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Laura Vicenzi
bassanonet.it
Pubblicato il 03-08-2018 09:55
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Il trionfo della fragilità

Al Museo civico, nel secondo appuntamento di Ekfrasis, Luca Scarlini ha narrato a tappe l'amicizia sul filo dell'arte tra Giovanni Volpato e Antonio Canova

Il trionfo della fragilità

Il trionfo di Bacco e Arianna, di Giovanni Volpato (particolare)

Ieri sera, giovedì 2 agosto, al Museo civico, Luca Scarlini nella seconda tappa di Ekfrasis ha narrato a tappe, intervallato da splendide musiche del Settecento eseguite all’arpa (intervallo anche dei programmi Rai, in altri tempi) la storia di Giovanni Volpato e il suo rapporto di lavoro e di amicizia con Antonio Canova, ma ha soprattutto narrato un’epoca illuminata, in cui l’arte e l’intelletto umano vissero la loro età dell’oro.
Il maestoso centrotavola di Volpato ospitato nelle sale canoviane del museo nel monologo creato per Operaestate Festival da Scarlini diviene pretesto per raccontare storie d’artigianato e di arte, di vita alla corte di principi e di papi, e poi vicissitudini da commercianti sulle rotte del mercato europeo e infine teatri d’amore, come quello che ha visto ahilui come interprete a Roma Antonio Canova, che soffriva per le menzogne raccontate dall’amata Domenica, figlia di Volpato, che gli preferì un giovane polacco biondo e bello. Il bassanese Giovanni Volpato (nato Trevisan, 1735-1803) fu un incisore eccellente e ceramista di fama europea, operò in città nella stamperia Remondini, che a quei tempi dava lavoro a più di millecinquecento persone, e poi si trasferì a Roma, dove attingendo oltre al talento anche a vere doti da Renard trovò fama e successo. Il trionfale centrotavola realizzato in biscuit da Volpato e dedicato a Bacco e Arianna è un manifesto alla fragilità, all’evanescenza; la tradizione vedeva questi centrotavola, che alle cene divenivano veri elementi di spettacolo, alla sorta di giochi d’acqua e fuochi d’artificio, realizzati anche in sabbia, carta ripiegata, cristalli di zucchero (arte antica, quella di Marco Chiurato).
Il biscuit è una porcellana delicatissima che assume l’aspetto del marmo e che ben si prestava a incarnare in piccoli oggetti il ritorno della classicità. I manufatti realizzati in fine porcellana divennero testimonianza, in servizi ispirati all'antico, di un’arte fragile e squisita. Nel corso dei moti rivoluzionari furono distrutti a migliaia oggetti d’arte di questa foggia, dai più preziosi ai più ordinari, molti salvati dai collezionisti, la loro delicata bellezza divenuta nemica mortale del popolo. Del resto gli scarponi pesanti della storia non hanno mai smesso di calpestare simboli di grazia del tutto umana: lo narra anche Giorgio Bassani, mandando in frantumi i lattimi tanto amati da Micol Finzi Contini, ha ricordato Luca Scarlini.
Il prossimo appuntamento con Ekfrasis è fissato per giovedì 9 agosto, nella chiesetta di San Bartolomeo, a Pove: accompagnato da Alberto Mesirca, Scarlini dipanerà gli intrecci tra Giambattista Tiepolo e la Serenissima.
Informazioni e prenotazioni alla biglietteria di Operaestate, in via Vendramini, tel 0424 524214, e-mail operaestate@comune.bassano.vi.it

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