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Poste Italiane
A proposito del disegno di legge del Governo sulla revisione della geografia giudiziaria, che doveva essere presentato “a stretto giro di posta” e che invece dovrebbe approdare in Parlamento “entro il termine della legislatura”
Pubblicato il 06 mag 2025
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Bassano del Grappa, 17 giugno 2024.
Nel piazzale d’ingresso dell’edificio del nuovo Tribunale di via Marinali, il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari (Lega) interviene alla nota conferenza stampa a sostegno del candidato sindaco al ballottaggio Nicola Finco.
Dopo tutti i discorsi di rito, ovviamente favorevoli al progetto del Tribunale della Pedemontana e di altrettanto ovvia conferma dell’intenzione di Finco, qualora eletto sindaco, di continuare a sostenere la causa della giustizia di prossimità in riva al Brenta, dal fronte dei cronisti presenti arriva l’inevitabile e fatidica domanda: “I tempi?”. Che ci volete fare, i giornalisti sono i soliti rompiscatole, vogliono scrivere cose concrete e riuscire a capire con che tempistica dovrebbe andare in porto l’istituzione del Tribunale pedemontano non è certamente un aspetto secondario.
L’edificio del nuovo Tribunale di via Marinali (foto: FulBic il drone)
Ostellari, dopo aver ricordato che “il primo passo dell’iter è stato l’ascolto del territorio in sei mesi ed è stato fatto” e che “in Commissione Giustizia al Senato è stato depositato un testo di legge con prima firmataria la senatrice Mara Bizzotto e anche questo è agli atti”, risponde testualmente così:
“Come Governo abbiamo annunciato un testo nell’ambito della geografia giudiziaria con un progetto nuovo rispetto al precedente, con una visione nuova e un ampio territorio e la preminenza data al nuovo assetto dei Tribunali dell’Abruzzo, che non sono stati chiusi, e a quello della Pedemontana.”
E ancora (udite, udite):
“Stiamo facendo ora le operazioni di calcolo delle piante organiche. Il passo successivo sarà poi quello di un disegno di legge delega per la rivisitazione dell’intera pianta organica della geografia giudiziaria, in tempi compatibili con l’intera legislatura. Non possiamo dare una tempistica esatta, ma confermare la volontà di procedere.”
Tutto registrato col mio telefonino e tutto fedelmente riportato nel mio articolo dell’epoca “Il ritorno dello Jedi”, sempre ispirato alla saga delle Guerre Ostellari.
Ricordo ancora i volti perplessi degli avvocati bassanesi del Comitato per l’Istituzione del Tribunale della Pedemontana, presenti a quella conferenza stampa elettorale e ben consapevoli del senso del messaggio del sottosegretario.
Affermare che il disegno di legge del Governo sarà presentato “in tempi compatibili con l’intera legislatura” significa infatti rinviare la questione al Parlamento entro la scadenza del 2027, ultimo anno della corrente XIX legislatura del Governo Meloni.
E come ho scritto in quell’articolo, senza mai ricevere smentite, precisazioni o contestazioni di sorta:
“Qualora il nuovo Tribunale aprisse i battenti a Bassano, ciò non accadrà prima di tre anni, tre anni e mezzo.”
Padova, 5 maggio 2025.
Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove (Fratelli d’Italia) si reca in visita alla Casa circondariale e alla Casa di reclusione, le due strutture penitenziarie della città, vulgo “Carcere Due Palazzi”.
E a margine della visita istituzionale, si concede alla solita selva di microfoni e telefonini dei cronisti presenti, in mezzo alla quale qualcuno pone la solita domanda sui “tempi” del disegno di legge governativo sulla revisione della riforma della geografia giudiziaria del 2012, che dovrebbe comprendere anche la proposta di istituzione del Tribunale della Pedemontana.
Questa la risposta testuale del sottosegretario Delmastro Delle Vedove, come abbiamo visto ieri sera nel telegiornale locale TVA Bassano Notizie:
“Abbiamo approvato il provvedimento e quindi io credo che entro il termine della legislatura anche la revisione della geografia giudiziaria, firmata centrodestra e quindi con lo Stato che avanza e non più indietreggia, approderà in Parlamento.”
Non c’è che dire: anche se a quasi un anno di distanza l’uno dall’altro, su questa questione le dichiarazioni dei due sottosegretari alla Giustizia combaciano.
“In tempi compatibili con l’intera legislatura” (Ostellari).
“Entro il termine della legislatura” (Delmastro Delle Vedove, preceduto da un “io credo” che non esprime certezza assoluta).
Il che significa fondamentalmente una cosa, assai difficile da controbattere.
E cioè che i tempi di questo benedetto disegno di legge del Governo procedono a rilento, prima che il provvedimento venga finalmente presentato e discusso in Parlamento, secondo un iter che allungherà ulteriormente il suo percorso in considerazione delle tempistiche - non certamente celeri, per usare un eufemismo - dei lavori delle due Camere, tra commissioni e aule, rischiando anche di andare oltre la scadenza delle elezioni politiche del 2027, con tutte le incognite che ne conseguono.
Come dice il saggio: staremo a vedere.
Ma c’è un aspetto di tutta questa storia quantomeno curioso, se non apparentemente inspiegabile.
Andrea Delmastro Delle Vedove è infatti lo stesso sottosegretario che, rispondendo lo scorso 9 gennaio in Senato a un’interrogazione sul Tribunale della Pedemontana del senatore vicentino di Forza Italia Pierantonio Zanettin, aveva dichiarato - sempre testualmente -, prendendo spunto dalla notizia delle due ispezioni dei funzionari ministeriali alla Cittadella della Giustizia di Bassano, rivelata da Bassanonet e citata nell’interrogazione di Zanettin:
“Da parte del Ministero viene svolta da sempre una funzione di costante monitoraggio delle strutture e degli spazi adibiti o potenzialmente da adibire a sedi degli uffici. L’atto di sindacato ispettivo offre l’occasione, infatti, per annunciare la presentazione a stretto giro di posta, da parte del Governo, di uno schema di disegno di legge che prevede una revisione di quella che riteniamo politicamente essere stata l’infausta stagione della revisione della geografia giudiziaria, con la riapertura di alcune sedi soppresse rispetto alla riforma del 2012.”
Ve lo ricordate?
Quello stesso giorno il suo omologo al Ministero della Giustizia, senatore Andrea Ostellari, aveva esultato ai quattro venti per il “risultato storico” dell’“annuncio fatto dal collega Delmastro Delle Vedove che oggi in Senato, rispondendo a un’interrogazione del senatore Zanettin, ha annunciato l’istituzione del nuovo Tribunale di Bassano del Grappa”.
Campane a festa in riva al Brenta, Zaia che si era subito complimentato “per l’istituzione di un riferimento fondamentale in un’area che è uno dei più importanti tessuti produttivi del Paese”, il sindaco Finco che commentava con giubilo la “notizia” come “una risposta importante per le imprese e il territorio”, Elena Donazzan che da Bruxelles gioiva per “l’ennesima decisione che certifica l’impegno del Governo Meloni nei confronti del territorio”, eccetera eccetera.
In realtà non era stato ancora istituito un bel niente ma solo annunciato un provvedimento che, come abbiamo visto, potrebbe approdare in Parlamento, per iniziare appena l’iter della discussione alle Camere, entro l’autunno del 2027.
Non so cosa l’onorevole Delmastro Delle Vedove intendesse dire con “a stretto giro di posta”.
Forse pensava ai tempi di servizio delle Poste Italiane, almeno all’epoca di quella che si chiamava “posta ordinaria”, quando poteva capitare - come è capitato al sottoscritto - di ricevere un biglietto di auguri di Natale ampiamente dopo Pasqua.
Così è se vi pare, egregi lettori.
E in questa sede lascio stare le altre incognite emerse nel frattempo, come il problema dell’insufficienza logistica delle strutture bassanesi ad ospitare il personale in pianta organica previsto per il Tribunale della Pedemontana e la presa di posizione della maggioranza dei sindaci della Provincia di Vicenza - e non solo della “odiata” Vicenza, città capoluogo - che hanno trasmesso due distinte lettere al ministro della Giustizia Nordio contro il progetto del Tribunale pedemontano medesimo.
Persino il disegno di legge con prima firmataria la senatrice leghista Mara Bizzotto (“Istituzione del tribunale ordinario della Pedemontana e della procura della Repubblica presso il tribunale della Pedemontana”, presentato l’11 maggio 2023),
citato da Ostellari in quella conferenza stampa elettorale pro Nicola Finco, è stato stralciato dalla discussione alla Commissione Giustizia del Senato e quindi ritirato, per non accavallarsi con l’annunciato schema di disegno di legge governativo.
Schema di disegno di legge che prima o poi dovrà per forza approdare in Parlamento, per affidarlo ai meandri dibattimentali tra Palazzo Madama e Montecitorio e per evitare che in riva al Brenta il Governo perda la faccia.
Ma sulla busta non vedo nessuna etichetta con la scritta “posta prioritaria”.
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