Ultimora
7 Apr 2026 10:07
Più sanzioni e meno incidenti sulle piste da sci nel Bellunese
6 Apr 2026 20:02
Giovane scivola in un torrente e muore annegato nel vicentino
6 Apr 2026 19:46
Incidente con 5 automobili sulla Pontebbana, traffico bloccato
6 Apr 2026 19:41
Motociclista urta contro un'auto, morto nel Vicentino
6 Apr 2026 12:44
A Pasqua con dosi di hashish e cocaina, un uomo arrestato a Padova
7 Apr 2026 11:11
Incidente ferroviario nel nord della Francia, 'un morto e 27 feriti'
7 Apr 2026 10:56
Luna, ripresa dall'Italia la navetta Orion a 400mila chilometri
7 Apr 2026 10:14
Artemis II, Trump agli astronauti: "Avete fatto la storia"
7 Apr 2026 08:43
Trovato il freno che blocca la rigenerazione dopo le lesioni nervose
“Noi, sopravvissuti del Vajont”
"Vajont, per non dimenticare": a Bassano una mostra-denuncia sulla tragedia della diga maledetta. La testimonianza del Comitato per i sopravvissuti: "Privati degli affetti e dimenticati dallo Stato"
Pubblicato il 21 set 2010
Visto 7.766 volte
L'orologio dell'orrore è fermo alle 22.39 del 9 ottobre 1963.
In quel momento un'enorme frana rocciosa, pari a circa 270 milioni di metri cubi, inizia a scivolare dal Monte Toc precipitando nel lago artificiale del Vajont, sollevando oltre la diga una massa d'acqua di 40 milioni di metri cubi che in due ondate, con uno spostamento d'aria due volte superiore a quello della bomba atomica di Hiroshima, spazza via in pochi secondi il paese di Longarone, nella sottostante valle del Piave, e le altre comunità della zona tra cui Castellavazzo, Erto e Casso.
E' l'istantanea della grande catastrofe: 2000 morti ufficiali, di cui solo 726 con un nome, circa 800 dispersi e un'infinita storia giudiziaria che ancora oggi trascina dietro di sé dubbi e domande.
Gino Mazzorana e Micaela Coletti, vicepresidente e presidente del Comitato per i sopravvissuti del Vajont
Micaela Coletti, di Longarone, nel 1963 aveva 12 anni. Quella notte tremenda perse il papà, la mamma, non più trovata, la nonna e una sorella. Gino Mazzorana, suo compaesano, di anni ne aveva invece 10. La furia dell'acqua gli portò via il papà, la mamma e un fratellino di 3 anni. Di quella notte funesta hanno frammenti di ricordi: un grande tuono, il buio, e poi il nulla.
Per Micaela e Gino, sopravvissuti del Vajont, quella gigantesca ferita non si è ancora rimarginata. Da alcuni anni - con il Comitato per i Sopravvissuti “Vajont, per non dimenticare...” di cui lei è la presidente e lui il vice - promuovono incontri e iniziative per far conoscere “come noi sopravvissuti alla tragedia del Vajont abbiamo vissuto dopo” e per parlare “di quello che ci portiamo e ci porteremo dietro tutta la vita”, nella continua ricerca “di capire cosa era successo, per far luce in un'ombra lunga quasi 50 anni.”
Per divulgare il più possibile la loro testimonianza, i componenti del Comitato hanno organizzato una mostra itinerante, intitolata “Vajont, per non dimenticare” che in occasione del Raduno Triveneto degli alpini è stata allestita a Bassano a Palazzo Bonaguro, dove assieme ad altre quattro mostre tematiche è visitabile fino al prossimo 26 settembre.
Una mostra-denuncia - fotografica e documentaria - che ripercorre i capitoli della storia della diga maledetta, della notte maledetta, degli alpini che scavano tra le macerie, dei giornali dell'epoca, del cimitero di Fortogna e delle vittime, dei processi giudiziari e dei soldi della transazione dell'ENEL ai danneggiati dalla catastrofe.
“Vogliamo portare avanti - ci spiega Micaela Coletti - la verità della tragedia. Dopo 47 anni siamo ancora qua a ribadire che non solo non c'è stata giustizia, ma neppure conoscenza.
Oggi come oggi manca ancora la conoscenza su come sono stati trattati i sopravvissuti, dimenticati dallo Stato e dalla pubblica amministrazione.
Marco Paolini, con la sua orazione civile, ha dato a noi una dignità. Ma per molti anni, in Italia, molti avevano guardato al Vajont come a un mondo infamante, fatto di persone “che per quattro soldi si sono vendute i morti”. Noi vorremmo finalmente raccontare la realtà della gente del Vajont che ha visto la morte in faccia, e il coraggio morale di chi ha vissuto quella tragedia. Finché non si arriva a questo punto, noi andremo avanti.”
“Dopo il Vajont - racconta ancora la presidente - lo Stato ci ha abbandonato. Hanno persino applicato la legge del '26 sulla “commorienza” che dice che quando due parenti stretti muoiono nello stesso momento, non lasciano eredi. Per la transazione ai danneggiati, l'ENEL aveva imposto un tariffario. 700 persone hanno transato, le altre non hanno avuto risarcimento e stanno ancora aspettando. Nel '99 il Comune di Longarone ha ricevuto 77 miliardi dallo Stato, oggi vogliamo sapere dove sono finiti.”
“Il prossimo 30 settembre - conclude Micaela - faremo un esperimento con i ragazzi delle elementari. Chiederemo a ciascuno di loro di associare ad ogni sentimento - l'affetto, gli amici, le cose che amiamo - un colore: il rosa, il rosso, il giallo... Tolti tutti questi sentimenti, che cosa resta? Il nero e il grigio. Per la nostra vita è stato così, ci sono stati tolti tutti i colori e i sentimenti più importanti. Per questo vogliamo portare alla vera conoscenza della tragedia.”
Scopri di più su questi argomenti
New
Notizie flash sul tuo smartphone
Unisciti al nostro nuovo canale Telegram, ricevi una notifica ogni volta che pubblichiamo una notizia.
Il 07 aprile
- 07 apr 2024Gimme Five
- 07 apr 2023L’Aquila bicipite
- 07 apr 2023L’amaro calice di Prosecco
- 07 apr 2023Regione e sentimento
- 07 apr 2023Onda Civic
- 07 apr 2023L'Ingegnere a Palazzo
- 07 apr 2021Vota Antonio, Vota Antonio
- 07 apr 2020Lo spaccio ai tempi del Coronavirus
- 07 apr 2018Accolto dalla pianta
- 07 apr 2018In quattro e quattr'otto
- 07 apr 2017La stoffa del genio
- 07 apr 2017Cult Fiction
- 07 apr 2016TAR, respinto il ricorso della Vardanega
- 07 apr 2015Il morso del turista
- 07 apr 2014Serracchiani Express
- 07 apr 2014Guerre Stellari
- 07 apr 2014Popolare di Marostica, Gasparotto non demorde
- 07 apr 2014Viale Pecori Giraldi: partono finalmente i lavori di asfaltatura
- 07 apr 2014Il Tribunale ritenta con l'“ABC”
- 07 apr 2014“Non volevamo offendere nessuno”
- 07 apr 2012Pasqua con i tuoi
- 07 apr 2012Rosà: l'ex Guardia Medica diventa un “caso” elettorale
- 07 apr 2011Piscina comunale: un caso di morbillo tra i frequentatori
- 07 apr 2011I furbetti della discarica
- 07 apr 2010“Scusi, cos'è quel chiosco nero?” “Leggete l'articolo di Bassanonet”
- 07 apr 2010Lavori in via Museo, stop alle auto
- 07 apr 2009Giuliana De Sio, alias Mrs Robinson, al teatro Astra
- 07 apr 2009Una tela di 65 metri issata da un auto-gru per vedere l'impatto delle “Torri”
- 07 apr 2009Terremoto in Abruzzo, da Bassano ondata di solidarietà
Più visti
Politica
01 apr 2026
Rossano Veneto, cade la Giunta Zonta: dimissioni in blocco e arrivo del Commissario
Visto 12.443 volte
Politica
31 mar 2026
Tutela sul lavoro, stop alla soppressione dei presidi locali
Visto 10.357 volte
Geopolitica
31 mar 2026
Algeria, perno energetico tra crisi del Golfo e tensioni globali
Visto 9.142 volte
Politica
01 apr 2026
La nota di "Prima Rossano": «Persa un'occasione di stabilità»
Visto 8.219 volte
Attualità
02 apr 2026
Bassano 2029, parte la corsa per il titolo di Capitale della Cultura
Visto 8.112 volte
Attualità
14 mar 2026
Uniti per il Centro Studi: comitati dei genitori al lavoro su strategie e sicurezza
Visto 21.568 volte
Politica
30 mar 2026
Oltre il voto: l’analisi dell'On. Giovine (FdI) su giustizia e tenuta del Governo
Visto 15.944 volte
Politica
17 mar 2026
Giustizia al bivio: il fronte del “No” illustra perché opporsi alla riforma
Visto 15.152 volte
Politica
18 mar 2026
Giustizia, la svolta del Sì: «Liberiamo il merito dal peso delle correnti per un giudice davvero indipendente»
Visto 14.809 volte
Attualità
23 mar 2026
Nodo giovani, il piano del Comandante Berti per presidiare Bassano
Visto 14.450 volte
Attualità
24 mar 2026
Bassano sorprende alle urne: alta affluenza e vittoria in controtendenza
Visto 14.187 volte
