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Salute

“Sana forchetta: che vita ti aspetta?”

La salute? Si mantiene a tavola. E una sana dieta quotidiana previene i tumori. Una serata aperta al pubblico a Bassano spiegherà come l'alimentazione influisce su salute e ben essere di grandi e piccini

Pubblicato il 17-05-2013
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“Sana forchetta: che vita ti aspetta?”. E' la classica domanda da 100 milioni.
Perché lo sappiamo tutti che mangiare sano fa bene alla salute, ma quando poi ci mettiamo a tavola il più delle volte ce lo dimentichiamo. L'alimentazione moderna - composta in buona parte da cibi industriali e raffinati - si è ormai allontanata dalle reali necessità del nostro organismo: una “botta” quotidiana di conservanti, additivi, coloranti, grassi saturi e zuccheri che non sono certo ciò di cui il nostro corpo ha bisogno per vivere bene. E come se non bastasse, uno scorretto stile di vita alimentare è uno dei principali fattori di rischio per l'insorgenza di numerose patologie. Tra queste, purtroppo, c'è anche il cancro: secondo l'American Institure for Cancer Research, le cattive abitudini alimentari sono responsabili di circa tre tumori su dieci.
In alcuni casi ciò dipende dalla presenza in alcuni cibi di sostanze che favoriscono lo sviluppo della malattia. Un esempio? I nitriti e i nitrati utilizzati per la conservazione dei salumi facilitano la comparsa del tumore dello stomaco, tanto che in Italia questa malattia è più diffusa nelle regioni in cui il consumo di questi prodotti è maggiore. Inoltre, più in generale, gli studi epidemiologici hanno dimostrato che un'alimentazione ricca di grassi e proteine animali favorisce la comparsa della patologia, mentre la preferenza per gli alimenti ricchi di fibre, vitamine e oligoelementi - come cereali integrali, legumi e verdure - sembra avere un effetto protettivo.

Morale della tavola: una sana alimentazione è un fattore fondamentale per la prevenzione dei tumori. Una buona abitudine che deve essere adottata fin dalla più tenera età. Ma non è mai troppo tardi per cambiare stile di vita e - secondo alcune ricerche - anche le persone alle quali è stato già diagnosticato il cancro possono trarre vantaggio da una dieta più sana.
Per questo motivo l'Associazione Oncologica San Bassiano onlus e l'Associazione Nutrire Significa Educare - G.A.S. (gruppo acquisto solidale) Canova di Bassano del Grappa lanciano congiuntamente un'interessante iniziativa: una serata informativa, aperta a tutta la cittadinanza e ad ingresso gratuito, intitolata appunto “Sana forchetta: che vita ti aspetta?” e in programma lunedì 20 maggio alle ore 20.30 al Teatro Remondini alla Ss. Trinità a Bassano.
Relatore dell'incontro sarà il dott. Paolo Bellingeri, nutrizionista e palliativista, già protagonista di alcune partecipate conferenze sul tema organizzate nei mesi scorsi dalla San Bassiano onlus nella sala mensa dell'azienda Bifrangi di Mussolente.
Lo scopo della serata, come annuncia il volantino dell'evento, è quello di spiegare “come l'alimentazione influisce su salute e ben essere di grandi e piccini”. In altre parole, come volersi maggiormente bene prestando particolare attenzione a quello che mangiamo.
“L'Associazione Oncologica San Bassiano - spiega il portavoce del sodalizio cittadino, Gianni Celi - ha da tempo allargato il suo campo di attività, promuovendo diverse iniziative per abituare la gente a mangiar bene e prevenire determinate patologie tumorali.” Una necessità di informazione e divulgazione mirata alla cultura della prevenzione che interessa, indistintamente, tutta la cittadinanza. A partire - coinvolgendo le famiglie e le scuole - dai più piccoli: “Con la serata di lunedì - conferma Celi - vogliamo lanciare un messaggio anche alle mense scolastiche.”
L'appuntamento al Teatro Remondini inaugura la neonata collaborazione della San Bassiano onlus con Nutrire Significa Educare: un “intervento a due” che vuole essere solo il primo passo di una lunga serie di iniziative congiunte.
“Nutrire Significa Educare - afferma la referente Patrizia Bonato - si propone di incidere sullo stile di vita a Bassano, con un occhio di riguardo alla sostenibilità. Molti di noi fanno anche parte del comitato mensa. L'idea è quella di rendere consapevoli le famiglie sulle conseguenze di quello che mangiamo, nel breve e nel lungo periodo. Le nostre non sono scelte estremiste, né elitarie. Non è vero che mangiare “bio” significa avere spese maggiori. Il nostro riferimento sono i produttori locali, a filiera corta. Ne guadagna la salute e diminuiscono i costi, venendo incontro alla quotidianità delle famiglie.”
Elena Pasquin, psicologa dell'Associazione Oncologica San Bassiano onlus, sottolinea l'aspetto della “socialità” della corretta alimentazione: “L'invito alla cittadinanza a partecipare alla serata - sottolinea - è un'opera di sensibilizzazione che parte dai bambini piccoli. La vera prevenzione si fa dall'infanzia.”

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