Connessioni contemporanee
Un dialogo col presente
4-11-18 Settembre 2025
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Alessandro Tich
Direttore Responsabile
Bassanonet.it
Pubblicato il 09-02-2011
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“Tutto potevamo aspettarci, ma che le sessantottine che inneggiavano all' "utero e' mio e me lo gestisco io", oggi scendano in piazza trasformate in vestali benpensanti, pronte a dispensare predicozzi bon-ton… Beh! scusate, ma c’è qualcosa che non torna....”.
Inizia testualmente così un comunicato stampa che Elena Donazzan e Isi Coppola - le due “assessore” della giunta regionale del Veneto, entrambe in quota PdL - hanno trasmesso oggi in redazione.
L'intervento congiunto prende di mira, con toni sarcastici, la giornata di mobilitazione nazionale “Se non ora quando?” - promossa da diverse organizzazioni e personalità femminili della politica, della cultura, dell'arte e dello spettacolo - che domenica prossima 13 febbraio, sull'onda del “Rubygate”, porterà in più di un centinaio di piazze italiane donne e uomini “amici delle donne” per chiedere rispetto e dignità nei confronti dell'universo femminile.
Gli assessori regionali Elena Donazzan e Isi Coppola
Un'iniziativa - sostenuta da più di 50mila firme, da un blog con oltre 20mila contatti al giorno e da una pagina Facebook con 15mila contatti al giorno - destinata a fare notizia e soprattutto rumore.
Non però per Coppola e Donazzan, che parlano di “ridicolo travestimento delle donne del PD” e di “ipocrisia al potere”, affidando il loro pensiero alle frasi che seguono e che riportiamo integralmente.
“Ma dove sarà finito - domandano i due assessori regionali- il decantato "amore libero" propagandato come scelta di emancipazione della donna (noi di destra, che avevamo un fidanzato eravamo considerate mostruosamente noiose e ammuffite. Uno solo alla volta poi, era sinonimo di bigottismo arcaico…)”.
“Che fine avranno fatto - affermano ancora - le "famiglie allargate delle comuni"? Allargate non di certo alla solidarietà, ma a quella elucubrata, forte "volontà di autodeterminare i propri sentimenti, che nulla era se non una innocente ammucchiata, senza morale, né misura, tra spinelli comuni (quelli sì) e thé all'LSD”.
“Tutto finito, tutto sparito - sottolineano le due esponenti del PdL -. Anzi, no: i frutti nefasti di questa pseudo filosofia hanno condizionato più generazioni, trascinando figli e nipoti ad abbeverarsi alla "cultura" della non-educazione (parola orrendamente borghese), della mancanza di senso del dovere, della non accettazione delle responsabilità, dell’inutilità del rispetto per le regole. Ora tutto questo vecchio armamentario scende in piazza, come nelle migliori vecchie abitudini, in nome della moralità e del decoro... Qualcosa continua a sfuggirci”.
“Avranno pure fatto un collettivo- aggiungono i due esponenti regionali- , magari non in un centro sociale, ma in qualche sede di associazione o di partito di quelle che vanno tanto adesso: minimal-chic, con stucchi e arredi firmati”.
“Chissà - concludono Coppola e Donazzan - se indosseranno gonnelloni hippy e zoccoli e pseudo gioielli etnici fatti per l'occasione da qualche caro compagno nostalgico in eskimo e clark (che sono pure tornati di moda…).. mah… Forse verrebbe un sorriso anche a noi.....in fin dei conti, è carnevale...