Elvio Rotondo

Elvio Rotondo
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Bassanonet.it

Geopolitica

Algeria, perno energetico tra crisi del Golfo e tensioni globali

Tra interruzioni delle forniture dal Qatar, strategie europee e nuovi equilibri geopolitici nel Mediterraneo e nel Sahel

Pubblicato il 31 mar 2026
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Recentemente, gli attacchi iraniani si sono progressivamente estesi in tutta la regione, con droni che hanno colpito raffinerie in Arabia Saudita e Kuwait.
Teheran ha preso di mira infrastrutture legate al vasto giacimento di gas di South Pars, parte della più grande riserva di gas conosciuta al mondo.
A causa delle interruzioni dei rifornimenti dal Qatar, l'Italia che già riceve circa il 30% del suo gas dall'Algeria, punta ora ad aumentare le forniture.

Aise.it - Agenzia Internazionale Stampa Esteri

L’Italia si colloca come terzo partner commerciale dell’Algeria a livello globale. A sua volta l’Algeria è il principale partner commerciale dell’Italia nel continente africano ed è diventata il primo fornitore di gas naturale.

Il 25 marzo scorso il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, durante una visita ad Algeri, ha dichiarato che l’intenzione dell’Italia è quella di rafforzare la già solidissima cooperazione con il Paese.
Questo cambiamento riflette gli effetti di una più ampia corsa in tutta Europa ad assicurarsi fonti energetiche stabili, mentre il conflitto continua a influenzare la produzione e le rotte di trasporto nel Golfo.

Tuttavia, nonostante la crescente domanda, gli analisti sottolineano che l'Algeria non può sostituire completamente le forniture perse a causa della crisi del Golfo. Gli esperti hanno dichiarato all'agenzia di stampa AFP che l'Algeria produce solo circa la metà del gas naturale liquefatto prodotto dal Qatar e che l'espansione della produzione richiederà tempo.

L'Algeria, membro dell'OPEC dal 1969, è uno dei principali produttori di petrolio e gas naturale e possiede le decime riserve di gas naturale più grandi al mondo. Secondo fornitore di gas in Europa dopo la Norvegia, l'Algeria utilizza due gasdotti: il Transmed, che trasporta gas naturale in Italia, e il Medgaz in Spagna, mentre il gasdotto Maghreb-Europa, che attraversa il Marocco, è chiuso dall'ottobre 2021. Dalla crisi ucraina, l'Algeria ha aumentato la propria produzione per soddisfare la domanda europea, alla ricerca di alternative al gas russo.

La Russia e l'Algeria condividono una partnership strategica di lunga data basata sulla cooperazione economica e militare, sin dall'indipendenza di quest'ultima nel 1962. L'Algeria è il secondo partner commerciale della Russia in Africa.

In un incontro avvenuto ad Algeri lo scorso settembre, i due Paesi hanno ribadito il loro impegno ad approfondire la cooperazione energetica, esaminando diverse opportunità, in particolare nei settori degli idrocarburi, dell'esplorazione e produzione, dello sviluppo dei giacimenti e dell'industria petrolifera e del gas in Algeria, anche attraverso la cooperazione tra Sonatrach, la compagnia petrolifera statale nazionale dell'Algeria, e la russa Gazprom. Hanno inoltre affrontato le possibilità di collaborazione nel campo delle energie rinnovabili, tra cui lo sviluppo dell'idrogeno verde e dell'energia solare fotovoltaica, nonché i progetti di interconnessione elettrica regionale.

Dal punto di vista militare, nel periodo 2020-2024, la Russia ha rappresentato quasi la metà (48%) delle importazioni di armi dell'Algeria, seguita da Cina (19%) e Germania (14%). I due Paesi partecipano spesso a esercitazioni militari congiunte.
In termini di sicurezza, Algeri possiede il 26° esercito più grande al mondo e il secondo in Africa, e sta investendo massicciamente nella modernizzazione delle sue forze, con un bilancio della difesa in rapida crescita. Questa capacità militare mira a contenere le molteplici minacce ai confini con il Sahel e la Libia, aree caratterizzate da instabilità, aumento del terrorismo e traffici illeciti, mantenendo al contempo una funzione di deterrenza in un contesto geopolitico instabile.

Tuttavia, la diplomazia algerina si sviluppa in un clima di tensione, in particolare con il Marocco, a causa del conflitto per il Sahara Occidentale. Il riconoscimento da parte degli Stati Uniti della sovranità marocchina su questo territorio, avvenuto nel dicembre 2020 in cambio della normalizzazione delle relazioni tra Marocco e Israele, ha portato a un'escalation della tensione tra Algeri e Rabat, culminata nella decisione algerina di interrompere le relazioni diplomatiche con il Marocco e di chiudere il proprio spazio aereo, mentre i confini terrestri sono chiusi dal 1994.

Questa dinamica ha acuito le fratture regionali, accelerato una destabilizzante corsa agli armamenti e spinto Algeri a intensificare la cooperazione in materia di sicurezza con Russia e Cina, in risposta a un percepito accerchiamento.

Le tensioni si estendono anche a Spagna e Francia, a causa del loro orientamento favorevole al Marocco, nel 2022 e nel 2024.
Un dato significativo fornito dallo Stockolm International Peace Research Institute ( SIPRI) evidenzia che, nel periodo 2021-25, le importazioni di armi dell'Algeria sono diminuite del 78%, mentre quelle del Marocco sono aumentate del 12%, rendendo quest’ultimo il maggiore importatore di armi in Africa.

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