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Alessandro TichAlessandro Tich
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Il PD lancia il “Manifesto per il Verde”

Parchi, aiuole, alberi e colline: il Partito Democratico di Bassano presenta un documento sulla gestione e valorizzazione delle aree verdi cittadine. “Sono idee nate dalla base, il Comune può farle proprie”

Pubblicato il 22-01-2011
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L'idea è partita dalla base: cittadini sensibili alle questioni dell'ambiente e dello sviluppo sostenibile della città. E' stata quindi elaborata, con ulteriori contributi e discussioni, dal gruppo di lavoro “Urbanistica, Verde, Ambiente e Territorio”.
Il risultato finale è il “Manifesto per il Verde”: documento promosso e presentato oggi dal Partito Democratico di Bassano.
Una vera e propria dichiarazione di intenti che riguarda i vari aspetti del verde cittadino - dai parchi alle aiuole, e dagli alberi all'ambiente collinare - nella quale “emerge la necessità che il verde venga sempre più vissuto dai cittadini mediante la promozione di attività di tipo ricreativo, con la partecipazione dei cittadini alla gestione delle aree”.

Da sinistra: il consigliere comunale Franco Merlo, il segretario Giovanni Reginato e il membro del coordinamento Denis Foffano alla conferenza stampa del PD

Con l'obiettivo “di individuare forme di gestione che permettano di ottimizzare le risorse riducendo i costi”. E col disegno più generale di collegare le aree verdi di Bassano, insediate in zone lontane tra di loro, “individuando dei percorsi di collegamento pedonale e ciclabile che passino per il Centro Storico, posizionato al baricentro delle zone verdi della città”.
“Il Manifesto per il Verde - ha spiegato il segretario del PD di Bassano Giovanni Reginato - rientra nel nostro “progetto di città” e prevede l'allargamento delle aree verdi nel nostro Comune, con proposte che tengono in considerazione anche lo sviluppo urbano, sociale ed economico. L'Amministrazione comunale può farle proprie, nell'autonomia delle scelte della maggioranza.”
“Per quanti riguarda i parchi - ha ancora detto Reginato - incontreremo i quartieri e le associazioni per avere ulteriori input e suggerimenti. Poniamo attenzione anche al patrimonio arboreo cittadino, che è notevole e va valorizzato: nei viali e parchi di Bassano sono state censite oltre 6000 piante, alle quali si aggiungono le migliaia di piante dell'ambiente collinare”.
“Il nostro documento - ha aggiunto il consigliere comunale Franco Merlo - è una base di partenza, disponibile ad essere integrata.” “Con una serie di suggerimenti - hanno rimarcato i presenti - a costo zero per l'Amministrazione”. Eccone i contenuti:

Parchi

Sono al primo punto del Manifesto per il Verde. “E' importante - ha sottolineato Denis Foffano, esponente del coordinamento PD - creare dei collegamenti tra i parchi, oggi scollegati, realizzando un “circuito del verde” con piste ciclopedonali. E bisogna farli diventare parchi vivibili, con attrattive per utilizzarli e una resa economica per l'Amministrazione. Non parchi vuoti, ma attività che permettano di avere “parchi con persone” e di raccogliere cifre per la sistemazione di alcune aree verdi come i Giardini Parolini e Parco Ragazzi del '99”.
Nell'idea di parco del Partito Democratico, sull'esempio di numerose città europee, l'area verde diventa un polo di attrazione per giovani, anziani, famiglie e turisti.
Nei parchi vanno dunque previsti “chioschi per la distribuzione di bevande e pasti veloci” la cui gestione andrebbe affidata, oltre ai privati, anche ai gruppi e associazioni di volontariato, compresi i comitati di quartiere.
E ancora: servizi igienici, possibilità di organizzare feste di quartiere stagionali e la creazione di “isole funzionali” separate per bambini, ragazzi e anziani. Accanto alla creazione di aree wi-fi che permettano di collegarsi ad internet all'aperto.
Su questi presupposti il PD intende elaborare un ulteriore progetto per la riqualificazione, in particolare, dei Giardini Parolini e del Brolo del Bonaguro.
In tutte le aree verdi, inoltre, si dovrà porre particolare attenzione alla pulizia e alla sicurezza. “Le aree verdi frequentate e vissute dai cittadini - afferma il documento - sono anche le più sicure. Tuttavia va mantenuto l'attento controllo delle forze di polizia locale.”

Aiuole
Per le aiuole cittadine, il Manifesto si propone di “ottimizzare il risultato estetico minimizzando le spese di manutenzione”. In altre parole: aiuole più belle e meno costose. Va considerato l'affidamento ai privati della loro gestione e manutenzione, “dando in cambio la sponsorizzaione con l'esposizione di targhe di dimensioni modeste”.
Si propone la semina dei prati e delle aiuole con il sistema “wildflowers”, già utilizzato a Torino, che garantisce più fiori e meno costi di manutenzione, con il consumo di un decimo dell'acqua rispetto alle aiuole con semina tradizionale.

Alberi cittadini
Oltre ai Giardini Parolini, la città di Bassano “dispone di un importante patrimonio di alberi in tutta la città che va conservato e gestito accuratamente”.
In molte aree pubbliche, continua il documento, “l'alberatura va implementata, ad esempio in alcuni parcheggi e viali”. Qualsiasi intervento “deve tener conto delle piante esistenti, il cui abbattimento potrà essere effettuato solo dopo un attento esame e solo se strettamente necessario, e con l'impegno di una loro puntuale ripiantumazione”.

Rive del Brenta
E' necessaria una maggiore cura delle rive del fiume “divenute importante rifugio di animali e luoghi ideali per le passeggiate e il mountain bike”. A nord del Ponte Vecchio “si propone di attrezzare la spiaggetta in sinistra Brenta con interventi utili a garantirne la sicurezza”.

Salvaguardia e cura dell'ambiente collinare e montano
L'ampia fascia collinare di Bassano, negli anni, “è diventata un esempio negativo di gestione dell'ambiente. Castagneti, oliveti e pascoli sono stati via via sopraffatti dalla sterpaglia a causa della progressiva scomparsa della piccola attività agricola”.
Proposte: interventi a sostegno della piccola agricoltura, realizzando nuove strade silvo-pastorali, attuando la pulizia e tabellazione dei sentieri, fermando il passaggio delle motocross. Assegnare a gruppi o parrocchie la gestione delle diverse casare abbandonate nella zona montana di Vallerana. Evitare, infine, l'apertura di nuove cave e esercitare un controllo attento sulla gestione di quelle già esistenti.

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