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I padri e i figli della Patria

In Piazza Libertà a Bassano gli studenti del Brocchi celebrano i 150 anni dell'Unità Nazionale. Con letture di brani e testimonianze della storia ancora oggi di grande attualità

Pubblicato il 17 mar 2011
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I padri della Patria sono quelli che abbiamo studiato a scuola sui libri di storia, i cui nomi sono immortalati nelle piazze e vie delle nostre città e il cui ricordo il più delle volte giace sotto un dito di polvere.
I figli della Patria oggi parlano su facebook, digitano sms sul cellulare e hanno l'auricolare collegato a un iPod.
Questo pomeriggio, in Piazza Libertà a Bassano, gli uni e gli altri si sono incontrati.

Uno studente del Brocchi impegnato nella performance

Merito degli studenti del Liceo Brocchi, che per l'anniversario dei 150 anni dell'Unità d'Italia hanno inventato e proposto alla città una singolare e originale celebrazione.
“Questa manifestazione - ha detto, a nome di tutti i ragazzi del Brocchi, lo studente di V° del Classico Gabriele Milani - è nata dall'idea di non restare chiusi nelle nostre case in questo giorno di festa. Questo è un momento particolare, in cui portiamo in piazza le nostre riflessioni, a cui abbiamo dedicato molte ore del nostro tempo libero.”
“Essere italiani - ha affermato ancora lo studente - è una parola e un valore importante. Vogliamo dare voce ai pensieri delle persone che hanno fatto l'Italia e che non erano tanto più grandi di noi. Uno di loro ha detto: “Io sono nato veneziano e per grazia di Dio morirò italiano”. Era Ippolito Nievo. E io voglio dire che sono nato italiano, e morirò italiano.”
“Le feste - ha sottolineato il preside del Brocchi Gianni Zen - hanno senso se diventano occasione di cogliere tra di noi non quello che ci divide, ma ciò che ci unisce. Come scuole, istituzioni e città dobbiamo cogliere questo valore che oggi è raro.”
“Oggi per me - ha aggiunto il preside - è l'opportunità di dire grazie ai ragazzi e ai loro insegnanti.”
Gli studenti del Liceo, assieme ad alcuni docenti, si sono alternati al microfono per leggere brani, poesie e testimonianze significative di alcuni protagonisti della travagliata storia nazionale degli ultimi due secoli.
Ciascuna lettura è stata magistralmente introdotta, in poche ma significative parole, dal prof. Vittorio Andolfato: storico docente del Brocchi, dove ha insegnato per più di trent'anni, che si è dichiarato “travolto dall'entusiasmo di questi giovani” nei quali ha rivisto “un nuovo Risorgimento”.
Dall'illuminismo all'era napoleonica, dalla Restaurazione ai moti carbonari e al '48, dalle tre Guerre d'Indipendenza alla Prima Guerra Mondiale, dal Fascismo al secondo dopoguerra: i brani scelti e letti dagli studenti - seguiti ed applauditi da un pubblico rimasto per un'ora e mezza, senza fiatare, ad ascoltarli - hanno ripercorso i momenti cruciali del passato della Nazione. Con le spiegazioni introduttive del prof. Andolfato che, già da sole, hanno costruito un'emozionante lezione di storia.
Da Foscolo a Mazzini e a Cattaneo, da Massimo d'Azeglio a Cristina di Belgioioso, da Fusinato a Ungaretti, da Rosselli a Natalia Ginzburg fino al padre costituente Piero Calamandrei: le voci della Patria, rilette dai ragazzi, hanno così riecheggiato nel cuore di Bassano proponendo molti temi e riflessioni che, per quanto datati, sono ancora oggi di estrema attualità.
Al termine della performance, gli studenti - col sottofondo musicale di un Inno di Mameli rockeggiante eseguito alla chitarra da un docente del Liceo - hanno dato libero sfogo ai loro pensieri, dichiarando le cose negative per le quali “non sono fieri” e quelle positive per le quali “sono fieri” di essere italiani.
“Sono fiero di essere italiano - ha concluso un prof. Andolfato visibilmente commosso - perché posso passare il testimone a giovani come questi.”
Gran finale con la musica del “Va' Pensiero” e “rompete le righe” con “Viva l'Italia” di Francesco De Gregori, proprio mentre ha ricominciato a piovere.
Un pomeriggio ben riuscito, anche nella scelta dei tempi.

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