Laura Vicenzi

bassanonet.it
Pubblicato il 05-01-2014 11:00
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Se il lavoro culturale...

Uscirà al cinema a febbraio So.lving, un film documentario che racconta le difficoltà che attraversano il mondo del lavoro e la strage silenziosa di tante vittime della crisi

Se il lavoro culturale...

Salvatore Mignano, in una scena di So.lving

Uscirà nelle sale a fine febbraio So.lving www.youtube.com/watch?v=8-ZajNB8bi0,
un film documentario diretto da Giovanni Mazzitelli, un giovane regista campano, che attraverso l’intreccio di due storie vere, quelle di Giuseppe Campaniello (un imprenditore morto dopo essersi dato fuoco il 28 marzo del 2012 davanti alla sede dell'Agenzia delle entrate di Bologna) e quella di Salvatore Mignano, al comando di una ditta che produce da trent’anni accumulatori di energia (batterie), vuole raccontare le difficoltà che affrontano ogni giorno la media e piccola imprenditoria nel nostro Paese e una strage silenziosa di cui si parla poco: qui una lunga lista, sicuramente incompleta, delle vittime, riporta dati anche non chiari ma comunque allarmanti che fanno comprendere la gravità del fenomeno espresso.repubblica.it/attualita/cronaca/2013/04/22/news/suicidi-una-strage-silenziosa-1.53446.
La gente comune forse non ne parla per ritegno o per rispetto della natura dei gesti estremi, che provocano uno stridore di fronte alla consuetudine di molti, nell’attualità, a millantare e a liquidare in chiacchiere ogni cosa; la classe politica sussulta poi tace probabilmente perché si sente affrancata dal prenderla in considerazione data la distribuzione larga – nel tempo e sul lungo territorio italiano – delle detonazioni del resto anche poco rumorose prodotte (ma viene da pensare che le giudichi implosioni, pazienza per il bilancio delle vittime tra la popolazione civile).
Che le Torri civiche qui in città e altrove vengano negate a chi porta in carico anche questa memoria non è un bel segnale.
Probabilmente film come questo serviranno a far comprendere meglio le ragioni di tanti cittadini che protestano più degli slogan urlati. È necessario tornare alla pazienza e alla potenza del racconto, e in questo si spera che il mondo culturale odierno non solo ci metta la faccia ma tenda una mano come ha fatto in passato, quando guardava con passione a ciò che cresceva e che si “fabbricava” intorno. «Il senso vero della città, proprio quello che sfuggiva a quelle talpe di medievalisti eruditi, ed a quelle cornacchie di archeologi, eccolo qui: la città tutta periferia, aperta, aperta ai venti e ai forestieri… » (Luciano Bianciardi, da Il lavoro culturale, 1957).