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Bassano si inchina al suo “Re Bianco”
Dalla firma d’autore dei sei ristoratori all'omaggio del Ministro Nordio: ecco come l'Asparago DOP torna a far brillare la città
Pubblicato il 20 mar 2026
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Se fosse una stella del cinema, parleremmo di un atteso ritorno sul red carpet.
In queste settimane l'Asparago Bianco di Bassano DOP è stato il protagonista assoluto, osservato e atteso sotto i riflettori come una grande star internazionale.
Ma è nella giornata di ieri, quella del debutto ufficiale, che è stato costruito un vero e proprio "Gala" d'autore tra le sale di Palazzo Bonaguro, elevandolo da semplice prodotto della terra a simbolo indiscusso di tradizione e appartenenza.
A Palazzo Bonaguro il Gala dell’Asparago bianco DOP che unisce Ristorazione e Istituzioni.
L’appuntamento del 19 marzo ha travalicato i confini di un semplice momento conviviale, ergendosi a potente simbolo di una comunità che ha finalmente imparato a fare sistema. Non è stata solo una celebrazione del gusto, ma la dimostrazione plastica di come la sinergia tra istituzioni, produttori e ristoratori possa trasformare un’eccellenza agricola nel motore trainante di un intero territorio.
Il cuore pulsante dell'evento è stato il lavoro di una squadra d'eccezione, sei "tenori" della ristorazione che hanno curato ogni portata con una tecnica chirurgica: Alex Lorenzon (Ca’ Sette), Roberto Astuni (Sant’Eusebio), Leone Miotti (Danieli), Gaetano Lunardon (La Rosina 1917), Enrico Zen (All’Alpino) e Mattia Rizzotto (Al Melograno).
La proposta gastronomica di questa "Prima" non è stata una semplice successione di portate, ma un autentico crescendo di emozioni sensoriali, dove l'asparago ha smesso i panni di contorno per farsi architettura del gusto. Ogni piatto ha parlato la lingua dell'eccellenza, a partire dalla complessa architettura di “Sparasi e Ovi”: una rilettura coraggiosa che, pur rispettando il totem della tradizione bassanese, ne ha elevato la struttura attraverso una precisione tecnica millimetrica, giocando su temperature e consistenze inaspettate. Il viaggio è proseguito con la profondità concettuale del “Risotto che non è”, un capolavoro di illusione gastronomica dove la materia prima è stata manipolata con tale maestria da sfidare i sensi, mantenendo però una persistenza aromatica straordinaria. La delicatezza marina del “Branzino in scaglie” ha poi dimostrato una sensibilità rara: l'asparago, qui, non ha coperto il pesce, ma lo ha abbracciato, creando un contrasto sapido e vegetale di rara eleganza. Infine, il lirismo cromatico del “Giardino di primavera” ha chiuso il cerchio come un’opera d’arte visiva, un piatto che ha saputo raccontare il risveglio della terra con una freschezza vibrante.
Un plauso particolare va alla gestione degli abbinamenti: ogni calice è stato scelto per dialogare armoniosamente con le note dolci e amarognole del turione bianco, elevando l'esperienza a un livello superiore. La mise en place, curata nei minimi dettagli, ha trasformato la tavola in un palcoscenico di sobria eleganza, dove ogni elemento era posto con una precisione che denota amore per l'accoglienza. Ma a rendere davvero speciale la giornata è stato ciò che accadeva attorno ai tavoli. Un encomio sincero va fatto ai ragazzi in sala: una squadra impeccabile, sempre sorridente e straordinariamente pronta a seguire ogni esigenza dei commensali con discrezione e professionalità. Dalla gestione del buffet – fluido e ricchissimo – al servizio al tavolo, il personale ha saputo creare un'atmosfera di calore e benessere.
Tra i tavoli, a testimoniare l'importanza dell'evento per l'intero ecosistema veneto, è intervenuto anche Renzo Rosso, che ha assistito alla presentazione con grande interesse, confermando come l'eccellenza di Bassano sia un magnete per i grandi nomi dell'imprenditoria che sostengono il territorio.
A sintetizzare lo spirito dell’evento è Alex Lorenzon: «Oggi abbiamo posato la prima pietra di un progetto in cui crediamo profondamente. Vogliamo raccontare una Bassano capace di grandi cose, capace di parlare al futuro restando fedele a se stessa. L’asparago, per me, è il sapore della memoria che si rinnova ogni anno. Credo fermamente che per creare nuove forme espressive si debba attingere dalla linfa della tradizione: rinnovare il linguaggio senza mai recidere le radici. Questa sfida non si vince da soli, ma con una coralità d'intenti. Solo attraverso una sinergia vera tra colleghi possiamo trasformare il nostro prodotto in un volano per il territorio, pronti a superare ogni confine e a immaginare nuovi orizzonti comuni».
Sulla stessa linea Gaetano Lunardon, che ha ribadito l'identità del suo storico locale: «La mia cucina si basa proprio sulla tradizione che rappresenta i valori più autentici di questa terra. Al tempo stesso anche l'innovazione è fondamentale: dobbiamo avere il coraggio di ascoltare i giovani e le loro idee per rinnovare la nostra storia senza dimenticare da dove veniamo».
Un concetto di rete rilanciato anche da Roberto Astuni: «Lo scenario di Palazzo Bonaguro è il palcoscenico perfetto per narrare il valore della nostra terra. Qui, la tradizione si spoglia della polvere del passato per farsi visione: non un oggetto da contemplare, ma una risorsa strategica su cui innestare turismo e crescita economica. Valorizzare le nostre eccellenze significa trasformare l’appartenenza in valore aggiunto, creando un indotto reale che parta dalla terra e arrivi al futuro del nostro comparto economico».
A impreziosire questa celebrazione è arrivato il saluto del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che ha voluto omaggiare di persona l'evento e il prodotto principe di Bassano. Il Guardasigilli, apparso sereno e in piena sintonia con il clima conviviale, ha lodato la qualità dell'eccellenza bassanese, definendola un vanto del territorio. Un momento di valore simbolico si è consumato quando il Presidente del Consorzio, Paolo Brotto, ha fatto dono dei mazzi di asparagi bianchi al Ministro, suggellando il legame tra istituzioni e lavoro agricolo. Nordio ha poi promesso: «Tornerò presto a Bassano per degustare nuovamente queste eccellenze».
Anche il Sindaco di Bassano ha ribadito l'importanza della giornata: «Eventi di questa caratura danno lustro alla città, mostrandone l’incredibile apparato culinario, vero motore della nostra promozione turistica».
All'evento hanno preso parte la Giunta Comunale al completo, il presidente di Confartigianato Bassano Sandro Venzo, diversi imprenditori e prestigiose figure istituzionali tra cui gli Onorevoli Elena Donazzan, Silvio Giovine e Morena Martini.
In conclusione, va rivolto un plauso profondo alla bravura di questi ristoratori, capaci di trasformare una materia prima in un'esperienza d'alta scuola.
Questo evento ha dimostrato, con una forza disarmante, che la tradizione è la roccia su cui poggia l'intera ristorazione bassanese. Ma è stata la loro capacità di interpretare le varie declinazioni dell'asparago a fare la differenza: hanno provato che l'innovazione non è una rottura col passato, ma un’evoluzione necessaria. Perché la vera avanguardia non dimentica mai da dove viene, ma usa la memoria per creare nuove forme di bellezza, rendendo l'identità di Bassano un valore contemporaneo, vivo e, sopra ogni cosa, eccellente.
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