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La resa dei conti
Vanessa Camani, capogruppo PD in consiglio regionale: “Superstrada Pedemontana, Zaia e De Berti nascondono una voragine sempre più larga”. Elisa De Berti, assessore regionale alle Infrastrutture: “Accuse strumentali e ingiustificate”
Pubblicato il 26 mar 2025
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Superstrada Pedemontana Veneta: è resa dei conti, e oltretutto fra donne.
Per noi maschietti sarebbe meglio far finta di niente e stare alla larga.
Soltanto che i conti riguardano anche noi, trattandosi dei numeri, moltiplicati per 6 zeri, della Superstrada Pedemontana Veneta.
Archivio Bassanonet
Ma andiamo per ordine. Ieri in consiglio regionale a Venezia, prima che le luci della ribalta si accendessero su Sua Eccellenza l’Asparago Bianco di Bassano DOP (leggasi il mio precedente articolo “Stringiamoci a Coorte”), il gruppo consiliare del Partito Democratico, tramite la capogruppo Vanessa Camani, ha indetto una conferenza stampa sul tema “Superstrada Pedemontana Veneta: è ora di (ri)fare i conti”.
Un’occasione per fare il punto della situazione sulla sostenibilità economica dell’infrastruttura a pedaggio dopo la recente introduzione degli sconti sulle tariffe per il traffico locale, con le note limitazioni del caso.
“C'è poco da fare: l’enorme voragine che si è creata attorno alla Pedemontana è, con molta probabilità, destinata ad allargarsi ulteriormente - ha dichiarato Vanessa Camani . E servirebbe un capovolgimento dell'andamento dei flussi di traffico che oggettivamente, anche con l'introduzione della scontistica, appare improbabile.”
“È ormai a tutti noto che le previsioni dei flussi di traffico contenute nel Terzo Atto Convenzionale del 2017 sono totalmente inattendibili - ha evidenziato la capogruppo Dem -. Infatti, già nel bilancio 2025, invece che i 15 milioni di perdita stimata nel 2017, abbiamo accantonato 51,8 milioni di euro per coprire il buco.”
“In realtà, siamo fortemente preoccupati che anche questa previsione sia destinata a peggiorare - ha ammonito -. Se, infatti, guardiamo gli incassi dei primi due mesi del 2025, questi sono stati di poco superiori ai 10 milioni di euro ciascuno.”
“Abbiamo, dunque, provato a fare delle nuove simulazioni previsionali per l’anno in corso, ipotizzando di incassare mensilmente 10,8 milioni di euro, pari alla media degli incassi registrati nei primi dieci mesi di apertura dell’intera tratta della SPV, e cioè tra maggio 2024 e febbraio 2025 - ha affermato l’esponente di opposizione -. Nell’ipotesi considerata, la perdita salirebbe addirittura a 72 milioni, con un divario di oltre 20 milioni rispetto all'accantonamento già previsto.”
“Su questo fronte - ha aggiunto Camani - c’è un primo serio problema: sulla Pedemontana Zaia e De Berti non raccontano ai veneti tutta la verità. I numeri che noi raccogliamo mensilmente parlano chiaro ma sono sistematicamente omessi dalla Giunta nel racconto pubblico. La voragine di bilancio esiste e, ad oggi, non abbiamo alcun motivo, purtroppo, per essere ottimisti.”
Ma non è tutto:
“Il Gruppo PD ha calcolato di quanto dovrebbe aumentare l’incasso medio mensile per non peggiorare la situazione, a fronte dell’esborso sicuro dei 200 milioni di euro di canone che la Regione si è impegnata a corrispondere al concessionario per l’anno in corso.”
“Per evitare ulteriori esborsi pubblici - ha spiegato la capogruppo -, dai pedaggi dovrebbero arrivare almeno 2 milioni al mese in più: una cifra consistente che dovrebbe essere recuperata incrementando di almeno il 30% gli incassi derivanti, in particolare, dal transito dei veicoli leggeri, che spesso evitano la Pedemontana per l’eccessivo costo del pedaggio.”
“Ci sarà da capire quale sarà l’impatto dell’operazione di sconti messa in campo dalla Giunta a partire dal mese di marzo - ha proseguito -. Certo è che la quantità di transiti dei veicoli leggeri generato dagli sconti dovrà almeno triplicare.”
“I conti della Strada Pedemontana rischiano di far saltare il bilancio del Veneto - ha concluso Vanessa Camani -. Noi proseguiremo nella nostra operazione trasparenza, mese dopo mese, ma Zaia deve assumersi le sue responsabilità di fronte ai veneti.”
“C’è chi progetta e realizza opere e chi commenta a bordo campo.”
È la prima frase della replica alla capogruppo PD trasmessa oggi alle redazioni dall’assessore regionale alle Infrastrutture, nonché vicepresidente della Regione veneto, Elisa De Berti.
“Quelle della consigliera Camani e del Partito Democratico sono accuse strumentali, figlie forse dell’ansia da campagna elettorale - ha commentato De Berti -. Un attacco senza fondamento, portato avanti da chi oggi urla contro un’opera che in passato non ha mai avuto il coraggio di contestare apertamente e che, soprattutto, non ha mai assunto su di sé l’onere di una scelta. È troppo facile oggi dire solo dei ‘no’, dimenticando che sono oltre 80.000 i veicoli che ogni giorno scelgono la Pedemontana Veneta. Sono tutti dei folli? O piuttosto stanno utilizzando coscientemente un’infrastruttura che funziona, e che dimostra la propria piena utilità?”
“Parliamo di un’infrastruttura strategica, riconosciuta in passato come tale dalla Legge Obiettivo e inserita tra le grandi opere di interesse nazionale ha aggiunto l’assessore -. Un progetto che ha attraversato decenni e governi di ogni orientamento politico, da destra a sinistra. E qui sta l’ipocrisia più evidente: nessun governo della Repubblica, tantomeno quelli a guida Partito Democratico, ha mai sollevato critiche sull’utilità dell’opera o sulle sue caratteristiche tecniche, realizzative ed economiche. I ministri competenti hanno avuto ogni occasione per bloccare, ridiscutere o modificare il progetto, se davvero ne avessero condiviso le perplessità. Ma ciò non è mai accaduto.”
E ancora:
“L’improvvisa indignazione del PD appare dunque una polemica pretestuosa, probabilmente costruita per ottenere visibilità, senza alcuna coerenza con il passato. La sinistra ha protestato anno dopo anno per l’impatto ambientale, per il progetto, per la realizzazione, per i costi delle tariffe ed ora per il piano economico. Venendo puntualmente smentita, sotto lo sguardo divertito degli utenti che la Pedemontana la usano tutti i giorni.”
“Ricordo all’onorevole Camani che la SPV è nata su richiesta del territorio, in particolare delle associazioni di categoria e degli enti locali - ha incalzato la vicepresidente -. I Comuni interessati, negli anni ’90, chiesero di trasformare il tracciato originario da autostrada a superstrada a pedaggio, spinti dalle esigenze di sostenibilità ambientale e dal confronto con i comitati civici. Proprio queste scelte, condivise a livello locale, hanno portato a una realizzazione in trincea, con costi maggiori ma anche con un impatto ambientale ridotto.”
Ergo: “Oggi è singolare che quegli stessi ambienti che chiedevano infrastrutture a basso impatto si lamentino dei costi che tale sostenibilità ha inevitabilmente comportato. E di questo, quando l’onorevole Camani in Parlamento rappresentava il proprio partito, non s’è mai sentita una parola contraria.”
“Come ogni grande opera, anche la Pedemontana richiede un sostegno pubblico nella sua fase iniziale - ha giustificato De Berti -. Ma questa è la regola, non l’eccezione. Come sanno bene gli amministratori pubblici nessuna nuova infrastruttura - che sia una ferrovia, un tram, un autobus urbano o una strada regionale - si autosostiene solo con le entrate da tariffa o pedaggio.”
“E chi oggi contesta l’integrazione finanziaria prevista per la SPV è lo stesso che chiede alla Regione di aumentare i fondi per il trasporto pubblico locale, correttamente in questo caso, riconoscendo come sia necessario uno stanziamento corposo per garantire il servizio al di là degli introiti garantiti dal pagamento degli utenti. Per la Pedemontana invece, secondo la sinistra, non dovrebbe valere il medesimo, logico schema di sostegno ad un’opera che serve cittadini e territorio. Una contraddizione evidente e inaccettabile.”
“Nel 2017 grazie alla giunta Zaia abbiamo completamente rivisto il piano economico-finanziario dell’opera, evitando un salasso da oltre 10 miliardi di euro che sarebbe ricaduto sulle spalle dei cittadini - ha ribadito la vicepresidente -. Se fosse rimasto in vigore il vecchio contratto, oggi la Regione dovrebbe versare circa 230 milioni di euro all’anno; invece, grazie alla rinegoziazione, l’integrazione attuale è contenuta in una fascia tra i 30 e i 50 milioni di euro. Una cifra sostenibile, trasparente, nota da anni.”
“A dimostrazione dell’efficacia dell’opera - ha rimarcato l’esponente di giunta - ci sono anche i dati raccolti da uno studio indipendente realizzato da Unioncamere del Veneto, che ha analizzato gli effetti economici, ambientali e sociali della SPV. L’indagine dimostra che l’utilizzo della Pedemontana ha portato a una riduzione media dei tempi di percorrenza di circa 20 minuti su tratte superiori ai 50 km, a un aumento della sicurezza stradale, a minore stress da traffico, migliore accessibilità delle aree pedemontane, riduzione delle emissioni inquinanti e protezione dei centri abitati dal traffico pesante. Il ritorno complessivo stimato è pari a 1,4 euro per ogni euro investito, con benefici attualizzati pari a 5,8 miliardi di euro contro 4,2 miliardi di costi.”
Onde per cui: “La Pedemontana è, dunque, un vero volano economico per il tessuto produttivo del Veneto. Lo dicono le imprese, i cittadini, i dati. Lo conferma anche il crescente utilizzo dell’opera, con oltre 80.000 veicoli al giorno. E lo testimoniano le scelte della Regione, che ha introdotto agevolazioni tariffarie del 60% per i veicoli leggeri su tratte interne e ha razionalizzato le esenzioni.”
“Questi sono i fatti - ha concluso la vicepresidente De Berti -. Il Partito Democratico, invece, sceglie ancora una volta la strada dell’opposizione sterile, del ‘no’ sistematico, senza mai indicare un’alternativa, senza mai assumersi la responsabilità di decidere. Ma i veneti non si fanno ingannare. La Pedemontana è una realtà solida, utile e strategica. E noi continueremo a lavorare per migliorarla, non per demolirla con polemiche da salotto.”
Caspita: non mi immaginavo che questo articolo venisse fuori così lungo.
Non potrò usufruire degli sconti della SPV, che sono solo per tratti brevi.
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