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Plastic money
Depositati indebitamente nelle banche di San Marino 22 milioni di euro. La Guardia di Finanza scoperchia una maxi truffa e maxi evasione di una ditta di materie plastiche di Cittadella: uno dei titolari è bassanese
Pubblicato il 26 mag 2011
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Si chiama “Dirty Plastic” l'operazione con la quale i militari della Guardia di Finanza di Cittadella, coordinati dal comandante magg. Francesco Sodano, hanno scovato una maxi evasione da 22 milioni di euro attraverso l'attività della STI srl, impresa attiva nel settore del materiale plastico di Cittadella.
Denunciate in tutto dieci persone, accusate di aver accumulato l'ingente somma in alcune banche della Repubblica di San Marino, attraverso truffe ad alcuni istituti di credito italiani e frodi fiscali.
Tra i denunciati figurano i due titolari dell'impresa, di cui uno bassanese: si tratta di C.M., 40 anni. L'altro titolare, originario di Trieste, è F.M., 77 anni.
Secondo quanto accertato dalle indagini delle fiamme gialle, i due titolari, con l'aiuto di cinque complici, riuscivano ad ottenere linee di credito da sei agenzie di banche italiane (Antonveneta, Monte dei Paschi, Unicredit, Unipol Banca, Banca Popolare di Vicenza e Banca di Roma poi confluita in Unicredit) presentando distinte bancarie fasulle relative a crediti inesistenti, vantati a fronte di fittizi rapporti commerciali con altre aziende operanti nel medesimo settore, alcune delle quali amministrate sempre dagli stessi truffatori.
Un sistema grazie al quale, nel giro di due anni, l'organizzazione è riuscita a incamerare oltre 1 milione e 400mila euro di indebiti finanziamenti.
Somma che, quasi interamente, è stata quindi riciclata - ad opera di altri tre complici della banda - in quattro conti correnti accesi presso altrettanti istituti di credito della Repubblica di San Marino.
La transazione di denaro negli sportelli all'ombra del Monte Titano - per sfuggire alla normativa antiriciclaggio - avveniva con la negoziazione di numerosi assegni recanti importi volutamente bassi.
E' stata condotta una rogatoria internazionale che ha permesso di identificare i tre “pulitori” del denaro sporco. Accertato un giro di oltre 1500 assegni, piazzati in un solo anno negli sportelli di San Marino, per un importo complessivo appunto di 22 milioni di euro.
Oltre alla fuga dei capitali, l'indagine della Guardia di Finanza ha permesso di scoprire un'evasione fiscale di 10 milioni di euro non dichiarati, 2,8 milioni di Iva dovuta e non dichiarata e ulteriori proventi illeciti che superano gli 1,4 milioni di euro.
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