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Pubblicato il 10-09-2021 07:08
in Teatro | Visto 3.497 volte

L'oro della ceramica

Sabato 11 e domenica 12 settembre, al Museo della Ceramica di Nove Operaestate Festival presenterà una nuova creazione della compagnia SlowMachine dedicata all'arte del territorio

L'oro della ceramica

da La gentilezza e l'oro, di SlowMachine

Sabato 11 (alle ore 16.30) e domenica 12 settembre (alle ore 11 e alle 16.30) al Museo della Ceramica di Nove andrà in scena per Operaestate Festival la nuova creazione della compagnia SlowMachine, che porta il titolo: La gentilezza e l’oro. Si tratta di una drammaturgia che mette insieme un’arte tradizionale e antica locale, quella della ceramica, con un’arte che arriva dall’estremo Oriente, l’arte di riparare con l’oro: il kintsugi giapponese.
L’evento fa parte del progetto Comunità Cultura Patrimonio, sostenuto da Fondazione Cariverona, che vede capofila il Comune di Bassano e tra i partner il Comune di Colceresa. Il progetto ha tra gli obiettivi quello di favorire l’accesso alla cultura di tutti i cittadini dei comuni partner, attraverso residenze artistiche, laboratori, processi creativi condivisi, ma anche di sostenere l’empowerment dei partner e degli artisti, oltre a valorizzare il territorio.
Nella gentilezza del gesto d’incontro con una comunità, SlowMachine interpreta i temi della cura e del rinnovamento facendosi ispirare dall’antica tecnica giapponese del Kintsugi, “riparare con l’oro” che trasforma la ceramica spezzata e senza più utilità, in un oggetto prezioso. Così come questa antica tecnica, il percorso teatrale riflette sul valore simbolico della rinascita, della volontà di non nascondere il danno, il trauma, cicatrici e ferite, per renderle preziose e uniche. La ceramica diventa metafora delle esperienze personali, la pratica teatrale un’invasione gentile trasforma i luoghi della conservazione dell’antica arte praticata a Nove, città della ceramica.
Anche in questo caso, quindi, la collaborazione con la comunità locale diventa imprescindibile: per la comprensione di tutte le sfumature dell’arte della ceramica, per l’indagine della tradizione e dell’immaginario che porta con sé, per l’ideazione di un futuro in cui la fragilità diventi sinonimo di forza e bellezza.
Materiali d’archivio realizzati dalla comunità, testi di cronaca della lotta operaia nel paese della ceramica raccolte da una giornalista bellunese nel 1971 e un vecchio amico giapponese sono alcuni degli elementi che conducono in una riflessione personale e collettiva sulla ciclicità del costruire, rompere e riparare.
Ma anche proiezioni video e narrazione, arrivano e fondersi in questo progetto di Rajeev Badhan, che vede la partecipazione di Elena Strada e Ken Gotanda.
SlowMachine nasce nel 2012 come progetto artistico d’indagine sulla contaminazione delle arti, con l’esigenza di creare un polo che racchiudesse in sé l’ideazione, la realizzazione e l’interazione di lavori teatrali e video. Dal 2014, al Teatro Comunale di Belluno curano una nuova stagione di spettacoli, che in questi anni ha ospitato diverse prime regionali di artisti riconosciuti a livello nazionale e internazionale, oltre a coinvolgere attivamente la provincia anche con rappresentazioni ospitate in luoghi non teatrali, e con incontri, laboratori di formazione e collaborazioni con le realtà presenti sul territorio.

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