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La Regione Veneto e l'ANA firmano un protocollo d'intesa per far conoscere la cultura alpina nelle scuole. Un progetto di 90mila euro per avvicinare gli studenti alla montagna e alle penne nere

Pubblicato il 13-12-2011
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Nella foto di rito, l'assessore regionale Elena Donazzan sfodera il migliore dei sorrisi per la stampa. Del resto, quando si parla di alpini, l'amministratrice del Pdl notoriamente si illumina d'immenso.
Davanti a lei, a Palazzo Balbi a Venezia, il presidente della Regione Luca Zaia e il vicepresidente vicario dell'ANA Sebastiano Favero (socio della sezione ANA Montegrappa di Bassano), intenti a firmare il protocollo d'intesa tra la Regione Veneto, l'Associazione Nazionale Alpini e l'Ufficio Scolastico Regionale per il lancio di un progetto di promozione della conoscenza dell'ambiente e della cultura alpina nelle scuole del Veneto.
A dare un ulteriore tocco di “bassanesità” all'evento, come apprendiamo dalle informazioni dell'ufficio stampa della Regione, la scelta della penna utilizzata per la firma: un modello tricolore, in tiratura limitata, prodotto dall'azienda “Montegrappa” di Bassano.

La firma del protocollo d'intesa a Palazzo Balbi a Venezia

“Gli alpini - ha dichiarato la Donazzan, che segue tra gli altri il referato regionale all'Istruzione - sono gli ambasciatori della storia della nostra Terra, dei nostri valori, della cultura della protezione civile e del volontariato, ed è per questo che è giusto che siano loro a raccontare ai nostri ragazzi nelle scuole la nostra storia, e lo continueranno a fare con un progetto che, seppur nazionale, nelle nostre zone assume una valenza particolare”.
E a proposito di valenza: il progetto, complessivamente, costerà 90mila euro, 80mila dei quali messi a disposizione dalla Regione.
Sono previste una serie di attività rivolte agli studenti tra le quali corsi sulla montagna, sulla cultura delle popolazioni montane del Veneto e sulla storia e la funzione delle truppe alpine; approfondimenti culturali su temi storici legati al territorio montano; visite guidate ai siti storici della Grande Guerra e ai cantieri di restauro delle fortificazioni. E ancora: attività in montagna, corsi di approccio alla montagna, conoscenza dei rischi dell'escursionista e della natura.
Saranno inoltre svolte attività di protezione civile e visite e stage in luoghi storicamente significativi e presso reparti militari delle truppe alpine: attività finalizzate “alla conoscenza delle missioni di peace-keeping e peace-enforcing e dell'attuale attività degli alpini in congedo”.
Il tutto sarà realizzato “in collaborazione con istituzioni ed enti del territorio e d'intesa con le scuole”.
“Se non ci fossero gli alpini - ha affermato Zaia nell'occasione - bisognerebbe inventarli. Rappresentano il vero valore del Veneto, il volontariato: va ricordato infatti che da noi una persona su cinque fa volontariato."

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