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Lassù sui monti
Il ritorno al passato del Comune di Gallio: gli “antichi abitatori” amministreranno malghe e boschi, con elezioni ad hoc dei responsabili della gestione dei beni ad uso civico. Il sindaco Rossi: “Questa gente deve amministrare questi beni"
Pubblicato il 28 set 2012
Visto 6.617 volte
Per chi abita in pianura, la montagna è spesso un'illustre sconosciuta.
Ci si va per sciare o per fare splendide escursioni, ma ben poco si sa del suo antico e per molti versi immutabile sistema di organizzazione delle comunità residenti.
Parole come “Spettabile Reggenza”, “Colonnelli” o “Regole” non appartengono al vocabolario di chi vive in città, e sono difficili da comprendere.
Il sindaco di Gallio Pino Rossi
Ma sono l'espressione di norme e tradizioni secolari, tuttora valide ad alta quota al punto da essere riproposte, in chiave moderna, anche dal punto di vista amministrativo.
Ieri sera il consiglio comunale di Gallio ha approvato infatti lo “Statuto della Regola di Gallio”: l'organizzazione sociale che in base alle consuetudini e alle tradizioni, scritte e orali, regola l'uso e l'amministrazione del patrimonio di proprietà collettiva delle famiglie originarie del luogo.
Il consiglio comunale, nella stessa seduta, ha approvato contestualmente anche il regolamento per le elezioni della Commissione Amministratrice.
Quest'ultimo organismo sarà composto esclusivamente da cittadini, ma non cittadini qualsiasi: ad avere diritto a farne parte sono solo gli “antichi abitatori” del paese, le cui famiglie vi risiedono da generazioni.
La scelta degli “abitatori” che faranno parte della Commissione avverrà con regolari elezioni, alle quali i galliesi saranno chiamati nella prossima primavera con l'utilizzo di un'apposita tessera elettorale e scheda per la votazione.
Gli eletti saranno quindi chiamati ad amministrare i cinque “colonnelli” di Gallio: ovvero le cinque aree di territorio in cui è suddivisa la Regola, a loro volta suddivisi in “fuochi”, corrispondenti alle famiglie iscritte nell'elenco degli antichi abitatori.
“E' un passo importante di un processo iniziato con l’insediamento dell’attuale Amministrazione comunale da me guidata - commenta oggi il sindaco di Gallio Pino Rossi -. Anche se quanto deciso in consiglio ha scarso valore giuridico, l’idea principale è che i cives, antichi abitatori di Gallio, tornino a gestire direttamente come un tempo i beni soggetti ad uso civico, in favore della collettività galliese. Il prossimo passo sarà quello di organizzare le elezioni per la nomina dei rappresentanti dei 5 colonnelli, che contiamo di tenere nella prossima primavera."
La questione fondamentale, ha ricordato il sindaco durante il consiglio tenendo su una mano l’elenco dei beni antichi (malghe e boschi) e sull’altra l’elenco degli antichi abitatori, è che “questa gente deve amministrare questi beni”.
“Anche se la legge attuale prevede che i beni di uso civico vengano gestiti dall’Amministrazione comunale - ha affermato ancora il primo cittadino - noi riteniamo che debbano essere invece gestiti dagli antichi abitatori e ci impegniamo in tal senso.”
Rispetto al passato sono modificate alcune condizioni: storicamente i colonnelli di Gallio erano due e non cinque, come ha ricordato il prof. Danillo Finco durante il consiglio.
“Però l’area dei Ronchi, dove è nata la concia - ricorda una nota del Comune di Gallio - ora fa parte del secondo Colonnello e, contando un basso numero di focolai, è stato quindi necessario ridistribuire gli elettori anche sulla base delle recenti tradizioni riguardanti l’assegnazione della legna di faggio.”
La linea che è stata seguita dall’Amministrazione è quella di gestire separatamente i proventi derivanti dai beni di uso civico per alcuni esercizi finanziari, per poi chiedere alla Regione il riconoscimento definitivo della Regola.
Focolai, cives, beni antichi, legna di faggio: sembra un mondo lontano, ma è vicinissimo a noi.
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