gli consacrò il ruolo dello chef nel film La grande abbuffata, di Marco Ferreri — ed è realizzato in collaborazione con Archivio Maffioli.
Il prossimo appuntamento di “Centorizzonti”, domenica 7 luglio, si sposterà invece a Castelfranco Veneto con una proposta divertente: “La battaglia dei cuscini” della Compagnia Melarancio.
Per informazioni, prenotazioni e dettagli: info@echidnacultura.it; tel. 3711926476.
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